Per conoscere veramente il Messico non basta visitare luoghi come Cancun, Tulum o Playa del Carmen. Il vero Messico richiede pazienza, volontà, addentrarsi nel cuore delle sue montagne, lì dove risiede la sua meraviglia più preziosa, qualcosa di unico e inestimabile, più luminoso dell’oro e più antico di qualunque civiltà mai esistita: sto parlando dell’ambra, meglio conosciuta come ambra del Chiapas.
📝 Indice
Cosa è l'Ambra - Definizione, Storia e Caratteristiche
Anche se è venduta nelle gioiellerie di tutto il mondo, l’ambra non è una pietra preziosa ma, una resina vegetale fossilizzata, prodotta da alcune specie di piante oggi estinte.
Si tratta infatti di una resina prodotta da alcuni tipi di conifere e leguminose vissute nel Cenozoico, più o meno fra i 40 ed i 20 milioni di anni fa, molto dopo la scomparsa dei dinosauri non – aviani e molto prima della comparsa dell’uomo. L’ambra si è formata nello stesso periodo in cui sulle terre e nei mari si stavano diffondendo i grandi mammiferi.
L’ambra in origine aveva una consistenza semi solida ed appiccicosa che serviva ad alcune piante per proteggersi dall’attacco di insetti e parassiti (la usavano un po’ come un cerotto naturale per tappare le ferite della corteccia).
Col passare del tempo quelle sostanze che la rendevano morbida si sono esaurite portando la nostra ambra a solidificarsi (amberizzazione) e mescolarsi a strati e strati di rocce sedimentarie.
Il susseguirsi delle ere geologiche e dei movimenti tellurici della crosta terrestre (alias = terremoti) l’hanno pian piano riportata alla luce, rendendola la più antica capsula del tempo conosciuta dall’uomo.
Quando si è formata l'ambra fossile - grafica di © Gaia Di Vita
La Capsula del Tempo
L’ambra è anche chiamata “capsula del tempo” poiché le sue qualità chimiche le hanno permesso di trasportare fino ai giorni d’oggi e in perfette condizioni, organismi vissuti milioni di anni fa: insetti, piccoli invertebrati ma, anche resti vegetali e addirittura bolle contenenti l’atmosfera che si respirava milioni di anni prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla Terra.
💡 Nel 2004 il celebre biologo e naturalista David Attenborough (una sorta di Piero Angela inglese) ideò per la BBC un documentario che aveva chiamato The Amber Time Machine (L’ambra: macchina del tempo) in cui il biologo si accingeva a rintracciare l’identità dei fossili ritrovati dentro alcuni pezzi d’ambra.
Falsari di tutto il mondo giocano molto su quello che nel marketing viene chiamato “principio di scarsità” producendo ambra falsa a go-go, in vetro, plastica, copale, innestando insetti o altri piccoli animali imbalsamati ma, sappi esploratore che: trovare insetti e ancor più, piccoli invertebrati, risalenti al Cenozoico è molto raro e per questo, come racconta Hilberto, artigiano e collezionista di ambra, è molto cara:
L’ambra del Chiapas è diventata famosa circa 15 anni fa quando, proprio in una delle nostre miniere fu trovato un pezzo contenente una piccola rana fossilizzata; l’artigiano che la trovò (ignaro della sua rarità) la vendette per 150.000 pesos (€ 7.500 circa) ma, qualche anno dopo, gli studiosi decretarono che era unica nel suo genere ed il suo vero valore era di almeno 3 milioni di pesos (più di € 150.000).
Hilberto
Origine della parola Ambra
Qui arriva il bello.
La parola ambra ha un’origine piuttosto contorta, che si perde fra le pieghe del tempo e che…mi ha fatto sudare 7 camicie per venirne a capo!
Se è vero che gli antichi greci la chiamavano elektron e i germani bernenstein: da dov’è saltato fuori il nome “ambra”?
“Ambra” è una parola di origine araba ma, bada bene, per gli antichi popoli del Medio Oriente non aveva affatto lo stesso significato che possiede oggi per noi.
Gli arabi utilizzavano la parola ‘anbar per chiamare quella sostanza oggi conosciuta col nome di ambra grigia, ovvero, una secrezione prodotta dall’intestino dei capodogli, solida e di colore grigiastro che si trova galleggiare in mare dopo che l’animale l’ha espulsa “naturalmente”.
Se per i capodogli è una semplice difesa immunitaria, l’essere umano ha trasformato l’ambra grigia in una sostanza pregiata per via del suo inebriante profumo e delle ottime proprietà fissanti che l’hanno resa, sin dall’antichità, una regina nell’industria dei profumi.
Ma, cosa c’entra l’anbar con la nostra resina fossile?
Adesso ti svelo il mistero.
L‘anbar era una di quelle sostanze che gli arabi commerciavano nel bacino Mediterraneo, in quella passata alla storia come Rotta delle Spezie.
