
Sono una copywriter, etnografa, color consultant e backpacker.
Dopo aver lavorato per anni come visual merchandiser per un’azienda del fast fashion, nel 2021 ho deciso di dare vita a uno dei miei più grandi sogni nel cassetto: conoscere nuovi paesi, culture e tradizioni.
Oggi il mio lavoro si divide tra la scrittura di articoli per blog di viaggi e lo studio del colore nei diversi paesi del mondo.
Il mio obiettivo è incoraggiare una nuova generazione di viaggiatori a esplorare il mondo, in tutte le sue sfumature.
sono una copywriter, etnografa, color consultant e backpacker.
Dopo aver lavorato per anni come visual merchandiser per un’azienda del fast fashion, nel 2021 ho deciso di dare vita a uno dei miei più grandi sogni nel cassetto: conoscere nuovi paesi, culture e tradizioni.
Oggi il mio lavoro si divide tra la scrittura di articoli per blog di viaggi e lo studio del colore nei diversi paesi del mondo.
Il mio obiettivo è incoraggiare una nuova generazione di viaggiatori a esplorare il mondo, in tutte le sue sfumature.
Tutto inizia nel 2021, anno in cui decido di lasciare Milano il mio lavoro come visual merchandiser per una grande azienda del fast fashion e di avventurarmi per il mondo.
È stata la scelta più difficile della mia vita, non solo perché si trattava di lasciare un lavoro “sicuro”, ma anche perché quel lavoro mi piaceva.
A questo punto ti chiederai: “perché l’hai lasciato?”
In una parola: incompatibilità.
Ti spiego meglio.
Il mio compito era quello di valorizzare capi d’abbigliamento e accessori super economici, rendendoli il più “attraenti” possibili agli occhi dei clienti.
E già qui capirai che c’era un grosso problema 👉 “economico” = “insostenibile”.
Il fatto che l’industria del fast fashion stia portando il nostro pianeta al collasso, oggi è risaputo. All’epoca però ero troppo innamorata di quel mondo fatto di lustrini e paillettes per percepire la gravità del problema.
In realtà avevo iniziato a informarmi su ciò che acquistavo (cibo, abbigliamento, make-up, skin care & company) dai tempi del liceo, e da allora ho sempre cercato di investire in prodotti eco-friendly🌱
Negli anni ho sperimentato diversi brand sostenibili, arrivando alla conclusione che è molto meglio avere poche cose, ma di maggior qualità (soprattutto se viaggi zaino in spalla 😅).
Per una Gaia neo-laureata il mondo del fashion era un sogno.
Una volta dentro però, inizi a capire come “funziona il sistema” e…insomma, più capivo ciò che avevo intorno, e meno lo tolleravo.
Sin da bambina ho sempre amato i colori, la natura e la scoperta. Oggi, attraverso Color Packer cerco di unire queste tre passioni – © Gaia Di Vita
Piero Angela diceva: “La creatività è soprattutto la capacità di porsi continuamente delle domande“.
Ed effettivamente, più passava il tempo e più una domanda ronzava nella mia testa: “Che impatto ha il mio lavoro?“
Mi piaceva creare, mi piaceva abbinare forme, fantasie e colori, ma più di tutto mi piaceva poter aiutare le persone.
Sì perché, c’è stato un tempo in cui la moda mi aveva aiutata, e io volevo ricambiare il favore.
Adesso ti racconto un segreto 🤫
Da piccola ero molto timida. Mi vergognavo di qualsiasi cosa e facevo fatica a esprimermi a parole però: ero bravissima a farmi capire attraverso i colori.
Come tutti i bambini passavo i pomeriggi a pasticciare con le tempere e i pastelli, finché iniziai a sostituire la carta con la stoffa.
Creare outfit super colorati era sia uno dei miei hobby preferiti, sia la mia valvola di sfogo: ciò che indossavo aveva il potere di far uscire la parte migliore di me.
Nel villaggio di Teotitlàn del Valle (Messico) mentre imparo come colorare i tessuti con ingredienti naturali – © Gaia Di Vita
Durante gli anni di studio all’Accademia di Belle Arti, sono rimasta colpita da due materie: Estetica delle Arti Visive e Antropologia Culturale.
Conoscere nuovi modi di utilizzare (e intendere) il colore in altre culture, ma anche il potere che i colori hanno sulla nostra psiche e sulla nostra comunicazione, ha acceso in me la miccia della curiosità… ma è solo nel 2020 che ha iniziato a bruciare.
