Armocromia. Ricordo benissimo il giorno in cui, per curiosità, stavo cercando questa parola su Google.
All’epoca non avevo idea che questa disciplina mi avrebbe portata a viaggiare per il mondo, ma questa è un’altra storia.
Oggi sono qui per farti da guida all’interno del bellissimo mondo dell’Analisi del Colore, un mondo che (ammetto) all’inizio può disorientare per la quantità di informazioni, tonalità e parole un po’ “strane” che utilizza.
Quella che stai per leggere è una guida ricca di nozioni utili, immagini ed esempi nata dall’analisi di persone provenienti da tutto il mondo.
📝 Indice
Armocromia: Cos'è e Come Funziona l'Analisi del Colore
L’Analisi del Colore è una disciplina che attraverso un test basato sulla percezione visiva, stabilisce le sfumature colore che più valorizzano una persona. In sostanza: l’Analisi del Colore è un modo per conoscere più a fondo sé stessi e le proprie potenzialità, con l’obiettivo di migliorare la nostra vita.
Ricordate che lo scopo dei colori, oltre a farvi apparire al meglio, è quello di semplificarvi la vita.
Carole Jackson
Essendo una disciplina basata sulla percezione visiva, l’Analisi del colore è più facile comprenderla con una spiegazione pratica, quindi: let’s go!
Perché l'Armocromia si Chiama Così?
In Italia è chiamata anche Armocromia, termine creato dalla consulente d’immagine Rossella Migliaccio e che in realtà rappresenta più un suo marchio di fabbrica (per altro, brevettato nel 2020).
Considerando che l’Analisi del Colore è nata negli Stati Uniti col nome di Personal Color Analysis (PCA), sarebbe più corretto (e semplice) chiamarla in questo modo.
Comunque, andiamo avanti!
Poco fa ho utilizzato un termine “caratteristiche cromatiche”: che cosa sono?
L'Importanza del Mix Cromatico nel Viso
Come mostro nel progetto Color Tribu ogni persona possiede un preciso mix cromatico, formato dalla summa del colore di pelle, occhi, capelli, ma anche di labbra e altri piccoli dettagli.
Come avrai notato mi sono concentrata sulle caratteristiche distintive del volto di una persona, perché è proprio quello che su cui si basa l’analisi del colore: analizzare i colori del viso.
Alcuni dei miei casi studio di Armocromia Worldwide dal progetto Color Tribu © Gaia Di Vita
Per quale motivo?
Il viso è considerata la parte più importante perché da un punto di vista psicologico, antropologico e sociale, ne permette il riconoscimento e la mappatura, sia da un punto di vista visivo che emozionale. Un articolo pubblicato da Vogue UK dice che:
(…) su Instagram, le immagini hanno il 38% in più di probabilità di ricevere “Mi piace” e il 32% in più di ricevere commenti se presentano un volto, indipendentemente dalla sua età o dal sesso.
Vogue
Quattro tipologie di mix cromatico - foto di © Gaia Di Vita
Questo è l’esempio più lampante e attuale che mi è venuto in mente e ho deciso di utilizzarlo per darti un’idea di quanto il volto oggi svolga un ruolo doppiamente importante nella comunicazione, ma ovviamente non è l’unico.
L’analisi del colore parte dallo studio del volto, ma non si ferma lì!
Da un punto di vista visivo, le nostre caratteristiche cromatiche sono molto influenzate dai colori che le circondano. Questo sia in senso positivo ma, anche in senso negativo.
Ci sono dei colori, o meglio, delle sfumature colore che valorizzano i nostri colori naturali, facendoci apparire più in salute, più giovani, più radiosi e di conseguenza, visivamente più “attraenti”.
Altre sfumature fanno esattamente l’opposto: valorizzano le imperfezioni cutanee come rughe, rossori, occhiaie, riducono la luminosità dell’intero volto e nel complesso ci fanno percepire più stanchi e spenti.
Per farti un esempio, uno dei colori che meno valorizza la maggior parte delle persone è il nero, che al contrario di quello che la moda ci ha indotto a pensare, visivamente risalta pochissime persone (oltre ad avere un significato simbolico ben diverso da quello che ci hanno insegnato, ma di questo ne parleremo in un articolo dedicato).
I 5 Fattori dell'Analisi del Colore
In che modo l’analisi del colore è in grado di misurare il mix cromatico di una persona e stabilire la sua palette colori?
