Tessuti Messicani Tradizionali: la tecnica del Telar de Cintura

Con una storia lunga più di 3000 anni, il Telar de Cintura ha permesso lo nascita dei colorati tessuti messicani. Oggi questa tecnica sta scomparendo e per le donne indigene la vita è letteralmente appesa a un filo.

Il mio primo giorno in Messico fu uno shock.

Sì perché, non avevo idea che mi sarei trovata catapultata esattamente nel mio mondo ideale: un meraviglioso mondo fatto di colori.

Devi sapere esploratore che tutto in Messico è ricoperto di colore, persino la Morte.

Ti dico solo che ci sarei dovuta stare al massimo 6 mesi ed ho finito per viverci 1 anno!

Più esploravo i suoi territori, più incontravo le sue persone e più studiavo la sua cultura, più iniziavo a capire che quei colori non erano stati messi lì a caso.

Quei colori erano dei codici.

Ogni huipil, ogni tappeto, ogni rebozo, ogni poncho, raccontavano una precisa storia.

La storia di chi? (ti domanderai).

La storia di chi li ha tessuti.

Se guardati con attenzione, trame, colori e bordados possono dirti immediatamente:

  • da che città proviene

  • che lingua parla

  • di che etnia fa parte

la persona che li ha intrecciati.

Se vedevo una donna indossare una gonna a righe orizzontali sui toni del viola, sapevo che proveniva da Pinotepa de Don Luis e probabilmente mi avrebbe parlato solamente in mixteco.

Mantelle e ponchos con ricamati grandi fiori, pipistrelli e fili metallizzati, erano sicuramente stati confezionati a Zinacantan.

Una blusa con dei minuscoli e coloratissimi fiorellini sul petto e sulle maniche proveniva da San Antonino Castillo.

È bello muoversi all’interno di un paese sapendo riconoscere più di quello che le guide o gli atlanti ti mostrano ma, ero arrivata al punto che questa “lettura” era diventata fine a se stessa.

Mi sembrava di recitare un libro a memoria mentre: io volevo imparare.

Io volevo sapere.

  • Come si chiama?

  • Com’è fatta?

  • Secondo che criterio sceglie i colori e i ricami?

  • Qual è il suo colore preferito?

  • In che modo crea quei meravigliosi abiti?

  • E, quanto tempo impiega?

  • Come trascorre le sue giornate?

  • Quali sono i suoi sogni nel cassetto?

Volevo imparare tutto su chi ha reso il Messico il coloratissimo e vibrante paese che per un anno ha colorato la mia vita.

📝 Indice

San Juan Colorado: Dove Nasce l'Artigianato Autentico

San Juan Colorado è uno degli oltre 500 municipi incastonati fra le colline dello stato di Oaxaca.

Ci troviamo nella parte sud ovest del Messico e anche se si trova a 50 Km dalle meravigliose spiagge bagnate dalle onde dell’Oceano Pacifico, appartiene alla regione della Costa.

Per arrivarci purtroppo non ci sono mezzi di trasporto a portata di turista come bus o navette ma, ehi! Non disperare, modi per arrivare ci sono, ecco quelli che puoi utilizzare:

  • in macchina

  • in moto

  • coi chicken bus (o colectivos) dei piccoli camioncini super economici che usano i locali

  • facendo autostop

Perché si chiama Colorado?

Come dice il nome stesso, San Juan Colorado è un luogo davvero colorado ma, non nel senso che puoi immaginare.

Questo paesino non ha i caratteristici edifici super colorati come ad esempio cittadine come Oaxaca o San Cristobal de Las Casas.

Il motivo per cui è stato chiamato così ha a che vedere con tutt’altro.

Persino i suoi abitanti hanno dimenticato l’origine di questo nome ma, grazie alla mia testardaggine e alle conoscenze dei Eustachio (un signore del luogo) che, oltre a raccontarmi moltissime cose sulla cultura mixteca, mi ha ospitata nella sua casa offrendomi una deliziosa colazione 100% messicana, ho scoperto il perché!

