Fammi indovinare, la tua migliore amica Graphic Designer ti ha appena regalato una tazza colorata (magari del tuo colore preferito) con sopra uno strano codice e una scritta: Pantone ma, nonostante lei sia così soddisfatta e fiera dell’acquisto tu non hai la minima idea di cosa si tratti.
L’altra possibilità è che da mesi tutti continuano a ripeterti che il colore dell’anno è il Mocha Mousse perché “l’ha detto Pantone!” e tu ti chiedi chi cavolo sia il signor Pantone e con che diritto “scelga il colore dell’anno”.
Non importa per quale vie traverse tu sia entrato in contatto con questo magico mondo colorato fatto di tazze super cool o colori dell’anno ma, stai pur certo esploratore che da oggi Pantone non avrà più misteri per te.
📝 Indice
Cosa significa Pantone?
Penso sempre che le origini siano molto importanti per capire a fondo qualcosa e, il più delle volte, accade che rimango scioccata da cosa si nasconde dietro un semplice nome.
Anche questa volta ho scoperto qualcosa di super interessante, anzi, facciamo due!
Pantone è una parola composta da due vocaboli:
– PAN, dal greco antico “tutto”
– TONE, dall’inglese “tonalità” (nel senso di “gradazione colore”)
quindi, ebbene sì, la parola PANTONE significa: “tutte le tonalità”.
Scioccato anche tu esploratore?
Bene, possiamo continuare.
Altra curiosità legata a questo nome è la sua pronuncia.
Anche se in Italia il 99,9% delle volte viene pronunciata così come si scrive (e per abitudine e comodità lo faccio anch’io) la pronuncia corretta è “Pènton” poiché il suo padre fondatore (che, come avrai intuito, non era il signor Pantone) era americano!
Chi è Pantone?
Veniamo al sodo.
Chi è questo Pantone? E, perché è così famoso?
Dunque, caro esploratore, Pantone è in realtà il nome di un’azienda americana leader mondiale nel campo del colore.
Da più di 50 anni Pantone si occupa di creare sistemi colori, campionari e mettere a punto nuove tecnologie che permettono di catalogare ogni sfumatura colore percepita dall’uomo.
Capiamoci bene: Pantone non vende colori, ma vende le formule per catalogare più sfumature colore possibili e ricrearle su diversi supporti.
Uno dei celebri campionari colore a ventaglio di Pantone - dal sito www.pantone.com
Prima dell’avvento di Pantone esistevano già dei metodi per catalogare i colori (vedi ad esempio il RAL o il sistema di Munsell) ma, nessuno di questi aveva mai preso in considerazione l’idea di espandersi oltre al campo della grafica, rendendo il colore uno standard per tutti i settori.
Pantone negli anni ‘60 aveva capito che sul mercato mancava un metodo scientifico oggettivo e, allo stesso tempo, fruibile da tutti per comunicare i colori e permettere a chiunque di riprodurli con precisione.
Per questo motivo ogni colore Pantone è sempre affiancato da un codice numerico e, talvolta, anche da un nome proprio ma, questo discorso lo riprendiamo più avanti.
La Storia di Pantone
📍1956 | Il giovane e geniale Lawrence Herbert, chimico fresco di laurea, viene assunto dalla M & J Levine Advertising, azienda che si occupa di stampa commerciale, con sede nel New Jersey (USA).
Herbert, dotato di una grande intuizione, capì immediatamente come colmare le lacune dell’azienda e soddisfare le esigenze di mercato. Il metodo utilizzato fino a quel momento dalla M & J per catalogare i colori, prevedeva l’utilizzo esclusivo dei nomi.
Questo, come puoi immaginare, portava sistematicamente a una serie d’incomprensioni nell’identificazione dei colori ed errori durante il processo di stampa. Le tinte non erano mai perfettamente uguali, mancava uno standard.
📍1962 | Herbert aveva fatto raggiungere alla divisione inchiostri e stampa della M & J dei profitti enormi così, mentre la divisione commerciale si era indebitata di migliaia di dollari, decide di acquistare i beni tecnologici dell’azienda (la stessa azienda per la quale soli 6 anni prima era stato assunto in qualità d’impiegato!) ribattenzandola col nome con la quale oggi la conosciamo tutti: Pantone.
📍1963 | Viene lanciato il primo campionario colori Pantone creato con il loro sistema chiamato Pantone Matching System (PMS).