Lo fa analizzando visivamente 3 fattori basati sulla teoria del colore di Munsell, ovvero:
- Valore (value)
- Tonalità (hue)
- Saturazione (chroma)
Oltre a questi fattori di base, durante un’Analisi del Colore personalizzata si valutano altri 3 fattori del viso di una persona:
- Contrasto
- Temperatura
- Dominante
Sistema Colore Munsell - foto da wikipedia.org (traduzione di Gaia Di Vita)
1. Temperatura del Sottotono: Caldo vs Freddo
A differenza degli altri fattori misurati durante un’Analisi del Colore, la temperatura interessa solamente una caratteristica del nostro volto: la pelle.
Nello specifico la temperatura del sottotono, cioè il colore di fondo della nostra carnagione, un colore che per essere percepito richiede un’analisi approfondita del volto tramite il metodo del draping.
Ma perché si parla di temperatura?
Perché in Armocromia il sottotono può essere di due tipi: caldo o freddo, esattamente come i colori.
Chi possiede un sottotono caldo, sarà più valorizzato dai colori caldi, viceversa chi possiede un sottotono freddo, sarà più valorizzato da sfumature fredde.
Anna (Autunno) ha un sottotono di pelle caldo © Gaia Di Vita
Kellen (Inverno) ha un sottotono di pelle freddo © Gaia Di Vita
Differenza tra Sottotono e Sovratono
Nell’Analisi del Colore sovratono e sottotono sono termini che sentirai molto spesso ma che hanno un significato e un peso molto diverso.
Entrambe possono essere o caldi o freddi, ma non è detto che coincidano! É molto comune avere un sovratono caldo e un sottotono freddo, ad esempio.
Il sovratono è il colore dello strato esteriore della nostra pelle. Può variare nel corso del tempo perché dipende da un elemento variabile come la melanina (o meglio, le melanine: eumelanina e feomelanina), responsabili ad esempio dell’abbronzatura e della presenza di lentiggini o efelidi. Oltre alle melanine, ci sono poi tutta un’altra serie di discromie cutanee che possono incidere sul sovratono, come: brufoli, acne, rosacea, ecc.
Il sottotono invece, è il colore dello strato inferiore dell’epidermide, non percepibile a colpo d’occhio. A differenza del sovratono, non cambia col tempo perché dipende da fattori “interni”. Il sottotono di pelle infatti è il risultato della concentrazione di emoglobina (sottotoni freddi) e carotene (sottotoni caldi).
Come riportato da una ricerca sul colore della pelle del Clinical Nursing Research:
Il colore della pelle è il prodotto di una combinazione di fenomeni anatomici e fisiologici negli strati superiori della pelle. Quattro pigmenti contribuiscono al colore della pelle: melanina, carotene, emoglobina ossigenata ed emoglobina ridotta. Di questi, la dimensione, la forma e la posizione delle particelle di melanina contribuiscono in modo significativo al colore generale; più la melanina è raggruppata vicino alla superficie, più la pelle appare scura. Il carotene conferisce alla pelle una tonalità gialla, mentre l'emoglobina ossigenata e ridotta sono rispettivamente rossa e blu-violacea.
Clinical Nursing Research
Ricorda: ciò che si misura in Armocromia è il sottotono di pelle!
2. Valore: La Luminosità del Tuo Mix Cromatico
Se il sottotono e il sovratono dipendono solo dalla pelle, il valore e le prossime caratteristiche che vedremo, dipendono dall’unione di tutto il mix cromatico: pelle, capelli, occhi e labbra.
Quello che Munsell nel suo sistema chiama “valore”, non altro che il grado di luminosità, ovvero la percentuale di chiarezza, oppure, di scurezza complessivo. Il valore dipende quindi dalla concentrazione di bianco o di nero nei vari elementi che compongono il volto e può essere: chiaro, medio o scuro.
È una caratteristica da valutare con la dovuta cautela perché può cambiare col tempo, ma anche a causa dell’abbronzatura per quanto riguarda la pelle o del cambio di colore dei nostri capelli (per questo una buona Analisi del Colore andrebbe fatta su una carnagione non abbronzata e, nel caso di capelli tinti, con una cuffietta per coprirli).
Per stabilirla si adopera lo stesso metodo utilizzato per stabilire la temperatura del sottotono, ovvero il draping, ma può essere facilmente riconosciuta anche analizzando una foto in bianco e nero (di buona qualità) della persona.
