Día de Los Muertos e Cempasúchil: il Fiore Sacro che Guida i Morti

Il vero simbolo del Día de los Muertos è il cempasúchil, un fiore dal colore vibrante e profumo intenso che, fra Ottobre e Novembre, ricopre vie, case e cimiteri di tutto il Messico.

E se ti dicessi che il vero simbolo del Dìa de los Muertos non è la calavera e neppure la catrina ma, un fiore?

Ebbene sì, l’elemento fondamentale, ciò che ha reso il Dìa de los Muertos famoso in tutto il mondo e patrimonio intangibile dell’umanità, ciò che non può assolutamente mancare in ogni singola città messicana da Ottobre a Novembre è il fiore del cempasúchil.

Se non l’hai mai sentito nominare fino ad ora, non preoccuparti perché, oggi faremo un viaggio in Messico e ti mostrerò tutti i retroscena di questa straordinaria festa e del suo fiore color del sole.

📝 Indice

La Morte in Messico

Immergersi in una tradizione del genere significa spogliarsi dei preconcetti di cui siamo spesso ricoperti (soprattutto noi occidentali), che ad oggi trattiamo questo tema ancora come un tabù.

Ogni popolo attribuisce alle cose significati diversi.

Anche se un oggetto o, in questo caso, una festività porta lo stesso nome e viene celebrata nello stesso momento dell’anno, non significa che venga percepita nella stessa maniera, anzi, il più delle volte non è così!

Il significato cambia in base al contesto geografico – culturale, ovvero in base agli accadimenti storici che ogni popolo si porta sulle spalle.

Se per un italiano, ad esempio, la morte è vista prettamente come la fine della vita, per un messicano è l’inizio di una nuova. E questo ribaltamento di prospettiva non è cosa da poco!

I messicani celebrano la morte tanto quanto la vita stessa, non la temono ma, la considerano il suo proseguimento naturale, un passaggio che fa parte del ciclo vitale, non qualcosa di diverso, oscuro o spaventoso.

Ciò non significa che un messicano non soffra per la perdita di una persona cara (certo che soffre!) ma, quello che tende a fare è concentrarsi sin da subito sulla memoria di quella persona oltre che a rimanere focalizzato sul presente, dando priorità alle persone che sono in vita. Lo spiega bene la mia amica messicana Magnolia:

Quando è morta mia nonna sono stata malissimo, ero distrutta ma, non c’era tempo di lasciarsi andare alla disperazione, insieme alle mie sorelle dovevo preparare da mangiare per tutti. Il giorno del suo funerale sono venute centinaia di persone a trovarci perché era una donna molto conosciuta ed amata dalla nostra comunità, abbiamo preparato più di 2000 tamales quel giorno!

Se c’è una cosa che adoro dei messicani è il loro modo di concentrarsi sulla parte piena del bicchiere, su ciò che hanno, sull’abbondanza, sul presente.

Per questo durante il Dìa de los Muertos respirerai solo gioia, felicità, aria di festa, musica, profumi, colori.

Oaxaca dia de los muertos scheletro

Scultura metà donna metà scheletro con tipico huipil messicano per le via di Oaxaca de Juarez durante il Dia de Los Muertos 2021 - foto di © Gaia Di Vita

Cos'è il Dìa de los Muertos?

Letteralmente è il giorno dei morti, o meglio, il giorno in cui i morti tornano fra i vivi.

I messicani credono che questo giorno dell’anno i defunti abbiano la possibilità di oltrepassare la soglia dell’Inframundo e tornare sulla Terra, per trascorrere una notte intera con la propria famiglia esattamente come facevano da vivi: mangiando, bevendo, cantando, suonando e ballando.

Quando si festeggia il Dìa de los Muertos in Messico

La celebrazione principale si svolge la notte fra l’1 e il 2 di Novembre ma, pochi sanno che in realtà esistono due Dìa de los Muertos differenti:

– il 31 Ottobre è il Dìa de los Muertos dedicato ai bambini (per questo sull’ofrenda si utilizza lasciare delle caramelle o dei giocattoli);

– l’1/2 di Novembre invece è dedicato agli adulti e agli antenati in generale.

Oltre a questa distinzione devi sapere che il Messico inizia a colorarsi di maschere, eventi e addobbi già 10/15 giorni prima rispetto a queste date quindi, ti consiglio di arrivare anche una settimana prima in modo da goderti appieno questa spettacolare festività.

Il Dìa de los Muertos è la festa più importante e attesa di tutto il Messico, sia dai locals che dai turisti. Hotel, ostelli, Airbnb, ecc. vengono prenotati con mesi (a volte addirittura 1 anno) di anticipo, quindi se hai una mezza idea di partecipare prenota il prima possibile (male che vada, molte strutture offrono la possibilità di cancellare le prenotazioni gratuitamente anche all’ultimo minuto) perché altrimenti ti troverai senza alloggio oppure costretto a pagare cifre esorbitanti!

