Ricordi il caos che nel 2015 aveva scatenato un certo vestito blu e nero? O era bianco e oro?
“No ma dai, la foto è sicuramente ritoccata!”
Lo abbiamo pensato tutti inizialmente ma no, niente filtri Instagram o trucchetti con Lightroom, la foto non era ritoccata, metà della popolazione vedeva effettivamente quel vestito in un modo e l’altra metà in un altro.
Ma, com’è stato possibile?
È stato possibilissimo ma, ci sembra assurdo perché dimentichiamo (o forse non sappiamo) che il colore è qualcosa di soggettivo.
Nelle prossime righe troverai una guida semplice (nonna approved) e ricca di immagini super carine che ti aiuteranno a capire come funziona la percezione visiva e cos’è il colore di cui tanto parliamo, quel colore che ci riempie di gioia o quello che, mamma mia, proprio non riusciamo a indossare, quel colore che nel 2015 ha fatto impazzire il mondo per un vestito perché, sono fermamente convinta che per apprezzare qualcosa bisogna prima capire com’è fatta.
Come sempre, prima di cominciare, ti ho preparato una comoda guida ai contenuti per decidere da dove preferisci partire.
📝 Indice
La Luce e lo Spettro Visibile: Fisica del Colore
La luce rappresenta l’elemento naturale che permette di vedere, di percepire e di distinguere le forme, che rivela e svela. Il termine illuminare deriva dal latino e significa conoscere, sapere: solo ciò che è illuminato può essere compreso in modo esaustivo perchè a fondamento della nostra conoscenza si trova l’esperienza visiva.
Simone Taioli
Sappi esploratore che la prima cosa che dovrai stampare a fuoco nella tua mente è che il colore non è “qualcosa” in sè per sé ma, è il risultato di più elementi che interagiscono fra loro, ed uno di questi elementi è la luce.
Spettro Elettromagnetico e Onde Visibili
Tutto parte da una fonte luminosa: può essere una stella (come il Sole), una lampadina o il semplice schermo del telefono, in poche parole, tutto parte da qualcosa che genera luce.
Quella che noi siamo abituati a chiamare luce però, è in realtà una piccola porzione di spettro elettromagnetico, nello specifico quella visibile agli occhi di un’essere umano e che per questo è stata ribattezzata: spettro visibile. Quindi possiamo afferamre che (per un essere umano), dire luce e dire spettro visibile, è la stessa cosa?
Sì.
Per gli amanti di Game of Thrones mi spiace ma, in questo caso, spettro non è il nome del fedele metalupo di John Snow.
Lo spettro elettromagnetico è l’insieme di radiazioni che si muovono nello spazio e per spazio non intendo l’Universo ma, l’ambiente intorno a noi. Siccome in questo spazio giocano due forze, viene chiamato campo elettromagnetico (come quello di calcio). Le due forze in questione sono: la forza elettrica e la forza magnetica.
Ciò che il nostro occhio percepisce come colore è solo una porzione di onde che fanno parte dello spettro elettromagnetico - grafica di © Gaia Di Vita
🔑 SPETTRO NON VISIBILE
Lo spettro invisibile è l’insieme di radiazioni elettromagnetiche che risultano invisibili all’occhio di un essere umano: i raggi gamma, i raggi x, i raggi ultravioletti (UV), gli infrarossi, le microonde e le onde radio.
Lunghezze d'Onda e Frequenze del Colore
Tornando alla nostra luce ( = spettro visibile) sai da cosa è formata?
La luce è formata da radiazioni, ovvero da particelle di energia (chiamate fotoni) che viaggiano nello spazio e nel tempo, un’energia di tipo elettromagnetica ovviamente (come il campo in cui gioca) ed è lo stesso tipo di energia di cui sono fatti i raggi x, le onde radio e tutto ciò che si trova nello spettro invisibile.
Devi sapere che queste radiazioni non stanno mai ferme, viaggiano intorno a noi costantemente, oscillando come le onde del mare, per questo motivo vengono chiamate anche onde elettromagnetiche.
Se ti stai chiedendo perché possiamo vedere la luce e non, ad esempio, le onde radio, te lo spiego subito. Se possiamo vedere la luce e non altre radiazioni è per via della sua dimensione, anche chiamata: lunghezze d’onda.