Anna (Autunno Caldo) ha un livello di luminosità medio-alto © Gaia Di Vita
Kellen (Inverno Scuro) ha un livello di luminosità complessivo basso © Gaia Di Vita
3. Intensità e Saturazione dei tuoi Colori Naturali
L’intensità, anche chiamata saturazione, possiamo definirla come il grado di purezza di un colore. Può essere: alta, media o bassa.
Tanto più un colore è brillante, puro, concentrato, tanto più sarà intenso, viceversa, tanto più un colore è opaco, quindi sporcato da una punta di bianco o di nero ad esempio, tanto più il suo grado d’intensità sarà basso.
Per intenderci: i colori pastello, cipriati, hanno un grado d’intensità basso, mentre i colori accesi, fluo, hanno un grado d’intensità alto.
Il livello d’intensità però, non è una caratteristica puramente visiva come le altre, ma è anche qualcosa di “energetico”.
Mi spiego meglio.
Ci sono persone che per la loro personalità, frizzante e briosa, riescono a portare benissimo colori un po’ più saturi rispetto a quelli che ci si aspetterebbe.
Una brava consulente d’immagine deve riuscire a trovare il compromesso perfetto fra ciò che vede e ciò che percepisce nella persona che ha di fronte.
I colori di Anna (Autunno Caldo) hanno un grado di saturazione medio-basso © Gaia Di Vita
I colori di Kellen (Inverno Scuro) hanno un grado di saturazione medio-alto © Gaia Di Vita
4. Contrasto: L'Equilibrio tra Pelle, Occhi e Capelli
Un altro fattore da considerare durante l’analisi del colore è il contrasto fra la pelle i vari elementi del volto (occhi, capelli, labbra).
Più questi elementi hanno un grado di luminosità diverso, più il livello di contrasto sarà alto.
Al contrario, se questi elementi hanno lo stesso grado di luminosità (ad esempio sono tutti molto chiari o molto scuri), il contrasto sarà minimo e quindi si parla di contrasto basso.
Se la differenza di luminosità non è marcata, si parla di contrasto medio.
Anna (Autunno Caldo) ha un mix cromatico dal contrasto medio © Gaia Di Vita
Kellen (Inverno Scuro) ha un micx cromatico dal contrasto alto © Gaia Di Vita
5. La Dominante: Caratteristica Cromatica Principale
La dominante, come suggerisce il nome stesso, è la caratteristica cromatica che predomina nel volto di una persona. Mi spiego meglio.
Nell’Analisi del Colore esistono 6 tipologie di caratteristiche dominanti:
Calda
Fredda
Chiara
Scura
Brillante
Soft
Ognuno di noi ne possiede una, ma: come si capisce?
Una buona consulente d’immagine è in grado di capirlo ancor prima di cominciare l’analisi, altrimenti, nei casi più complessi (perché, ehi, non siamo tutti uguali) si ricorre all’uso di mantelle speciali realizzate con specifici abbinamenti colori e fantasie che, come nel metodo del draping, vengono man mano accostate al viso della persona).
A cosa serve conoscere la dominante?
Questa caratteristica permette di capire il sottogruppo. Infatti, se già mastichi un po’ l’argomento, avrai notato che i nomi delle dominanti sono gli stessi dei sottogruppi.
Le 4 Stagioni Armocromia: Primavera, Estate, Autunno, Inverno
Per stabilire la palette più adatta a ogni persona, l’Analisi del Colore utilizza un sistema di classificazione dei colori detto “stagionale”.
Questo sistema è stato sviluppato da Johannes Itten, un famoso artista e insegnante d’arte, vissuto nella prima metà del ‘900.
L’approccio di Itten prende spunto dalle quattro stagioni dell’anno: primavera, estate, autunno e inverno, e le associa a specifiche caratteristiche cromatiche ed emotive.
Itten credeva che ogni stagione avesse una palette di colori associata, che evocava determinati stati d’animo da cui gli artisti potevano attingere per creare composizioni visive più efficaci, che univano sia la componente visiva che quella psicologica del colore.
Considerando la teoria dei colori caldi e colori freddi più moderna, ogni colore possiede sia sfumature calde che fredde, di conseguenza in ogni stagione troviamo di base tutti i colori, differenziati in base alla temperatura, luminosità e brillantezza.