In piena pandemia faccio la mia conoscenza con l’Analisi del Colore, una disciplina che unisce moda, estetica, psicologia e teoria del colore, ovvero:
🛠 ciò per cui lavoravo
👩🏻🎓 ciò che avevo studiato
💖 ciò che mi appassionava.
La studio, partecipo a workshop e inizio ad avere i primi clienti finché, mi accorgo di un enorme gap.
Da una disciplina che studia l’interazione tra i colori del volto umano, la psicologia del benessere e la comunicazione visiva, mi aspettavo una letteratura e dei casi studio su scala globale.
E invece: no.
Come per la Fashion Industry (dalla quale stavo scappando), anche l’Armocromia (così è conosciuta in Italia) era qualcosa di poco inclusivo e profondamente etnocentrico, ovvero: fatto solamente per la società occidentale.
Mentre svolgo un’analisi del colore su Angi, una ragazza Embera Chami (Colombia) – © Gaia Di Vita
A quel punto pensai: “non mi resta che scoprirlo”.
Ho lasciato il lavoro come VM, ho comprato una macchina fotografica, ho compattato la mia vita in uno zaino e ho fatto un biglietto di sola andata per…la Costa Rica!
Oggi viaggiare da sola mi sembra la cosa più facile del mondo, ma fino a qualche anno fa non era proprio così (anzi).
La maggior parte dei viaggiatori che conosco, ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia amante dei viaggi, dell’avventura…ecco, non è il mio caso😅
Giusto per complicarmi ancora di più la vita, decisi di:
🙋♀️ viaggiare da sola
🎒 viaggiare zaino in spalla
✈️ volare dall’altra parte dell’Oceano
🇬🇧 partire senza saper parlare inglese o qualsiasi altra lingua
Questo è il momento della storia in cui di solito dico: “Ecco, se ce l’ho fatta io, puoi farcela anche tu”.
Sapevo di essere la persona meno indicata a esplorare il mondo in solitaria, ma la curiosità batteva la paura 10 a 0.
Ero partita con l’idea di studiare il colore in diverse culture, ma quel viaggio mi stava insegnando molto di più.
In un paesino sperduto del Messico durante una visita a casa di Ezequiel, artigiano locale di ambra – © Gaia Di Vita
Come il mio animale preferito (il bradipo 🦥) amo i viaggi lenti.
Non mi interessa riempire il passaporto di timbri o correre a destra e sinistra per visitare un paese in una settimana. Preferisco prendermi qualche settimana, a volte mesi (in Messico ci sono rimasta un anno intero!).
Questo mi permette di vivere a fondo un luogo, connettermi alle persone, studiarne la storia, la cultura, le abitudini.
Solo così posso creare guide che sembrino più i consigli di un’amica (e non la lista della spesa di cose da fare) e reportage dal taglio etnografico, ricchi di scorci e informazioni che i libri non possono dare.
Zaino in spalla, pronta a cambiare per la millesima volta alloggio – © Gaia Di Vita
Osserva il logo. Color Packer è una bussola: da oggi la TUA bussola!
Creata per aiutarti a esplorare il mondo con più facilità, consapevolezza e un pizzico di stile (che male non fa😌).
Qui hai a tua disposizione:
📖 reportage culturali, con focus sulle tradizioni e gli usi e costumi dei vari paesi del mondo
🎨 approfondimenti sui colori e il loro vero significato
✈️ guide viaggio e consigli per backpacker (ma non solo)
🌱 come viaggiare in modo più sostenibile
Leggili, condividili, e se hai domande o curiosità, contattami!
Ma soprattutto: smetti di guardare il mondo da una vetrina e inizia a esplorarlo davvero.
Ho sofferto di shopping compulsivo. Il mio guardaroba attuale è concentrato in uno zaino da 40L 🎒
Ho una laurea in decorazione artistica 🎨
Sono stata una giocatrice di ruolo dal vivo ⚔️
Ho una vera e propria dipendenza da cappuccino ☕️
Sono appassionata di skin care e make-up 💄
Amo gli animali, ma per i gatti divento letteralmente scema! 😻
I miei travel essential: borraccia, cuffie, balsamo labbra, alore e vera, carta igienica e un pelaverdure 🥬
La mia frase peferita: “Do it. And if you have fear. Do it with fear” ✍️
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