Foreste di Kelp e Alghe Giganti

Ci hanno aiutati in un momento cruciale della nostra Storia e tutt’ora continuano a farlo silenziosamente. Queste foreste sottomarine giganti sono vitali tanto quanto quelle di superficie, eppure, le stiamo portando all’estinzione.

Con il colore Pantone di oggi andremo a scoprire una parte di mondo davvero preziosa che svolge silenziosamente un ruolo cruciale per l’intero pianeta e ne ha svolto uno ancora più cruciale per l’uomo agli inizi della Civiltà: la foresta di Kelp.

📝 Indice

Cosa sono le foreste di Kelp?

Kelp Forest in inglese, Foresta di Kelp in italiano, è un bosco marino formato da alghe brune giganti dell’ordine Laminariales: e quando dico giganti, intendo davvero giganti! Le più grandi alghe Kelp possono raggiungere i 40 metri di altezza, circa 3 palazzi da 5 piani. E se questo numero, già di per sé da capogiro, non fosse abbastanza, anche la velocità con la quale crescono queste alghe è assurda: in buone condizioni un’alga Kelp può crescere fino a 30/40 cm al giorno! La caratteristica più importante di queste foreste subacquee però non è la loro dimensione ma, il loro ruolo. Come vedremo più avanti, le foreste di Kelp rappresentano uno degli ecosistemi più ricchi, produttivi, popolati e fondamentali dell’intero Pianeta.

Differenza tra alghe e piante

Anche se il loro aspetto può ingannare, le alghe Kelp e, in generale tutte le alghe, non sono delle piante. Certo, come le piante svolgono la fotosintesi e l’importante compito di trasformare l’anidride carbonica in ossigeno ma, dal punto di vista strutturale sono completamente diverse. Radici, fusto, foglie, fiori, frutti, tessuti conduttori, sono caratteristiche proprie delle piante che le alghe non hanno!

Com’è fatta un’alga Kelp?

Le alghe Kelp sono formate da un corpo semplice, chiamato tallo, suddiviso in 4 parti:

  • Rizoide (holdfast), simile alle radici nell’aspetto, permette all’alga di ancorarsi alle superfici dure del fondale marino;

  • Stipite (stipe), a differenza del fusto delle piante che trasporta i nutrienti, la funzione dello stipite è quella di sorreggere le lamine;

  • Lamina (blade), per associazione potremmo dire che è la foglia dell’alga. Qui infatti avviene la fotosintesi e qui vengono prodotti i nutrienti;

  • Pneumatocisti (pneumatocysts), sono delle vesciche cave, ricolme di gas, che permettono alle lamine di galleggiare e avvicinarsi così alla superficie per ricevere più luce ed effettuare la fotosintesi.

In effetti ora che ci penso, qualcosa in comune con le piante ce l’hanno. Le alghe Kelp possono vivere per molti anni (circa 10) e durante questo periodo, perdono e riproducono regolarmente le loro lamine. Come le piante di un bosco perdono le foglie con il cambiare delle stagioni o delle intemperie, così le alghe Kelp perdono le loro lamine a causa della minor quantità di luce, delle tempeste marine e delle forti onde ma, come vedremo fra poco, anche a causa di qualcos’altro…

pneumatocisti e lamine di alga Macrocystis pyrifera

Nella foto il primo piano di una Macrocystis pyrifera, conosciuta anche come alga Kelp gigante, in cui si vedono molto bene le sue lamine e pneumatocisti (Anacapa Island, California) - foto da Adobe Stock

Tipologie di alghe Kelp

Di alghe Kelp ne esistono decine di specie ma, le più conosciute e maestose sono sicuramente: 

  • Ecklonia radiata chiamata anche alga spinosa (Spiny Kelp)
  • Eualaria fistulosa chiamata anche alga drago (Dragon Kelp)
  • Laminaria digitata  chiamata anche alga remo (Oarweed)
  • Lessonia nigrescens chiamata anche alga grigia (Grey Weed)
  • Macrocystis pyrifera chiamata anche alga gigante (Giant Kelp)
  • Nereocystis luetkeana chiamata anche alga toro (Bull Kelp)
  • Saccharina japonica chiamata anche alga dolce (Sweet Kelp) o alga Konbu
specie di alghe kelp

Alcune delle specie più famose di alghe Kelp - foto da www.chinadialogueocean.net

Dove si trovano le foreste di Kelp?