In base al proprio mix cromatico, ogni persona è più in armonia con i colori di una di queste 4 stagioni cromatiche:
🌸 Primavera / Spring: Colori Caldi e Luminosi
- Temperatura: calda
- Valore: da medio a chiaro
- Intensità: alta
Sottogruppi:
- Primavera Chiara (Spring Light)
- Primavera Calda (Spring Warm)
- Primavera Brillante (Spring Bright)
🐚 Estate / Summer: Tonalità Fredde e Delicate
- Temperatura: fredda
- Valore: da medio a chiaro
- Intensità: bassa
Sottogruppi:
- Estate Chiara (Summer Light)
- Estate Soft (Summer Soft)
- Estate Fredda (Summer Cool)
🍁 Autunno / Autumn: Sfumature Calde e Profonde
- Temperatura: calda
- Valore: da medio a scuro
- Intensità: bassa
Sottogruppi:
- Autunno Soft (Autumn Soft)
- Autunno Caldo (Autumn Warm)
- Autunno Scuro (Autumn Deep)
❄️ Inverno / Winter: Colori Freddi e Intensi
- Temperatura: fredda
- Valore: da medio a scuro
- Intensità: alta
Sottogruppi:
- Inverno Freddo (Winter Cool)
- Inverno Brillante (Winter Bright)
- Inverno Scuro (Winter Deep)
Cerchio dei sottogruppi (metodo 12 stagioni) © Gaia Di Vita
La classificazione dei colori secondo sole 4 stagioni non è sufficiente a coprire il gigantesco pattern di mix cromatici che esiste al mondo.
Nel 1995 nasce un nuovo metodo che esplora maggiormente le 4 stagioni dividendole in 3 sottogruppi.
In questo modo furono create 12 palette colori che tenevano conto di più fattori.
Test Armocromia Fai da Te: Come Fare l'Analisi a Casa
Veniamo al sodo: come si svolge un’Analisi del Colore?
Anzitutto devi sapere che esistono vari metodi per svolgere l’analisi e vari strumenti che possono cambiare da consulente a consulente, in base alla sua formazione, esperienza e scuola di pensiero. In ogni caso, essendo la base sempre la stessa, il risultato finale non cambia.
L’analisi si svolge sempre da seduti davanti a uno specchio in cui il viso della persona deve vedersi nella sua interezza.
Preparazione per il Test: Luce e Condizioni Ideali
In un’Analisi del Colore la luce svolge un ruolo fondamentale, per questo motivo è essenziale che il viso sia ben illuminato, possibilmente da una buona luce naturale, evitando di avere zone in ombra o sovraesposte.
In mancanza di una buona luce naturale si possono usare delle luci artificiali, purché siano neutre e illumino il volto in maniera omogenea (4000 K).
Per ottenere un test il più accurato possibile, bisogna prepararsi adeguatamente, quindi:
- struccare completamente il viso
- rimuovere gioielli o accessori come orecchini, piercing, collane, occhiali
- rimuovere occhiali o lenti a contatto colorate
- in caso di capelli tinti, meglio coprirli con un foulard
- scoprire il collo (no sciarpe e no maglioni a collo alto)
- evitare di effettuare il test su pelle abbronzata
Step 1: Test del Sottotono con i Drappi
La parte più importante del test è capire se il sottotono è caldo oppure freddo. Per farlo utilizzo il metodo del draping, una tecnica in cui si accostano al viso delle stoffe colorate. I drappi che scelgo sono composti da coppie dello stesso colore ma con temperatura diversa (eccetto per la coppia grigio/ beige che sono due colori differenti). Muovendo di volta in volta questi drappi vicino al viso, valuto come cambia il colore in vari punti: area naso-labiale, labbra, discromie, guance, occhiaie e la luminosità complessiva del volto.
Step 2: Test con le Cornici Cromatiche
Per valutare con più precisione il sottotono, a turno accosto al volto 2 speciali cornici per gli skin tone, una con colori freddi e una con colori caldi.
Step 3: Test dei Metalli (Oro vs Argento)
Questo step serve per confermare una volta per tutte il sottotono. Utilizzando sempre il metodo del draping, questa volta uso delle stoffe metallizzate: una oro e l’altra argento.