I posti migliori dove vedere il Dìa de los Muertos in Messico

Il Dìa de los Muertos si festeggia in tutto il Messico ma, ci sono delle località in cui è enfatizzato al massimo attraverso eventi culturali, sfilate, maschere, esibizioni e scenografie davvero incredibili.

Ecco alcuni dei pueblos (paesini) in cui ti consiglio di andare:

Janitzio - Lago Pátzcuaro

Janitzio è un’isolotto situato nel lago di Patzuaro (Michoàcan), a metà strada fra Guadalajara e Città del Messico.

E’ considerato il pueblo magico mas emblematico dove festeggiare il Dia de los muertos e come dargli torto!

La notte del 1 Novembre tutto l’isolotto viene illuminato dalla sola luce delle candele, che inondano le strade, fino al cimitero ma, la cosa davvero particolare è che per arrivare si deve prima attraversare il lago per mezzo di barchette (lancias), anch’esse illuminate dalla luce calda delle candele.

Solo a vedere le foto mi vengono i brividi, non oso immaginare cosa dev’essere dal vivo! Purtroppo a causa del Covid l’anno in cui ero in Messico, hanno abolito i festeggiamenti un po’ ovunque, quindi non sono potuta andare 🥲

San Andrés Mixquic

A circa 1 ora da Città del Messico puoi visitare San Andrés Mixquic, un pueblo famoso per l’Alumbrada, una tradizione dove durante il Día de los Muertos le vie di tutto il paese vengono inondate dalla luce di ceri e candele.

Aguascalientes

Questo pueblo situato nell’omonima regione a nord del Messico, si trova a circa 2 ore da San Luis Potosì.

Qui, a partire dall’ultima settimana di Ottobre viene celebrato il famoso Festival de calaveras (festival dei teschi), in onore di Josè Guadalupe Posada, caricaturista originario di Aguacalientes e inventore della più famosa calavera del Messico la Calavera Garbancera, che fu resa celebre in tutto il mondo dall’artista Diego Rivera col nome di Catrina.

Oaxaca de Juárez

Capitale della regione di Oaxaca, è la città dove il Día de los Muertos raggiunge l’apice della sua forma artistica. Oaxaca è famosa per essere una città d’arte, grazie al suo artigianato, ai colori dei suoi tappeti tinti a mano, degli stupendi Alebrijes, ecc.

A partire da Ottobre, le strade e i negozietti di questa città vengono decorati con enormi maschere e addobbi di cartapesta, fiori, papel picado, vengono organizzate sfilate e ovunque c’è aria di festa.

I Simboli del Día de los Muertos

Ciò che rende il Giorno dei Morti messicano famoso in tutto il mondo, sono i suoi simboli. Vediamo i più iconici:

La Calavera

Tradotto in italiano “il teschio”, la calavera è uno dei simbolo più iconici, che identifica il Messico a livello mondiale.

Infatti, a differenza dell’ofrenda (l’altare tipico), la calavera si può trovare durante tutto l’arco dell’anno anche se, (ovviamente) durante il Dìa de los Muertos ha il massimo boom.

Le più diffuse sono le calaveras di legno e le calavera de azucar (i teschi di zucchero). Queste vengono posizionate sulle ofrenadas come omaggio ai defunti.

Ciò che rende la cavalera così iconica è il suo essere estremamente colorata, infatti ogni calavera che si rispetti è dipinta con colori vivacissimi. Questa dicotomia fra morte (rappresentata dal teschio) e vita (rappresentata dai colori), fa della calaveras una rappresentazione tangibile dello spirito ottimista che contraddistingue il popolo messicano.

La Catrina

Si tratta della calavera più famosa e della maschera più utilizzata durante il Dìa de los Muertos.

La Catrina è rappresentata come lo scheletro di una nobildonna, vestita di tutto punto, con un grande cappello dalle piume di struzzo (iconografia tipica delle dame di epoca coloniale).

“Catrina” non è il nome di una particolare nobildonna ma, il nome con cui la battezzò il suo creatore: il caricaturista messicano Josè Guadalupe Posada che inventò questa figura allegorica come simbolo della lotta politico-sociale fra la borghesia europea e il popolo messicano.

Catrina infatti deriva dalla parola spagnola “catrìn” che significa: dandy, persona raffinata (con la puzza sotto al naso per intenderci). Questa allegoria era una critica sociale nei confronti dell’ipocrisia delle nobildonne messicane avevano dimenticato (e rinnegato) le proprie origini indigene.

La morte è democratica, perché alla fine della giornata, neri, marroni, ricchi o poveri, tutte le persone finiscono per essere teschi.