Le foreste di Kelp amano i mari freddi e temperati. È molto raro trovarle vicino all’Equatore, impossibile trovarle in Antartide ma, per il resto si sono adattate e sviluppate nelle zone costiere di tutti i continenti, questo perché le kelp sono fra gli esseri meno esigenti della Terra. Tutto ciò di cui hanno bisogno è: acqua pulita e un fondale marino poco profondo, così da ricevere i raggi del sole, effettuare la fotosintesi e produrre i nutrienti di cui hanno bisogno per crescere.

Si ma, se volessi nuotare in una bella foresta di Kelp, dove dovrei andare?

  • Africa: sulla costa atlantica di Namibia e Sudafrica;

  • America del Nord: lungo tutta la costa pacifica degli Stati Uniti (la West Coast) dalla California (Santa Monica) al Canada; mentre sulla costa atlantica solo all’estremo nord, più o meno dal Rhode Island al Terranova;

  • America del Sud: lungo la costa pacifica di Perù, Cile e Argentina;

  • Asia: sulla costa orientale del Giappone e salendo verso la Russia, fino allo stretto di Bering;

  • Europa: in Islanda, Norvegia, Irlanda, lungo la costa occidentale del Regno Unito (Sussex) e quella settentrionale di Francia, Spagna e Portogallo;

  • Oceania: lungo la costa occidentale della Nuova Zelanda e dell’Australia (Tasmania).

Mappa con le zone di distribuzione delle foreste di Kelp nel mondo - da www.coastalwiki.org

La foresta di Kelp e i suoi magnifici abitanti

Come abbiamo detto all’inizio, le foreste di Kelp sono dei veri e propri ecosistemi nei quali vivono centinaia di specie animali diverse. Proprio come una foresta terrestre, una foresta di alghe Kelp offre molteplici habitat che possono essere suddivisi in 3 strati principali:

  • la chioma (canopy)

  • il sottobosco (understory)

  • il fondo (forest floor)

Fra gli animali più iconici delle Kelp Forest troviamo:

  • le simpaticissime lontre di mare (Sea otters) che galleggiano sulle loro chiome, che utilizzano come se fosse un grande letto (Kelp bed);

  • i leoni marini (Sea lions), che si divertono a nuotare fra le lamine in cerca di cibo;

  • le stelle marine girasole (Sunflower sea stars), considerata una delle più voraci, grandi e “veloci” stelle marine del mondo, con più di 20 tentacoli e una diametro di circa 100 cm, possono percorrere fino a 1 m al minuto se avvistano un riccio di mare!

  • i coloratissimi ricci di mare viola (Purple urchins) che, da animali sul fondo della catena alimentare, predati da lontre e stelle marine, sono diventati top predator, divorando da cima a fondo intere foreste di Kelp e sfrattando tutti gli altri abitanti.

In base al continente e alla natura della stessa foresta di Kelp, troviamo ovviamente specie animali differenti. Oltre a quelle già viste sono molto comuni:

  • molluschi (aliotide)

  • crostacei (aragosta di roccia)

  • uccelli di mare (airone azzurro maggiore, cormorano, sterna)

  • grandi mammiferi marini (balena grigia, orca)

  • pesci di ogni sorta (squalo, pesce Garibaldi, sebastes)

E centinaia d’altri!