Una volta compresa la temperatura del sottotono posso concentrarmi solo su 2 stagioni. Nel mio caso è risultato un sottotono freddo, quindi so che la mia stagione potrà essere o estate o inverno (certamente non primavera o autunno, dato che si basano su colori caldi).
Step 4: Determinare la Stagione di Appartenenza
Per capire la stagione utilizzo delle specifiche mantelline colorate pensate per analizzare la dominante. Nel mio caso la dominante è risultata essere profonda (scura), questo mi inserisce automaticamente all’interno della stagione inverno (la stagione estate infatti non possiede questo tipo di dominante).
Step 5: Scoprire il Sottogruppo Specifico
Per capire il sottogruppo utilizzo delle cornici con i colori di tutti i sottogruppi, accostando al viso solo i 3 sottogruppi della mia stagione. Il sottogruppo più adatto a me è quello con i colori non sovrastano il mio viso, ma che più si armonizzano al mio mix cromatico.
Step 6: Abbinamenti e Palette Personalizzata
È arrivato il momenti di provare varie combinazioni colori. Utilizzando i drappi colorati della stagione e sottogruppo corretti, si accostano al viso le varie tonalità per trovare la gamma colori e le combinazioni più adatte, in accordo non solo con i colori, ma anche con i gusti della persona.
STEP BONUS: Prova del Nero
L’ultimo step che ho deciso di integrare durante le mie Analisi del Colore è la prova del nero. Sempre attraverso la tecnica del draping, mostro delle valide alternative al colore nero.
Per quale motivo?
Col tempo mi sono resa conto che, soprattutto le persone provenienti dalle culture occidentali, fanno fatica a provare nuovi colori oltre al nero o a sostituirlo quando necessario.
Per motivi storici, il nero è un colore molto ben radicato nella società europea. Questo, unito ai falsi miti provenienti dal mondo della moda, hanno fatto sì che questo colore diventasse una sorta di passe-partout e comfort zone per moltissime persone, che il più delle volte lo scelgono per abitudine o paura di commettere errori provando altre sfumature.
Per cercare di “smorzare” questa tendenza e mostrare in maniera pratica che esistono altre sfumature ben più valorizzanti e versatili del nero, ho scelto di inserire questo step alla fine di ogni analisi.
In Colombia, mentre svolgo l'Analisi del Colore alla meravigliosa Tatiana della tribù degli Embera Chamí - foto di © Gaia Di Vita
Armocromia e Inclusività: Un Approccio Globale
Questi nomi spesso generano confusione perché non trovano sempre una corrispondenza diretta nel mondo reale.
Limitazioni del Sistema Stagionale Occidentale
Ad esempio: i colori della stagione Estate vengono immaginati da molti come i colori caldi e brillanti che ricordano appunto la stagione estiva, in realtà sono tutto l’opposto!
Oltre a ciò dobbiamo ricordarci che queste corrispondenze fra stagioni e colori, sono valide per il mondo occidentale (e nemmeno ovunque!) dove l’anno è scandito appunto da 4 stagioni.
Spostandoci in altri continenti, tutto cambia!
Le 4 stagioni non esistono, ne esistono di solito solo 2: la stagione secca e quella umida, dove l’unica differenza è data dall’aumento della pioggia e non dai cambiamenti dei colori dell’ambiente circostante.
In molte parti del mondo non esiste l’inverno come lo intendiamo noi occidentali (freddo, con la neve e compagnia bella) anzi, l’inverno è la stagione più calda (vedi in Messico).
Ci sono persone che non hanno mai sperimentato i colori aranciati dei boschi autunnali, come ad esempio nelle regioni tropicali dove le piante non soffrono dell’ingiallimento e della caduta delle foglie periodica.
I nomi stagionali che si continuano a utilizzare per nominare le palette nella consulenza d’immagine, non hanno lo stesso significato pensato da Itten e non possono avere lo stesso significato a livello globale perché la percezione, la simbologia e il lessico del colore, cambiano in base al luogo e alla cultura.
Per questo motivo, alcune consulenti del colore come Leatrice Eiseman, hanno creato un proprio sistema di classificazione come The Color Clock©, utilizzando nomi diversi.