Il Pan de Muertos

E’ il dolce tipico di questa festività, a base di farina, zucchero, burro, acqua di fiori d’arancio, lievito, scorza d’arancia grattugiata e latte intero.

La sua forma circolare ha una forte valenza simbolica: rappresenta infatti il ciclo della vita e della morte mentre, la decorazione a X e la sfera al centro, sono la raffigurazione stilizzata di un teschio con 4 ossa ma, c’è chi dice che potrebbero rappresentare i 4 punti cardinali consacrati ognuno ad una divinità dell’antico Pantheon azteco.

A seconda della regione, si possono incontrare varie forme e ricette di questo dolce.

Il Papel Picado

Il papel picado (letteralmente “foglio traforato”), chiamato anche papel de china, è la tipica ghirlanda di carta velina traforata, che viene utilizzata in Messico per allestire ristoranti, negozi, ma anche case durante compleanni e festività.

In occasione del Dìa de los Muertos, vengono realizzati papel picado con i simboli tipici di questa ricorrenza: teschi, scheletri, fiori, croci, ecc. Li adoro!

Cempasúchil: il fiore sacro simbolo del Día de los Muertos

Arriviamo al vero protagonista di questa festa: il fiore del cempasúchil, chiamato anche flor de muertos (fiore dei morti) o Marigold in inglese, è il nome comune con cui i messicani chiamano il Tagete erecta.

Cos’è il Cempasúchil?

Si tratta di una pianta perenne originaria del Messico, dai fiori caratterizzati da un vivacissimo color arancio, super colorati e super profumati, il cui gambo (molto robusto), può arrivare a misurare fino a 1 metro di altezza!

chempasuchil fiore dia de los muertos

Chempasuchil e altri fiori coloratissimi che vengono utilizzati durante il Dia de Los Muertos - foto di © Gaia Di Vita

Significato e Simbolismo del Cempasúchil

Il nome deriva dalla parola nahualtl (antica lingua mesoamericana) cempohualaxochitl, che significava “fiore dai 20 petali”, questo perché il cempasúchil in realtà non è un fiore ma una infiorescenza, infatti ogni suo petalo è considerato un fiore a sé.

🔎 La luteina

Il cempasúchil è considerato la maggior fonte naturale di luteina (E161b), un carotenoide utilizzato in larga scala come additivo alimentare, soprattutto per rendere più vivo il colore di alcuni cibi come: uova, carne, formaggi, senape, pesce affumicato, ecc.

Come accennavo all’inizio, questo è il vero simbolo del dìa de los muertos, molto più che la calavera, la catrina, il pan de muertos, ecc. Ovunque andrai in Messico tra la fine di Ottobre e gli inizi di Novembre, i tuoi occhi si riempiranno di arancione.

Ma, perché proprio il cempasúchil ?

In effetti non è l’unico fiore colorato del Messico. Vero ma, le antiche popolazioni mesoamericane avevano attribuito proprio a questo fiore il magico potere di guidare le anime dei morti sino al mondo dei vivi, per due motivi:

  1. per il suo colore, un’arancione vitaminico, vibrante e luminoso, come la luce del sole

  2. per il suo odore intenso, caratteristico e inconfondibile (buonissimo!)

Per far sì che le anime non si perdano durante il cammino il cempasúchil viene collocato praticamente ovunque: in primis sulle tombe dei dei defunti (che vengono completamente ricoperte dai suoi petali), sulle ofrendas, nelle case, nei negozi, per le vie delle città, come decorazione sui vestiti e come accessorio per i capelli, insomma, viene utilizzato per rivestire qualsiasi cosa.

Il cempasúchil è venduto a rami che vengono subito cestinati: la parte importante in questo caso è solo il fiore. Quando ho allestito un’ofrenda mi è pianto il cuore doverli recidere ma, diciamo che i messicani li sacrificano per un bene superiore (guidare i propri cari nel mondo dei vivi), inoltre, con grande stupore, ho scoperto che anche se recisi, appassiscono mooolto lentamente!

Foto 1: Rami di fiori di cempasúchil - foto di © Gaia Di Vita

Foto 2: Davanti a un'ofrenda con fiori di cempasúchil - foto di © Gaia Di Vita

Dove vedere i Cempasúchil durante il Día de los Muertos

Anche se viene coltivato un po’ ovunque, le regioni messicane con il più alto numero di campi di cempasúchil sono:

  • Puebla
  • Hidalgo
  • Guerrero
  • Michoacán
  • Tlaxcala
  • San Luis Potosí
  • Morelos
  • Oaxaca
  • Ciittà del Messico
  • Durango.

 

Ed è proprio qui che ti consiglio di recarti per fare una bella passeggiata fra i campi o scattare delle stupende fotografie dal background davvero unico.