In base al continente e alla natura della stessa foresta di Kelp, troviamo ovviamente specie animali differenti. Oltre a quelle già viste sono molto comuni:

  • molluschi (aliotide)

  • crostacei (aragosta di roccia)

  • uccelli di mare (airone azzurro maggiore, cormorano, sterna)

  • grandi mammiferi marini (balena grigia, orca)

  • pesci di ogni sorta (squalo, pesce Garibaldi, sebastes)

E centinaia d’altri!

I benefici delle foreste di Kelp

Se ti dicessi che ricoprono il 25% delle zone costiere dell’intero pianeta, basterebbe? Se non fosse abbastanza, lascia che ti dia un altro paio di info utili.

Città Sottomarine

Al loro interno vivono più di 800 specie di animali marini che utilizzano le foreste di Kelp come fonte di cibo, casa e riparo. Ad esempio, è grazie al riparo offerto da queste foreste che i giovani crostacei, così come i piccoli pesci oceanici, possono crescere in sicurezza per poi essere abbastanza grandi e robusti da prendere il largo.

Charles Darwin scriveva:

Posso solo confrontare queste grandi foreste acquatiche con quelle terrestri nelle regioni intertropicali. Eppure, se una foresta fosse distrutta in qualsiasi altro paese, non credo che così tante specie animali perirebbero come accadrebbe a causa della distruzione delle alghe.

Foresta di Kelp

Le foreste di Kelp sono spesso definite le "foreste pluviali subacquee" (undewater Rainforest)

Barriere Naturali

Come le Barriere Coralline, anche le foreste di Kelp giocano un ruolo cruciale nel proteggere le coste. Grazie al loro movimento oscillatorio, tamponano le forti onde oceaniche, evitando quelle catastrofiche inondazioni che negli ultimi decenni si stanno scatenando in tutto il mondo.

Anche meglio delle Piante

Le foreste di Kelp svolgono un ruolo essenziale nella mitigazione del clima. Ogni anno queste foreste sottomarine sequestrano all’atmosfera circa 173 milioni di tonnellate di carbonio, circa 20 volte di più per acro rispetto alle foreste terrestri. Altri ecosistemi marini svolgono la stessa funzione: mangrovie, saline e praterie di alghe, anche loro aiutano in pianeta immagazzinando CO2 ma, la quantità di carbonio assorbita dalle foreste di Kelp è paragonabile a quella di tutti e tre questi ecosistemi messi insieme. Se poi si considera anche la rapidità con cui crescono (30/40 cm al giorno) non è così assurdo pensare che potrebbero diventare il nuovo polmone verde della Terra.

Foto 1: anche se non le vediamo, le foreste di Kelp svolgono un ruolo importantissimo per la vita di tutto il Pianeta e non solo per quella sottomarina - foto da Adobe Stock

Foto 2: rigogliosa foresta di Kelp a Channel Islands, California – foto da Adobe Stock

Foreste di Kelp: una nuova estinzione di massa

Riscaldamento delle acque, inquinamento, pesca incontrollata e predatori invasivi, sono fra le cause primarie dell’estinzione delle foreste di Kelp. In Tasmania il 95% delle foreste di Kelp è già andata perduta, e solo nell’arco di pochi decenni, a causa del surriscaldamento dell’acqua. Nel Regno Unito il danno maggiore lo ha fatto la pesca a strascico mentre in California, è successo qualcosa di ancora peggio.

Quella della California è una storia davvero interessante perché mostra quanto in una Kelp forest, così come in un qualsiasi ecosistema, l’equilibrio sia fondamentale. In soli 10 anni il 96% delle foreste di Kelp della California è scomparso a causa di una tragica reazione a catena.

Come spiega The Nature Conservatory, tutto è iniziato nel 2013 quando un’enorme ondata di caldo ha colpito le coste dell’Oceano Pacifico, dal Messico fino all’Alaska. La temperatura dell’acqua è aumentata di circa 7 gradi F° (circa 4 gradi C°!) portando una specie animale che prima viveva in perfetta armonia con l’ambiente a “impazzire”. Si tratta dei ricci di mare viola che, da animali passivi, hanno iniziato a divorare in maniera attiva e incontrollata qualsiasi alga Kelp trovassero.