La porzione di spettro elettromagnetico visibile all'occhio umano da cui si "generano" i colori, è compresa fra i 380 e i 750 nanometri (nm) circa - grafica di © Gaia Di Vita
🔑 NANOMETRO
Il nanometro abbreviato “nm”, è un’unità di misura usata in fisica che corrisponde ad un miliardesimo di metro (10 -9).
I 7 Colori della Luce: Esperimento di Newton
Esploratore, adesso ti voglio fare una bella domanda: sapresti dirmi di che colore è la luce?
Se hai risposto: bianca, è corretto ma, solo in parte.
Come abbiamo visto la luce è composta da lunghezze d’onda diverse, che vanno dai 380 ai 750 nm (circa!). Più di 300 anni fa, un giovane scienziato inglese di nome Isaac Newton (scommetto che lo conosci), scoprì che ad ogni lunghezza d’onda corrispondeva una tonalità colore diversa.
Lo scoprì attraverso un famoso esperimento fatto con un prisma di vetro che gli permise di individuare nella luce 7 tonalità colore:
rosso
arancione
giallo
verde
blu
indaco
violetto
Esatto, i colori dell’arcobaleno.
Quindi la luce è di 7 colori? Nì.
La luce (= spettro visibile) è formata da queste 7 tonalità di base ma, non è tutto.
Sempre il nostro Newton, attraverso un altro esperimento, questa volta fatto con un disco, scoprì che queste 7 tonalità unite fra loro (quindi, unendo tutte le onde elettromagnetiche dello spettro visibile) e fatte muovere insieme molto velocemente, non erano più distinguibili l’una dall’altra ma, davano l’illusione di un solo ed unico colore: quello che chiamiamo bianco.
Quindi la risposta corretta è che: la luce è formata da tutti i colori dello spettro visibile ma, poiché è formata da questi colori naturalmente sovrapposti l’uno all’altro e continuamente in movimento, ci danno l’illusione che sia bianca.
🔑 GIORNATA INTERNAZIONALE DEL COLORE
La Giornata Internazionale del Colore (International Colour Day) si festeggia il 21 di Marzo, giorno dell’equinozio di primavera, simbolicamente il giorno dell’anno in cui le ore di luce e e quelle di buio (elementi cardine per la percezione del colore) hanno la stessa durata.
Come Funziona la Percezione Visiva del Colore
Le radiazioni che compongono la luce (le nostre onde elettromagnetiche) nel corso del loro avventuroso viaggio attraverso lo spazio, finiscono per scontrarsi con della materia, e per materia intendo qualsiasi cosa: una penna, un vaso, il tuo zaino da backpacking, un fenicottero o, magari proprio tu!
Questo scontro fra luce e materia, innesca qualcosa di magico che corrisponde alla seconda tappa di questo viaggio alla scoperta del colore ma, bando alle ciance, vediamo di che si tratta.
L'Assorbimento e la Riflessione della Luce
Quando le onde elettromagnetiche che compongono la nostra luce entrano in contatto con la superficie di una materia, essa le assorbe, le cattura…le fa prigioniere! (ok, forse sto esagerando). Insomma, succede che l’energia dei fotoni che compongono la nostra luce, viene ceduta agli elettroni che compongono la materia ma, non proprio tutta.
Eh già, non tutta la nostra luce ( = spettro visibile) riesce ad essere assorbita, questo dipende dalla natura della materia, o meglio, dalla sua struttura atomica.
Senza perderci nella fitta giungla della fisica, andiamo avanti.
Subito dopo succede che, quella parte di onde/luce/spettro visibile che la materia non è riuscita ad assorbire, venga riflessa fino a raggiungere il nostro occhio.
Per ironia della sorte, sono proprio le onde elettromagnetiche che la materia ha “scartato” e che quindi non possiede su di sé, a darle il colore che noi vediamo.
Pazzesco vero?