Nonostante il Messico sia il paese nativo di questo fiore, il maggior importatore a livello mondiale è la Cina, che lo utilizza a scopi industriali come la produzione di luteina.

La leggenda di Xochitl e Huitzilin

La nascita del cempasúchil è legata a alla storia di Xochitl e Huitzilin, due innamorati che hanno reso questo fiore leggendario.

La leggenda vuole che molto tempo fa c’era questa coppia di bambini che si conoscevano dalla nascita: lei si chiamava Xochitl, lui Huitzilin.

I due condivisero l’intera infanzia, crebbero insieme e alla fine la loro amicizia si trasformò in un dolce e tenero amore. Il loro affetto era così grande che un giorno decisero di salire in cima a una collina, dimora del Dio del Sole Tonatiuh, per chiedere la sua benedizione e le sue cure affinché potessero continuare ad amarsi.

Il Dio, vedendoli così innamorati, benedisse il loro amore e approvò la loro unione.

Purtroppo il loro amore idilliaco fu interrotto poco dopo, quando Huitzilin fu chiamato a partecipare a una battaglia per difendere il suo popolo, e così i due giovani dovettero separarsi. Purtroppo il giovane morì e quando Xochitl lo venne a sapere fu colpita da un dolore così grande che supplicò Tonatiuh con tutte le sue forze per permetterle di unirsi a lui nell’eternità.

Tonatiuh decise di trasformarla in un bel fiore, gettò su di lei un raggio di luce dorata e dalla terra spuntò un bellissimo e tenero germoglio, che però non sbocciò.

Un bel giorno un colibrì, attratto dall’inebriante profumo di questo fiore, si avvicinò e si posò sulle sue foglie. Immediatamente il fiore si aprì e mostrò il suo bel colore giallo-arancio, radioso come il Sole stesso: Xochitl aveva riconosciuto il suo amato Huitzilin, che aveva chiesto di prendere le sembianze di un colibrì per poterla visitare.

Per questo si dice che:

Finché esisteranno fiori di cempasúchil e colibrì nei campi, l'amore di Huitzilin e Xóchitl durerà per sempre.

Cempasúchil e colori Pantone

Mrigold Pantone

Colori PANTONE Marigold (nome inglese del cempasúchil) - design di © Gaia Di Vita

Se ti chiedessi di dirmi qual è il colore che assoceresti al Giorno dei Morti, sono sicura che mi risponderesti: nero.

Vero in Italia ma, non in Messico!

Se facessi la stessa domanda a un messicano, stai pur certo che mi risponderà: è il colore del cempasúchil, l’arancione!

E’ la società a fare il colore.

Bene, questo ne è un caso eclatante.

Se in occidente l’arancione simboleggia la creatività, l’ottimismo, l’energia e secondo le statistiche è uno dei colori meno amati e indossati, in Messico non vale la stessa cosa.

La storia e le tradizioni di questo paese l’hanno portato inevitabilmente a ricoprire l’arancione di altre valenze simboliche e di uno status molto più elevato rispetto all’ Occidente.

Arancione per un messicano è anzitutto cempasúchil e dìa de los muertos, è il simbolo del ricordo, della memoria, della vita e della morte.

È un colore ricco di significato sacrale che, come in occidente, scaturisce sensazioni positive perché associato alla luce del sole, alla positività, alla rinascita ma, diverse.

È un colore molto più apprezzato, stimato e indossato.

Parole da sapere il Dìa de Muertos

Prima di salutarci voglio farti come regalo una piccola lista di parole che sentirai spesso in Messico durante il Dìa de los Muertos e sono sicura ti saranno molto utili se deciderai di vivere questa meravigliosa festa😊

  1. CALAVERA = teschio
  2. CATRINA = nobildonna scheletro e maschera tipica della cultura messicana
  3. CEMPASÚCHIL = nome comune del Tagete erecta, fiore tipico del dìa de los muertos
  4. OFRENDA = altare commemorativo con offerte per i defunti
  5. PAN DE MUERTOS = pane dei morti, dolce tipico
  6. PANTEON = cimitero
  7. PAPEL PICADO = festoni tipici messicani di carta velina traforata e colorata
  8. TERCIOPELO = nome comune della Celosia, altro fiore tipico del Dìa de Los Muertos
  9. VELAS = candele

Spero come sempre che l’articolo ti sia stato utile per scoprire lati nascosti di una delle tradizioni messicane (secondo me) più belle e suggestive.

Gaia

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Gaia Di Vita

Laureata all’Accademia di Belle Arti, ho lavorato come visual merchandiser per un’azienda del fast fashion. Nel 2021 decido di mollare tutto e iniziare un viaggio zaino in spalla per documentare gli usi e costumi di popoli e culture lontane.