Conteneva 500 colori, ciascuno accompagnato da un codice numerico che ne identificavano l’esatta miscela di pigmenti necessaria per ricrearlo in fase di stampa.
Herbert aveva trovato un modo per rendere la comunicazione del colore e la sua riproduzione, precisa e universale.
Da quel momento, qualsiasi stampatore, in qualsiasi parte del mondo, aveva le coordinate giuste per riprodurre con precisione lo stesso identico colore.
Fino a questo momento Pantone si occupava solamente di formulare guide colori per la stampa grafica ma, come vedremo fra poco, negli anni ne creerà altre destinate al campo della fashion, dell’interior design e del make-up.
Timeline della storia di PANTONE - dal sito www.pantone.com (traduzione italiana di Gaia Di Vita)
Stampa a colori: Pantone VS CMYK
Senza ombra di dubbio Pantone ha creato qualcosa di rivoluzionario per il mondo del colore ma, non è stata l’unica e… nemmeno la prima!
Il sistema di stampa a colori per eccellenza è sempre stato il CMYK (conosciuto anche come quadricromia) un sistema ancora oggi utilizzato nelle stampanti di tutto il mondo (anche quella di casa tua) e che Pantone stessa utilizza in alcuni suoi campionari ma, a questo punto ti chiederai:
qual è la differenza tra PANTONE e CMYK?
Qual è stata la vera rivoluzione di Pantone?
La differenza è molto semplice: questi due sistemi di stampa utilizzano colori diversi.
Differenza fra la stampa con process color del sistema CMYK e la stampa con spot color del sistema PMS - grafica di © Gaia Di Vita
Solid Color Pantone
Pantone utilizza gli spot colors (colori piatti) conosciuti anche come solid colors (colori solidi) ma, non fatevi ingannare dal nome! Sono colori molto ricercati, ottenuti mixando una serie di tinte diverse (un po’ come quando un’artista miscela tanti tipi di colori sulla tavolozza per ottenere un preciso colore finale). Con questo processo si ottengono colori molto accurati, saturi e vibranti, che regalano stampe professionali.
Ciò che ha creato Pantone e l’ha resa così celebre, è stato l’aver messo a punto la formula (ovvero, la miscela) di ogni singolo colore.
Process Colors CMYK
Il sistema CYMK invece, sfrutta il principio della sintesi sottrattiva del colore per la quale ogni tinta è creata dalla mescolanza (in percentuali diverse) degli stessi 4 colori.
Questo tipo di colori sono chiamati process colors (colori di processo) e vengono utilizzati per creare stampe meno “pretenziose” ma, comunque di buon livello, miscelando in modi diversi solamente: blu cyano (C),magenta (M), giallo (Y) e nero (K).
Come dicevo poco fa, anche Pantone nei suoi campionari utilizza i colori CMYK e lo fa per mostrare i rapporti (le equivalenze) con le sue tinte (vedi campionario CMYK e Color Bridge).
I Sistemi Colore Pantone: PMS e FHI
Pantone Matching System (PMS)
Oggi, a distanza di 60 anni, i colori messi a punto con questo sistema sono più di 3,000 e si dividono in 4 guide.
Queste guide sono perfette per chi lavora con:
✅ stampa tradizionale
✅ stampa serigrafica
✅ grafica digitale (design, logo, siti web, ecc.)
Adesso te le mostro più nel dettaglio una per una ma prima, avrai notato che alcune guide sono doppie e distinte da una lettera, C e U: che cose significano?
È molto semplice: indicano il tipo di carta su cui i colori sono stampati.
C sta per coated (patinato) e indica tutti quei campionari PANTONE i cui colori sono stampati su carta patinata, un tipo di carta trattata, dalla finitura lucida (come la carta delle riviste per intenderci) che impedisce al colore di essere assorbito troppo, in modo da farlo apparire più brillante e pieno.
U sta per uncoated (non patinato) e indica tutti quei campionari PANTONE i cui colori sono stampati su una carta non trattata, dalla finitura più porosa, che quindi assorbe maggiormente il colore e per questo lo fa apparire meno nitido e vivace.
Posso usare un colore C e stamparlo su una carta non trattata e viceversa?
La risposta è sì ma, non te lo consiglio.
Il colore che otterrai in fase di stampa non sarà mai fedele all’originale perché sono stati progettati per adattarsi a supporti diversi. Un colore C stampato su una carta non trattata, risulterà più spento (proprio come un colore U) perché verrà assorbito maggiormente dalla carta.