San Juan è facile: si tratta del nome del loro santo protettore (San Giovanni Battista) e fin qui ok ma, perché “colorado”?

Eustachio mi spiega che il nome mixteco del municipio era Yo’okua’a:

  • YO’O (bejuco)

  • KUA’A (molto, abbondante)

🔎 Mixteco

Il mixteco è una delle oltre 60 lingue (o meglio, gruppi linguistici) parlati in Messico, come il nahualt e lo tsotsil. Si tratta di una lingua antichissima di origine neolitica che ha avuto origine da varie popolazioni che abitavano la zona sud occidentale del Messico (la Mixteca). Viene ancora utilizzata come lingua principale negli stati messicani di Guerrero, Puebla e Oaxaca.

Aspetta, aspetta…cos’è il bejuco?

Il bejuco, conosciuto anche come vejuco o guaco, è il nome con cui i locali chiamano un tipo di pianta rampicante che in queste zone (a quanto pare) cresceva in abbondanza;

da qui il termine Yo’o Kua’a = molto bejuco.

Presta attenzione esploratore perché adesso avviene il plot twist!

Così come succede per molti idiomi in tutto il mondo, la parola mixteca Kua’a assume diversi significati in base all’intonazione:

può significare “molto” (come abbiamo già visto) ma, anche: “rosso” o…udite udite… “colorato”!

Quando i conquistatori spagnoli affibbiarono a Yo’okua’a un nuovo nome (perché figuriamoci se potevano lasciare qualcosa così com’era), presero in considerazione solo uno dei significati della parola Kua’a = colorato.

In molte lingue del mondo (soprattutto quelle più antiche) si utilizza la stessa parola per indicare sia il colore “rosso” sia l’aggettivo “colorato” .

Ma veniamo al vero nocciolo della questione:

perché mi sono diretta proprio a San Juan Colorado?

Il motivo è molto semplice: colori, of course!

Devi sapere, caro esploratore, che a San Juan Colorado vive una delle più autentiche e incontaminate comunità di tessitrici di tutto il Messico.

Da esploratrice del colore, dovevo assolutamente vedere con i miei occhi (e catturare con la mia camera) il processo che sta dietro a quei meravigliosi tessuti messicani che tanto amo!

Per farlo al meglio però, ho deciso di contattare un’esperta tessitrice nativa di San Juan che utilizza ancora il celebre metodo di tessitura del telar de cintura.

Lei si chiama Carolina e fra poco te la presento ma, prima, vediamo insieme cos’è un telar de cintura!

tessitrice di San Juan Colorado Oaxaca Messico
La signora Carolina Alavez Osorio mostra le sue matasse di filo di cotone tinte con colori naturali (San Juan Colorado, Oaxaca, Messico) - foto di © Gaia Di Vita

Telar de Cintura: Il Segreto degli Autentici Tessuti Messicani

Bueno!

Il telar de cintura (tradotto: il telaio a vita o alla vita) è uno dei più antichi metodi di tessitura utilizzato dalle popolazioni meso americane, secoli prima della conquista spagnola.

La parola “cintura” in spagnolo significa “punto vita”.

Il suo nome deriva dal fatto che una delle sue due estremità è legata saldamente al punto vita della tessitrice ma, non solo.

A dirla tutta, questo telaio è strettamente legato al ciclo vitale della tessitrice infatti, come vedremo fra poco, per una tessitrice mixteca il telaio rappresenta molto più che uno strumento per lavorare.

Il telar è il suo amico più caro, il suo confidente più stretto, cresce con lei e con lei condivide gioie e dolori, scandendo le ore di ogni singolo giorno: per una tessitrice mixteca il telar è letteralmente il suo compagno di vita.

Il telar de cintura fatto a mano di Carolina - foto di © Gaia Di Vita

Tornando alla struttura: è pratica da utilizzare (e riporre) ed economica da costruire (e mantenere).