Le onde elettromagnetiche (luce) prodotte dal sole o da una qualsiasi fonte luminosa, passano attraverso un oggetto (la materia). Alcune vengono assorbite dall'oggetto stesso, altre no e proseguono il loro viaggio nello spazio. Le onde non assorbite vengono riflesse dall'oggetto e percepite dai nostri occhi. Sono proprio queste onde "rigettate" dall'oggetto a farlo apparire del colore che noi percepiamo - grafica di © Gaia Di Vita
Sistema Occhio-Cervello nella Visione
Un colore che non è osservato è un colore che non esiste.
Johann Wolfgang Goethe
Esploratore, direi che siamo pronti per capire come funziona la terza tappa del nostro viaggio all’insegna della nascita del colore: il sistema occhio – cervello.
Se possiamo vedere il mondo a colori non lo dobbiamo solo alla luce e alla materia ma, anche ai nostri occhi.
Quello che ci interessa è capire come funziona la loro parte più interna, una zona simile ad una ragnatela e che tutti conosciamo con il nome di retina.
Ora, perché fra tutte le componenti dell’occhio questa retina è così importante per il colore?
Devi sapere che è proprio nella retina che si trovano quelle cellule in grado di catturare le onde elettromagnetiche: sono i fotorecettori.
Il legame occhio-cervello è fondamentale per la visione dei colori sia da un punto di vista fisico/chimico che psicologico - foto di © Gaia Di Vita
La Retina e i Fotorecettori: Percezione di Rosso Verde Blu
Questi fotorecettori che ricoprono la retina sono all’incirca 126 milioni ma, attenzione, sono di due tipologie molto diverse, sia per struttura che per funzione, e si chiamano: coni e bastoncelli.
Mi spiace bastoncelli ma, a noi interessano solamente i coni, perché sono coloro che si attivano in presenza di luce.
Non è finita qui.
I coni sono a loro volta di 3 tipologie diverse, ed ognuna di queste tipologie è capace di percepire solo una specifica porzione del nostro spettro visibile: la porzione di rosso, quella del verde oppure quella del blu.
Nell'immagine sono raffigurati i coni e i bastoncelli, i fotorecettori della retina. I coni sono fondamentali per la percezione del colore e si attivano con la luce, mentre i bastoncelli sono reattivi quando la luce è più scarsa e non riescono a "decifrare i colori" - grafica di © Gaia Di Vita
🔑 DALTONISMO
Il daltonismo prende il nome dal suo scopritore John Dalton ed è una patologia visiva che impedisce di distinguere alcuni colori, e non come molti credono, di vedere il mondo in bianco e nero. Quando una (o più) delle 3 tipologie di coni non funziona correttamente non riusciamo a distinguere la sfumatura colore che quel cono dovrebbe percepire.
La Iodopsina: l'Ingrediente Segreto
Nei coni risiede il segreto della nostra visione a colori: è una piccola molecola chiamata iodopsina.
La iodopsina si attiva all’arrivo di un’onda elettromagnetica e trasforma le onde elettromagnetiche in segnali biochimici attraverso un complesso meccanismo che prende il nome di trasduzione ma, che qui non vedremo.
Quello che mi interessa farti capire esploratore, non sono le decine di complicate formule chimiche ma, come qualcosa di impalpabile come le onde elettromagnetiche vengano improvvisamente trasformate dal nostro sistema occhio-cervello in qualcosa di “materiale” come il colore.
Teoria dei Tre Colori Primari: Sistema RGB
Quando ti ho parlato dei fotorecettori potresti aver pensato: ma se i coni sono sensibili solamente a tre tonalità (rosso, verde, blu) come facciamo a percepire centinaia di colori diversi?
Avrai sicuramente sentito parlare del sistema RGB (Red, Green, Blue) e forse anche della sintesi additiva.
Rosso, verde e blu sono convenzionalmente i tre colori primari del sistema RGB, sia per il semplice fatto che con essi si ottiene una varietà molto ampia di colori rispetto ad altre triadi, sia perché sono proprio i tre colori della luce che i fotorecettori riescono a percepire.
Nonostante i nostri occhi percepiscano solo 3 colori, noi riusciamo a vedere un mondo fatto di centinaia (se non migliaia) di sfumature diverse. Questa magia è possibile grazie ad una cosa chiamata: sintesi additiva.