Il sistema non si basa sulle stagioni, ma piuttosto sul cambiamento della luce in determinate ore del giorno. Si tratta di un metodo più inclusivo e internazionale, poiché molte persone vivono in climi in cui non riescono a relazionarsi con i colori “invernali”; semplicemente non sperimentano queste temperature più fredde nel loro ambiente. Chiunque, indipendentemente dal luogo in cui vive, può comprendere, attraverso la propria esperienza, il significato dei toni più puliti, nitidi e gioiosi delle tonalità dell'alba, la sottigliezza inondata di sole dei toni di metà giornata (che io chiamo "Sunlight") o la drammaticità più calda di un tramonto splendidamente striato dipinto sul cielo.
Leatrice Eiseman
I Diversi Metodi di Armocromia: Qual è il Migliore?
La storia dell’Analisi del Colore è piuttosto recente eppure, nel corso di circa 40 anni, ha saputo evolvere piuttosto in fretta sfornando diversi metodi e creando diverse scuole di pensiero.
Metodo 4 Stagioni di Carole Jackson
Il sistema delle 4 stagioni è il metodo base dell’Analisi del Colore, messo a punto da Carole Jackson nel 1980. Le palette di questo metodo sono solo 4: primavera, estate, autunno, inverno.
Metodo 12 Stagioni (Spillane & Sherlock)
Nel 1995 le consulenti d’immagine Mary Spillane e Christine Sherlock stabilirono un nuovo metodo che prevede per ogni stagione 3 sottogruppi, dando vita a un metodo che conteneva così 12 palette:
- Primavera Chiara (Spring Light)
- Estate Chiara (Summer Light)
- Inverno Profondo (Winter Deep)
- Autunno Profondo (Autumn Deep)
- Primavera Calda (Spring Warm)
- Autunno Caldo (Autumn Warm)
- Inverno Freddo (Winter Cool)
- Estate Fredda (Summer Cool)
- Primavera Brillante (Spring Bright)
- Inverno Brillante (Winter Bright)
- Autunno Tenue (Autumn Soft)
- Estate Tenue (Summer Soft)
Metodo 16 Stagioni di Ferial Youakim
La consulente del colore Ferial Youakim, nel 2014 lancia un metodo chiamato 4×4 Color System o 16 stagioni, creato studiando nel dettaglio il sistema Munsell. Questo metodo considera le 4 stagioni di base non come dei macro gruppi, ma come delle palette vere e proprie che chiama “pure”, perché contengono i colori più saturi di ogni stagione. Alle 4 palette pure aggiunge dei sottogruppi (3 per ciascuna palette):
tinted – ai colori puri viene aggiunta una punta di bianco) = colori più luminosi
toned – ai colori puri viene aggiunta una punta di grigio) = colori più cipriati
shaded – ai colori puri viene aggiunta una punta di nero) = colori più scuri
Se dovessimo fare una comparazione con il metodo a 12 stagioni, i sottogruppi non sono molto diversi e hanno tutti un corrispettivo:
Pure = Bright
Tinted = Light
Toned = Soft
Shaded = Deep
Sistema Color Clock di Leatrice Eiseman
Questo sistema è l’unico che non si basa sulle 4 stagioni. Il The Color Clock System è stato creato nel 2006 dal direttore esecutivo del Pantone Color Institute Leatrice Eiseman.
I colori vengono classificati non su base stagionale (che come abbiamo visto, è una concezione occidentale) ma, in base alle ore della giornata.
È diviso in 4 palette che uniscono sia colori caldi che freddi e che prendono spunto dai colori dell’ambiente durante le varie fasi della giornata:
Sunrise (alba) – palette che contiene colori tipicamente freddi
Sunlight (luce di mezzogiorno) – palette ibrida, che contiene un mix di colori sia caldi che freddi
Sunset (tramonto) – palette che contiene colori tipicamente caldi
Crossovers (mix) – è una palette che contiene i cosiddetti colori universali, un mix di colori neutri e passe-partout che si adattano bene a molte palette.
Quale metodo è migliore?
Ad oggi non esiste un metodo migliore di un altro, sono semplicemente approcci diversi che (se svolti correttamente) portano tutti allo stesso risultato.
Più che il metodo, ciò che fa la differenza in un’Analisi del Colore è l’esperienza, l’ottima capacità di osservazione e l’empatia della consulente d’immagine.
Benefici dell'Armocromia: Perché Fare l'Analisi del Colore
A questo punto ti chiederai: perché dovrei fare un’Analisi del Colore?
Non hai tutti i torti, me lo chiedevo anch’io prima di approcciarmi a questa disciplina.