Per quanto costruirlo possa sembrare complicato (e se guardi questo video mi darai ragione) in realtà questo magico strumento è diviso in sole 3 parti:

  1. la parte alta (enjulio superior), formata da un bastone, al quale sono agganciati i fili dell’ordito, che a sua volta è legato ad una fascia che viene legata a un albero o un palo (una struttura solida insomma) in modo che faccia da supporto

  2. la parte centrale, formata da due gruppi di fili: trama (fili orizzontali) e ordito (fili verticali)

  3. la parte bassa (enjulio inferior) è formata allo stesso modo della parte alta, con la differenza che la fascia (chiamata mecapal) questa volta è legata alla vita della tessitrice.

Il tutto è scandito da una serie di bastoni di legno dalle forme e funzionalità ben precise:

  • la lanzadera, un bastone cilindrico che conduce i fili della trama intrecciandoli a quelli dell’ordito

  • il machete (o espada), un bastone piatto che la tessitrice tira forte verso di sé per pareggiare di volta in volta i fili della trama

  • i varas, sono due asticelle il cui compito è sollevare i fili pari e quelli dispari dell’ordito per intrecciarsi a quelli della trama

Utilizzare uno strumento del genere potrebbe sembrare semplice ma, ci vogliono anni e anni di pratica per imparare ad usarlo e, tanta pazienza.

Questa spiegazione mostra solamente la struttura base poi, a seconda del tipo di prodotto, intreccio, colori, fantasia (e appartenenza geografica) della tessitrice, prendono vita una moltitudine di bellissimi abiti e tessuti.

Illustrazione di un telar de cintura - dal sito www.arqueologiamexicana.mx

Intervista a una Tessitrice Esperta

Ad accogliermi, a braccia aperte e con tutta l’umiltà e la gentilezza di questo mondo, c’era la signora Carolina Alavez Osorio, un’esperta tessitrice che, telaio alla vita, mi ha raccontato senza filtri colori e ombre di quest’arte secolare.

1. Carolina, quanto tempo fa hai iniziato a tessere?

Ho iniziato a tessere quando avevo circa 10 anni. Sono più di 50 anni che tesso tutti i giorni. Quando i miei figli erano piccoli (ne ho avuti 9) e la maggior parte del giorno dovevo badare a loro, tessevo anche la notte, al lume di candela. Tessere è parte della nostra cultura ma, la verità è che è anche l'unico lavoro che viene insegnato a noi donne per poter guadagnarci da vivere. È un lavoro molto faticoso che, a lungo andare, ci porta ad avere grossi problemi alla vista e alla schiena. A volte mi prende un attacco di mal di schiena che, mi sento morire.

Tessere con questo tipo di telaio, obbliga le tessitrici a stare tutto il giorno, tutti i giorni della loro vita, sedute a terra (o al massimo su uno sgabellino) a testa bassa, sguardo fisso sui fili e schiena ricurva.

2. Che cosa stai tessendo adesso?

In questo momento sono all'opera con un rebozo ma, tesso di tutto: huipiles, tovaglie, copriletti, borse, ecc.

3. Quanto tempo impieghi per realizzarli?

Dipende da due fattori: dalla grandezza e dal tipo materiale. Per un rebozo o un hupil tradizionale (quello lungo fino alle caviglie) impiego circa 1-2 mesi, lavorandoci tutti i giorni. Le tempistiche dipendono molto anche dal tipo di bordado (ricamo) e dal tipo di stoffa.

4. Che materiali utilizzi?

Utilizzo principalmente filo di cotone e a volte anche di seta. Il problema della seta è che, oltre ad essere più cara, è anche più difficile da lavorare. Hai visto che quando uso il telaio do dei colpi per per pareggiare i fili? Ecco, in quel momento è facile che i fili di seta si spezzino ed ogni volta devo fermarmi ricucirli uno per uno.

5. Realizzi dei disegni preparatori?

Non faccio disegni preparatori e non traccio alcuna linea guida, è tutto nella mia testa, mi lascio trasportare dalla mia fantasia così come per la scelta dei colori.