Il mio consiglio è: non 💩 fuori dal vaso e fidati delle guide Pantone.
Sistemi colori Pantone - grafica di © Gaia Di Vita
Pantone Fashion, Home + Interiors (FHI)
Tuttavia negli anni, grazie alla sapiente guida del suo nuovo perspicace proprietario, Lawrence Herbert, Pantone ha implementato le sue miscele per venire incontro alla richiesta di altri settori che utilizzavano moltissimo il colore
Il segreto di Pantone risiede nella sua voglia di rimanere al passo coi tempi. Questo l’ha premiata, aumentando la sua autorevolezza e permettendole di conquistare una maggiore fetta di mercato.
Compreso che il colore era importante non solo per i tipografi ma, anche per i designer dell’industria tessile, della moda e dell’Iterior Design, nel 1988 Pantone crea un nuovo standard colori, chiamato: FHI (acronimo di Fashion Home &Interiors).
Cos’ha di diverso dal PMS?
Bé anzitutto il settore di destinazione.
Le guide realizzate con questo sistema sono state pensate appositamente per chi lavora con materiali diversi dalla carta.
L’FHI System possiede colori formulati con un processo diverso dal PMS System perché, anche se in alcuni campionari rimangono comunque stampati su carta (come il TPG), la destinazione finale di questi colori sono:
– stoffe (cotone, polyestere, nylon)
– superfici laccate
– superfici metalliche
I colori che troviamo catalogati nel sistema FHI sono più di 5,000 e si dividono in 6 guide.
Queste guide sono studiate per chi lavora con:
✅ l’arredamento
✅ la decorazione
✅ il tessile
✅ le vernici
✅ i cosmetici
✅ gli accessori (per la casa, la moda e la tecnologia).
L'App dei colori Pantone
Ami i colori Pantone ma, non vuoi (o non puoi) spendere un capitale per comprare una mazzetta colori o un book?
Tranquillo, ho la soluzione per te!
Si chiama Pantone Connect: l’app ufficiale di Pantone, contenente tutti i colori dei suoi cataloghi a portata di click!
Come tutte le app è scaricabile gratuitamente nella sua versione base, sia per iOS che per Android direttamente dal Play Store o Apple Store.
Funziona allo stesso modo sia da telefono che da desktop e permette di avere accesso a più di 15.000 colori, sia del sistema PMS che del sistema FHI.
Nella sua versione gratuita da la possibilità di:
✅ visionare tutti i colori del campionario Pantone
✅ creare e salvare fino a 10 palette personalizzate
✅ condividerle
✅ visionare alcune informazioni di base sui colori salvati (luminosità, posizione sul cerchio cromatico, gradiente, ecc)
✅ fare il download della propria palette in vari template
Nella sua versione a pagamento da la possibilità di (oltre a tutte le cose appena elencate):
👑 visionare i dati spettrali (codice RGB, CMYK, HTLM)
👑 avere informazioni più dettagliate sulla tonalità
👑 ottenere armonie cromatiche (match con altri colori)
Personalmente uso moltissimo questa applicazione e la trovo geniale per almeno 4 motivi:
è alla portata di tutti
è eco-friendly
offre moltissimo anche nella sua versione gratuita
è super smart
Ovviamente questo campionario va bene per chi lavora i colori esclusivamente a livello digital e non ha la necessità d’imprimerli su carta o altre superfici.
L'app Pantone Connect
Pantone Color Institute
Nel 1986 Pantone fa un ulteriore passo avanti e con la stessa intuizione che l’ha sempre caratterizzata inaugura il Pantone Color Institute.
Si tratta del dipartimento di ricerca e consulenza ufficiale di Pantone, formato da un team di esperti del colore con competenze in diversi settori, tra cui abbigliamento, accessori, calzature, bellezza, casa e interni, elettronica di consumo, design industriale e design grafico e digitale.
Il colore è un elemento critico del processo di progettazione, che aumenta il riconoscimento del marchio dell'87% e influenza fino all'85% degli acquisti di prodotti.
Pantone
Da più di 30 anni l’istituto è capitanato dalla guru internazionale del colore: Leatrice Eiseman, detta “Lee”, colei che ha partorito praticamente tutti i libri Pantone pubblicati (fra poco arriviamo anche a quelli, tranquillo!) e che ogni anno annuncia a tutto il mondo il Color of the Year.
Di cosa si occupa esattamente il Pantone Color Institute?