I benefici possono essere diversi e avendo svolto analisi del colore a persone provenienti da diverse culture del mondo, oltre che su me stessa, posso dirti che ognuno di noi si affida a questa disciplina per motivi diversi.
Tuttavia una sorta di obbiettivo comune esiste e potremmo riassumerlo con: migliorare la qualità della propria vita.
Per alcuni questo miglioramento potrebbe tradursi in qualcosa di molto pratico, concreto, tangibile, per altri in qualcosa di più interiore, invisibile, emozionale.
Tra i benefici che ho riscontrato maggiormente, sia sui miei clienti che su me stessa, l’analisi del colore porta a:
🥰 Aumento dell'Autostima e della Sicurezza
I colori che “applichiamo” al corpo con l’abbigliamento, il make-up e gli accessori, interagiscono fisicamente con i nostri colori naturali, e sapendo gestire bene questa interazione ne trae beneficio sia la nostra immagine che la nostra psiche: chi ci osserva noterà un notevole miglioramento ( che raramente riesce ad attribuire al cambiamento dei colori che indossiamo!) E questo influirà sulla nostra sicurezza.
Elisa Bonandini
🗣 Miglioramento della Comunicazione Non Verbale
💰 Risparmio Economico e di Tempo
🌈 Abbinare meglio i Colori
🧘♂️ Imparare l'Arte del Minimalismo
Nell’immaginario comune, il minimalismo viene percepito come assenza di colore e viene circoscritto a tonalità neutre come il bianco, il beige, il grigio o il nero.
Minimalismo NON significa usare un solo colore (come il nero) o solo colori neutri (bianco, beige, grigio).
Si può essere minimalisti anche mantenendo un proprio stile e anche molto colorato! Altrimenti a che servirebbe l’Analisi del Colore?
Minimalismo significa ridurre gli sprechi, di qualsiasi genere e naturalmente non dipende solo dall’abbigliamento o dai colori che utilizziamo; tuttavia imparare a utilizzare pochi capi ma perfetti per noi, può essere un ottimo inizio.
Armocromia e Sostenibilità Ambientale
Cè anche un 6° beneficio che ho riscontrato soprattutto nelle culture occidentali, ovvero: la sostenibilità.
Essere a conoscenza di quali colori ci donano di più, ci porta a prendere delle decisioni più ponderate quando si tratta di abbigliamento.
E in una società consumistica come appunto quella occidentale, essere più selettivi e ridurre gli acquisti, può essere un enorme vantaggio anche sul piano ambientale.
Come saprai, l’industria del fast fashion è una delle grandi piaghe della nostra epoca che, facendo leva sulla nostra vanità, sull’apparente convenienza e scelta, ci induce a comprare in maniera compulsiva anche ciò di cui non abbiamo assolutamente bisogno o, per restare in tema colori, ci porta a fare acquisti di capi che invece di valorizzarci come pensiamo perché sul manichino o sulla nostra amica stanno benissimo, alla fin della fiera ci mortificano o peggio ancora: ci spersonalizzano.
Secondo una pubblicazione di UNEP (United Nations Environment Programme) la principale autorità mondiale in materia di ambiente:
(…) ci vogliono 3.781 litri d'acqua per fare un paio di jeans, dalla produzione del cotone alla consegna del prodotto finale al negozio. Questo equivale a circa 33,4 chilogrammi di emissioni di carbonio. Se questo è il costo per un solo paio di jeans, pensa a quanto costa all'ambiente l'industria della moda e del tessile.
United Nations Environment Programme
Comprare indumenti con maggior consapevolezza, criterio, selezionandoli sia in base all’effettiva utilità ma anche in base ai materiali e ai colori che, come abbiamo visto, svolgono un ruolo molto importante sulla nostra immagine, è un modo efficace per aiutare noi stessi e allo stesso tempo il pianeta.
Per approfondire l’argomento, ti consiglio di guardare la docuserie Junk: Armadi pieni, in cui vengono mostrati i danni causati dall’industria del fast fashion.
Scopri i Tuoi Colori
Se hai avuto modo di navigare un po’ sul mio blog, avrai capito che mi occupo del colore a 360°, svolgendo ricerche, reportage e Analisi del Colore in tutto il mondo.
Attraverso questa disciplina spero di poter aiutare le persone ad appassionarsi ai colori e utilizzarli con maggiore consapevolezza e libertà.
Gaia
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