6. Come tingi i fili?

Come prima cosa si deve pulire il cotone (o la seta) per prepararlo a ricevere il colore. Io gli faccio fare prima un bagno in acqua e sale, per togliere le impurità e renderlo più bianco. Successivamente, e questo è un passaggio fondamentale quando vuoi tingere bene, gli faccio fare un bagno in acqua e allume di rocca.

Foto 1: Carolina con suo marito - foto di © Gaia Di Vita
Foto 2: matasse di filo di cotone tinte da Carolina con colori 100% naturali estratti da fiori e frutti - foto di © Gaia Di Vita

7. Che tipo di colori utilizzi?

Esistono ovviamente i fili già colorati chimicamente ma, io preferisco utilizzare fili tinti con colori naturali. Certo, è un procedimento più lungo, ed ovviamente il prodotto finale costa di più ma, è anche quello più tradizionale e più ecosostenibile. I colori che utilizzo sono principalmente di origine vegetale, derivati da fiori e frutti che vengono macerati. Ad esempio utilizzo molto il fiore del chempasuchil (il fiore del dia de los muertos) per ottenere delle belle sfumature che vanno dal giallo al verde oliva. L'añil per ottenere i blu e gli azzurri. Il caracol per ottenere i viola e i rosa. La cocciniglia per i rossi e gli arancioni. Il guscio del cocco per i beige. Il filo viene immerso nell'acqua colorata ed in base al numero di “bagni” assume una sfumatura più (o meno) intensa.

8. Carolina, una curiosità: qual è il tuo colore preferito?

Il mio colore preferito è il verde, come la blusa che ho su adesso (che ho fatto io) ma, mi piace molto anche il blu.

9. Che prezzo hanno i tuoi lavori?

Il prezzo dipende da tante cose: dal materiale (cotone o seta), dal tipo di colorante (colore naturale o artificiale), dalla grandezza del prodotto (huipil, rebozo, tovaglia, borsa, ecc), dal tipo di ricamo e dal tempo che impiego (per colorare i fili e per tessere). Un rebozo o un huipil (che sono i prodotti più grandi e lunghi da realizzare) possono costare 1000/2000 MNX ( 50 – 100 Euro).

10. Non ti sembra poco per tutto il lavoro e la conoscenza che c'è dietro?

Lo so. So che sottovaluto tantissimo tutto l’enorme lavoro che c'è dietro, che sottovaluto tutti i miei anni di esperienza, la mia cultura, so che sottovaluto me stessa ma, la gente tutto questo non lo vede, o non lo sa e forse nemmeno gli importa. Se proponessi dei prezzi più alti, nessuno comprerebbe. E se nessuno compra, io non mangio. Se nessuno compra, io non vivo.

Il telaio che Carolina porta da più di 50 anni legato alla sua vita, rappresenta la vita stessa.

È tanto poetico quanto assurdo ma: la sua vita è sempre stata appesa ad un filo e, per contro, un filo è sempre stato appeso alla sua vita.

tessitrice messicana telar de cintura
Carolina col suo telar de cintura mentre tesse un rebozo - foto di © Gaia Di Vita

Il Lato Oscuro dei Tessuti Messicani: Quando l'Arte Non Basta per Vivere

Carolina ha conquistato un posto speciale nel mio cuore.

Si è fatta amare dal primo momento in cui sono scesa dalla macchina: ricordo che mi aspettava davanti casa sua con gli occhi che brillavano e non si è limitata a stringermi la mano ma, mi ha abbracciata come se ci conoscessimo da sempre.

Mi ha ospitata un’intero pomeriggio a casa sua, mi ha offerto acqua, frutta fresca e si è resa subito disponibile a raccontarmi ogni dettaglio del suo inestimabile lavoro.

Quello che non vi ho ancora detto di Carolina però, è che nonostante la sua dolcezza e forza d’animo, aveva tanto amaro in bocca.

Oltre a svelarmi tutti i segreti di quest’arte secolare, che la sua famiglia si tramanda di generazione in generazione, Carolina ha visto in me una scintilla di speranza.