L’istituto collabora con designers e brand di fama mondiale, insegnando loro a sfruttare il potere, la psicologia e la comunicazione del colore durante il processo progettazione dei prodotti e nella loro strategia di marketing.
Nello specifico fornisce servizi di:
👉 previsione delle tendenze cromatiche
👉 sviluppo del colore nel marchio e nel prodotto
👉 soluzioni cromatiche personalizzate
👉 selezione delle palette
👉 workshop e presentazioni sul colore.
Pantone Color of the Year
Lo so, lo so, probabilmente stavi aspettando con ansia questa parte: non me ne sono dimenticata!
Ultimamente si sente sempre più parlare di questo benedetto Pantone Colore dell’Anno.
Devi sapere che dal 1999 Pantone, ogni fine anno (tra Novembre/Dicembre), elegge il colore dell’anno seguente.
Quest’anno è stato eletto il colore per il 2025: il Mocha Mousse ma, scommetto che ti sei chiesto:
CHI lo sceglie?
PERCHE’ scegliere un “colore dell’anno”?
E, in base a COSA viene scelto sto benedetto colore?
Sul Colore Pantone dell’Anno ho dedicato un intero articolo, perciò qui non mi dilungherò troppo ma, risponderò comunque alle tue domande, don’t worry! 😉
Dietro alla scelta del Pantone Color of the Year c’è ancora una volta la mitica Leatrice Eiseman e il Pantone Color Institute ma, non è solo lei a sceglierlo.
Ogni anno viene organizzato un convegno dove esperti del colore provenienti da tutto il mondo discutono sull’argomento fino ad eleggere uno o, come è successo in alcuni casi, due colori (vedi nel 2016 e nel 2021) che rappresenti l’anno futuro.
E fin qui tutto bene direi ma, perché eleggere uno specifico colore? La risposta è molto semplice: marketing!
Non dimentichiamoci che Pantone offre sì servizi sul colore alle grandi aziende per far incrementare il loro fatturato ma, lei stessa è una grande azienda!
Pantone da ormai 24 anni, elegge un colore dell’anno per un preciso motivo: far parlare di sé.
Anche chi non fa parte del mondo della grafica o della moda, per un certo periodo dell’anno viene investito dalla notizia di questo nuovo Color of the Year, sente parlare di Pantone e viene a conoscenza del brand.
E per concludere questa parentesi: in base a cosa viene scelto il colore dell’anno?
Per la scelta del Color of the Year vengono analizzate le influenze cromatiche dei più disparati settori:
film
moda
design
destinazioni di viaggio
nuovi stili di vita
stili di gioco
condizioni socio-economiche
nuove tecnologie
Per arrivare a questa selezione un team di esperti passa mesi a setacciare il mondo intero studiando i movimenti del colore a 360°.
Pantone e le campagne per il Pianeta
Pantone non è solo marketing!
Cosa intendo dire?
Pantone non si è limitata a creare nuovi colori o a sperimentare nuove formule solamente per la smania d’imporsi sul mercato o aumentare il proprio fatturato ma, in quanto azienda di fama mondiale ha deciso di utilizzare la propria autorevolezza e risonanza per aiutare il Pianeta.
Insomma: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.
Ha cominciato giocando in casa, mettendo a punto nuove miscele colori prive di piombo e cromo, presenti nei campionari del sistema FHI, Textile Paper – Green (TPG).
Fornendo servizi di consulenza colore alle maggiori aziende del mondo, Pantone ha ben pensato di coinvolgerle in progetti che andassero oltre ai semplici affari personali, progetti che potessero avere un’impatto positivo a livello globale.
I brand hanno messo a disposizione i loro nomi e il loro merchandise, Pantone ciò che sa fare meglio: i colori.
Così sono nate nuove tinte (con tanto di nome e codice) pensate per sostenere importanti cause ambientali come: la deforestazione, la desertificazione, l’imminente scomparsa di ecosistemi, ecc.
Ma, bando alle ciance e vediamo con chi Pantone ha deciso di collaborare per un mondo migliore!
N.B. Spero tu mi possa perdonare esploratore ma, anche a questo argomento voglio dedicare uno spazio tutto suo in un prossimo articolo quindi, oggi ti darò giusto una panoramica generale.