Questo cambiamento, è avvenuto in concomitanza con un’improvvisa epidemia di massa delle stelle marine girasole, che ne ha spazzato via il 90% a livello mondiale. La progressiva scomparsa delle stelle marine, predatore numero 1 dei ricci di mare, ha fatto sì che questi proliferassero del 10.000%!

Ciò che impedisce alle straordinarie Kelp di riprendersi però, è il fatto che i ricci di mare viola una volta finito di banchettare e raso al suolo un’intera foresta di alghe, non si spostano più. Sono capaci di rimanere nello stesso punto per decine di anni senza mangiare, cadendo in una sorta di “letargo” e trasformando quella che una volta era una lussureggiante foresta di Kelp, in un cimitero viola (scenograficamente molto bello ma, essenzialmente molto morto).

Foto1: riccio di mare viola riposa in attesa del suo cibo preferito, l'alga Kelp - foto da Adobe Stock

Foto 2: una stella marina girasole riposa su ciò che resta di una foresta di Kelp – foto da Adobe Stock

I custodi delle foreste di Kelp

Fortunatamente molti ricercatori e associazioni hanno iniziato a sperimentare delle soluzioni per ripiantare le foreste di Kelp e farle adattare a un nuovo ambiente.

A Puget Sound, un canale situato fra lo stato di Washington e la Columbia Britannica, è stato avviato un progetto chiamato Puget Sound Ecosystem Monitoring Program, che fra i vari obbiettivi ha quello di preservare gli habitat marini come le Kelp Forest.

In California la già citata organizzazione no-profit The Nature Conservancy, si è data l’obbiettivo di rallentare il riscaldamento climatico ripopolando le Kelp e lasciando che riducano naturalmente i livelli di carbonio.

Facendo qualche ricerca mi sono imbattuta in Mossy Heart, una realtà dinamica formata da giovani ricercatori che in Portogallo stanno testando un nuovo metodo per restaurare le foreste di Kelp chiamato “ghiaia verde” (green gravel), che ha il potenziale per ripristinare le grandi foreste marine non solo in Europa ma, su scala mondiale.

La cosa bella di queste organizzazioni è il fatto che offrono la possibilità a chiunque di contribuire nella protezione e restaurazione delle foreste di Kelp. Si può aderire ai loro programmi in qualità di ricercatori ma, anche di semplici volontari! Secondo me è un modo bellissimo e concreto per aiutare la vita sul nostro pianeta, nonché un’interessante opportunità per conoscere persone con sani ideali.

Curiosità sulle foreste di Kelp

🚗 Autostrade Naturali

Secondo alcune teorie le enormi foreste di Kelp che si estendono sul versante Nord dell’Oceano Pacifico (in prossimità del famoso stretto di Bering), 13.500 anni fa potrebbero aver aiutato i primi esseri umani a migrare verso il continente Americano. Queste foreste sarebbero state sia una ricca fonte di cibo ma, soprattutto delle autostrade naturali da seguire.

🐉 Il Kelpie

Una delle creature allevate dal magizoologo Newt Scamander nel film di animazione Animali fantastici i crimini di Grindelwald è il Kelpie, una grande creatura acquatica ispirata proprio alle alghe Kelp!

Spero che questo viaggio fra colore e natura ti sia piaciuto e di averti fatto scoprire un nuova coloratissima parte di mondo 😊

Gaia

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Gaia Di Vita

Laureata all’Accademia di Belle Arti, ho lavorato come visual merchandiser per un’azienda del fast fashion. Nel 2021 decido di mollare tutto e iniziare un viaggio zaino in spalla per documentare gli usi e costumi di popoli e culture lontane.