Alla fine della nostra chiaccherata mi ha spiegato che vivendo in un paesino delle valli e non in una città turistica come Oaxaca, lei e tutte le tessitrici di San Juan Colorado non hanno possibilità di vendere i loro lavori.

Tempo fa il Fonart (Fondo nacional para el fomento de las artesaìas) aveva iniziato ad appoggiare la sua comunità, aiutando le artigiane a rivendere i propri prodotti in altre città.

Per Carolina fu una vera manna dal cielo, lo ricorda con le lacrime agli occhi quel periodo felice perché, per un momento nella sua vita ha visto i suoi immensi sacrifici e il suo talento ripagati.

Tuttavia quell’aiuto, così com’è arrivato, un giorno se né andata via, lasciando Carolina nella disperazione più totale.

Alcuni lavori in telar de cintura realizzati dalla signora Carolina Alavez Osorio (San Juan Colorado, Oaxaca, Messico) - foto di © Gaia Di Vita

Il FONART e la Crisi delle Tessitrici

Spero che questa intervista possa arrivare al Fonart per trovare quella persona che inviarono tempo fa e che per un tempo risollevò il nostro animo. Quando il signor Daniel del Fonart venne a comprare i nostri prodotti, la gente qui si era risollevata. Adesso sono mesi che non lo vediamo più. Io penso che ognuno di noi è qui (su questa Terra) solo di passaggio tuttavia, bisogna responsabilizzarsi un po’ di più e tenere a mente che c’è gente povera come noi che non ha un posto dove vendere il frutto del proprio duro lavoro per comprarsi almeno da mangiare. Spero che tornino presto ad aiutare le tessitrici di San Juan Colorado.

Ricordo ancora il suo sguardo basso, i suoi occhi lucidi e la vergogna nel chiedere ad una perfetta sconosciuta di aiutarla.

Se ti stai chiedendo perché Carolina non contatti il Fonart o non vada a protestare sotto la sua sede è perché non ha modo di farlo.

Carolina non ha un telefono per chiamare o soldi per pagarsi un bus e poter dire queste cose direttamente a chi le ha dato e tolto speranza dall’oggi al domani.

Come aiutare l'Artigianato Messicano

Se la vita mi ha portata a Carolina, un motivo c’è e, così come lei ha aiutato me nella mia ricerca sui colori, permettendomi di condividere un pezzo di Messico autentico e in via d’estinzione, voglio poter aiutare lei.

Qui sotto ti lascerò il numero di WhatsApp di Carolina.

Puoi contattarla, chiederle di inviarti le foto dei suoi lavori o commissionarne uno se hai in mente qualcosa di particolare.

Puoi contattare la figlia della signora Carolina a questo numero👇

+52 954 111 8336

San Juan Colorado

Una Gaia felice alla fine dell'intervista con la signora Carolina Alavez Osorio (San Juan Colorado, Oaxaca, Messico) - foto di © Gaia Di Vita

Prima di salutarci esploratore, ci tenevo a ringraziare coloro che hanno reso possibile questo viaggio alla scoperta di San Juan Colorado, svegliandosi alle 5 del mattino per portarmi personalmente a conoscere la signora Carolina.

Grazie Coti e grazie Emigdio, con tutto il cuore.

Andate a trovarli al Paziflora Hostel di Puerto Escondido, vi faranno sentire a casa anche se provenite da oltre Oceano e vi insegneranno a vivere il Messico nella maniera più autentica e genuina possibile.

Per oggi è tutto esploratore.

Spero di averti fatto scoprire una nuova realtà e che questo racconto possa farti vivere il Messico sotto una nuova prospettiva.

Gaia

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Gaia Di Vita

Laureata all’Accademia di Belle Arti, ho lavorato come visual merchandiser per un’azienda del fast fashion. Nel 2021 decido di mollare tutto e iniziare un viaggio zaino in spalla per documentare gli usi e costumi di popoli e culture lontane.