Glowing Colors con The Ocean Agency
La prima partnership risale al 2019 dove Pantone, insieme a The Ocean Agency, agenzia internazionale per la conservazione delle barriere coralline, ha lanciato 3 magnifici e brillanti colori : Glowing Blue, Glowing Yellow e Glowing Purple, colori che rappresentano la bellezza di quel poco di barriera corallina ancora in vita sul nostro pianeta.
Forevergreen con Lacoste
Nel 2021 il Pantone Color Institute ha formulato una nuovissima tonalità di verde, per porre l’attenzione su uno degli ecosistemi più lussureggianti e minacciati del Mondo: le Everglades, le paludi della Florida.
Per farlo Pantone ha realizzato una partnership con l’azienda che del colore verde e di uno degli abitanti delle Everglades ne ha fatto il suo simbolo: LACOSTE e il suo coccodrillo.
The Vanishing Color con Lavazza
Per far risuonare questa campagna, chiede aiuto a un’altra grande azienda: Lavazza, che dal 2018 sostiene oltre 800 comunità indigene dell’Amazzonia peruviana.
Viene creato un nuovo verde, ispirato alla vegetazione della Foresta Amazzonica e ribattezzato “The Vanishing Color” (“Il colore che sta svanendo”).
Color of Biodiversity con TEALEAVES
Si tratta di un rosa che ha preso spunto dal pigmento più antico della Terra, scoperto di recente in rocce sedimentarie marine di 1,1 miliardi di anni fa nel bacino di Taoudeni in Mauritania, dove l’Oceano è diventato deserto.
Libri Pantone
Oltre a fornire consulenze e a monitorare le nuove tendenze cromatiche in giro per il mondo, il Pantone Color Institute si occupa anche di pubblicare riviste e libri didattici che forniscono ispirazione e approfondimenti unici a tema colore.
Pantoneview Colour Planner
In questa 50° edizione, vi invitiamo a celebrare idee e palette di colori che riflettono visioni di un futuro più positivo, che trabocca di speranza e possibilità per gli altri e per il pianeta.
Pantone
Penso sia un libro favoloso, ricco d’informazioni preziose, oltre ad essere un piacere per gli occhi.
Unica pecca (my 2 cents) il prezzo…costa quasi 900 $!
Viewpoint Colour
Ogni numero evidenzia un tema generale supportato da meravigliose immagini, informazioni sull’utilizzo dei materiali e previsioni sulle tendenze. Vengono inoltre presentate le ultime notizie sui colori, le ricerche sulla psicologia del colore, highlights su designer e artisti del momento e le influenze future sul design.
Diciamo che è un po’ il National Geographic magazine dei creativi.
Prezzo mooolto inferiore rispetto al Pantoneview (99,95 $) ma, comunque “importante” (per non dire altro).
Oltre a questi libri super luxury, Pantone ha pubblicato qualcosa anche per noi esseri umani.
Libri ufficiali
Personalmente ne ho letti un paio e devo dire che sono dei libri davvero ben fatti.
Super scorrevoli, ricchissimi d’immagini e spunti sul colore, soprattutto dal punto di vista psicologico (questo perché la Eiseman nel suo cassetto conserva una laurea in psicologia).
Li trovo perfetti per chi è alla ricerca d’ispirazione, oppure vuole studiare da diversi punti di vista il colore.
Colors For Your Every Mood (1998)
Pantone Guide to Communicating With Color (2000)
The Color Answer Book (2003)
More Alive With Color: Personal Colors-Personal Style (2005)
Color: Messages and Meanings, a Pantone Color Resource (2006)
PANTONE: The twenthieth Century in Color (2011)
Pantone On Fashion: A Century of Color in Design (2014)
The Complete Color Harmony, PANTONE EDITION (2017).
I Pantoni Promarker
Se hai frequentato un istituto o un’accademia d’arte ti sarai sicuramente imbattuto nei Pantoni Promarker, quei fantastici e super costosi pennarelli che colorano in maniera così perfetta e omogenea!
Bene.
Non sono un’invenzione di Pantone.
E allora perché si chiamano così???
Messi a punto dall’azienda inglese Winsor & Newton, leader nelle belle arti, questi pennarelli a base d’alcool devono il loro nome al fatto che sono stati i primi e unici pennarelli in commercio ad essere formulati utilizzando i colori del Pantone FHI System.
Se dai un’occhio al catalogo ufficiale dei Promarker, ti accorgerai che i colori disponibili hanno i nomi Pantone.
Fai lo zaino perché ci si rivede molto presto per un altro coloratissimo viaggio!😉
Gaia
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