Sintesi Additiva nella Percezione
È il sistema che utilizza il nostro occhio (e altri dispositivi che cercano di imitarlo come: macchine fotografiche, monitor, ecc.) per mixare i 3 colori della luce che riesce a percepire e generare tutti gli altri colori che ci circondano.
Com’è possibile?
Dopo anni spesi in un’Accademia di Belle Arti a mescolare colori, ti posso garantire che puoi ottenere un numero inimmaginabile di sfumature utilizzando solo 3 colori primari: il segreto è mescolarli in percentuali sempre diverse.
N.B. A differenza della pittura (ad esempio), i colori che i coni della nostra retina riescono a percepire non sono realmente solo 3, definiti e puri (come quelli di un pennarello o di un tubetto d’acrilico), perché nello spettro visibile non esistono dei veri e propri confini definiti fra un colore e l’altro, quindi bisogna immaginare questi 3 colori più come delle porzioni disomogenee.
🔑 COLORIMETRIA
La colorimetria è la disciplina che cerca di rendere il colore il più misurabile ed oggettivo possibile. Per fare ciò ha messo a punto dei sistemi colore, i più famosi sono l’RGB ed il CMYK, che permettono di definire e catalogare i colori attraverso dei calcoli matematici.
Influenze Culturali sulla Percezione
Quello che abbiamo visto finora è praticamente quello che ti avranno insegnato a scuola o quello che avrai letto su altre decine di blog ma, sorpresa sorpresa, non è tutto!
Il colore non è solamente un fenomeno fisico e la sua spiegazione va oltre all’ottica.
Un colore esiste solo quando è percepito dalla coppia occhio - cervello di un essere umano, e soprattutto quando è individuato da una cultura, un lessico, pratiche sociali che gli attribuiscono un nome e un senso. Non è la natura a fare il colore, e meno ancora la scienza o la tecnica: è la società.
Michel Pastureau
Il Colore come Fenomeno Soggettivo
Per farti capire meglio cosa intendo, ti faccio subito un’esempio esploratore: prendiamo il blu.
Al giorno d’oggi è statisticamente il colore più apprezzato da più della metà della popolazione europea ma, se regalaste qualcosa di blu ad un’antico romano state pur certi che ve lo lancerebbe dietro (e probabilmente non vi rivolgerebbe più la parola).
Gli antichi romani disprezzavano il colore blu tanto da non avergli dato neppure un nome (blu infatti deriva da blau, una parola germanica).
Nelle cartine geografiche i nostri antenati medievali, rappresentavano i mari, i laghi e i fiumi in verde, non in blu.
Dulcis in fundu, la società rinascimentale considerava il blu un colore caldo (anzi, il più caldo di tutti!).
Questo esempio è per mostrarti quanto lo stesso fenomeno fisico cambi di percezione e di significato in base alla cultura, all’epoca e al trascorso storico in cui una persona (o un gruppo di persone) vive, per questo quando si parla di colore bisognerebbe sempre contestualizzare, evitando assolutismi o generalizzazioni.
🔑 ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEL COLORE
L’Associazione Internazionale del Colore ( AIC ) è stata fondata nel 1967 a Washington DC (USA). Il suo obbiettivo è quello di promuovere la ricerca del colore in ogni campo (scienza, psicologia, industria, arte, design, moda, ecc) ed è la stessa associazione che nel 2009 ha creato l’International Colour Day.
Cos'è Davvero il Colore?
Quindi: cos’è il colore?
Il colore, caro esploratore, è tanto un fenomeno fisico quanto un fenomeno sociale e per questo è qualcosa di soggettivo.
La modalità che il nostro sistema occhio – cervello ha d’interpretare e rielaborare le onde elettromagnetiche che riceve, non può essere spiegata solamente attraverso la fisica, la chimica o la psicologia perché dipende anche dalla nostra personale sensibilità cromatica, sensibilità che viene influenzata dal contesto geografico, culturale, storico, familiare e temporale in cui nasciamo, cresciamo e viviamo.
Spero di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo e di averti dato una prospettiva diversa dal solito che ti faccia apprezzare di più i colori che hai intorno e, chissà, magari aver voglia di imparare a giocarci di più.
Per oggi è tutto esploratore, spero di rivederti al prossimo articolo😊
Gaia
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