Tuttavia, essendo sempre stata una sostanza difficile da reperire a causa della pesca selvaggia dei capodogli, ad un certo punto della storia è successo che nel mercato europeo dei profumi l’ambra grigia (l’anbar) ha iniziato a scarseggiare e ad essere contraffatta con un’altra sostanza, una sostanza che come l’ambra grigia si raccoglieva nel mare e, se bruciata, emanava un buonissimo profumo.
Si trattava della succinite, una resina fossile pescata nel Mar Baltico che, a causa di questa contraffazione protratta nel tempo, ha finito per “rubare” il nome all’anbar originale.
Quindi possiamo dire che il nome ambra è stato il frutto di un’enorme malinteso.
Significato e origine della parola ambra - design di © Gaia Di Vita
Per quanto riguarda i greci, la chiamavano elektron perché avevano scoperto che la succinite possedeva la proprietà di elettrizzarsi per strofinio, infatti le parole ambra ed elettricità, hanno la stessa radice.
I germani invece la chiamarono bernstein (pietra splendente/ardente) ispirandosi alla sua brillantezza.
La parola BER nel germanico antico significava “splendere” ma, a sua volta era anche la radice di altre due parole:
- BER – CHT = rilucente
- BER – NEN (oggi brennen) = ardere
L’ambra è sempre stata apprezzata dai popoli antichi per la sua caratteristica brillantezza, data dalla sua trasparenza e dalle sue sfumature giallo-arancio che la rendevano dello stesso colore del fuoco ardente.
💡 BER è la stessa radice delle odierne parole inglesi: BRIGHT (splendente) ed EMBER (brace/carbone).
Tipologie di Ambra nel Mondo
L’ambra è molto preziosa principalmente per un motivo: la sua rarità. Esistono poco più di 200 giacimenti d’ambra in tutto il mondo distribuiti più o meno in tutti i continenti.
Il tipo di ambra più diffuso al mondo è l’ambra baltica (circa il 90%), seguita da quella messicana ma, per quanto producano lo stesso materiale, in realtà presentano grosse differenze che ne determinano il pregio ed il conseguente costo.
Differenze fra Ambra Baltica e Ambra Messicana
Ecco cosa distingue l’ambra del Mar Baltico dall’ambra del Chiapas:
- la prima differenza fra queste due tipologie di ambra è da rintracciarsi nella loro età. L’ambra messicana è molto più giovane: si è stimato avere un’età di circa 22-25 milioni di anni, a differenza degli oltre 40 milioni di quella baltica;
- un’altra differenza sta nella sua origine. L’ambra messicana ha origine da una pianta chiamata Hymenaea courbaril, appartenente alla famiglia delle leguminose mentre, l’ambra baltica dal Pinus succinifera, appartenente alla famiglia delle pinacee;
i giacimenti di ambra baltica, ovvero le antiche foreste di Pinus succinifera, si trovano ora in fondo al mare (Mar Baltico) e l’ambra viene pescata; l’ambra messicana invece, si trova sepolta nella terra e viene estratta dalle miniere;
l’ambra baltica contiene acido succinico, per questo è chiamata succinite, l’ambra messicana non lo contiene per questo è classificata come resinite;
l’ambra messicana è ritenuta di migliore qualità, perché più dura e più trasparente, rispetto all’ambra baltica;
il colore principale dell’ambra baltica è il giallo, quello dell’ambra messicana sono il giallo, l’arancio e il rosso.
Giacimenti d'ambra nel mondo - design di © Gaia Di Vita
Colori dell'Ambra
A seconda della sua origine, della sua età e composizione, l’ambra può assumere colori molto diversi.
La più comune, quella che tutti abbiamo in mente, è sicuramente l’ambra gialla che viene principalmente dai giacimenti del Mar Baltico ma, ti voglio mostrare quali altri fantastici colori può assumere l’ambra in natura:
Ambra Trasparente
L’ambra trasparente è l’ambra dal tipico colore giallo-paglierino che spesso rivela organismi intrappolati al suo interno (bolle d’aria, piccoli insetti o vertebrati), è considerata molto pregiata perché difficile da trovare e fonte di informazioni preziose per paleontologi e geologi.
Ambra Bianca
L’ambra bianca, chiamata anche ambra reale, è una delle più rare al mondo, in passato veniva paragonata all’avorio per via del suo colore bianco sporcato di giallo.
Ambra Gialla
L’ambra gialla è la più diffusa, soprattutto in Europa e a livello cromatico è un mix fra l’ambra trasparente e quella bianca.
Ambra Arancione
L’ambra arancione è una via di mezzo fra l’ambra gialla, quella rossa e quella bruna (la mia preferita).
Ambra Rossa
Estremamente rara in Europa, l’ambra rossa è più facile da trovare in Messico dove è chiamata anche vino, vino tinto o cognac, presenta una gamma di colori che va dal rosso al bruno intenso.
Ambra Blu
L’ambra blu è in assoluto la tipologia di ambra più rara al mondo e si trova per la maggior parte in Repubblica Dominicana; il colore blu è dato dalla forte presenza di pirite nel terreno in cui è rimasta sepolta per milioni di anni ed è un blu particolare, iridescente, mescolato al bianco e dai tipici riflessi gialli dell’ambra comune.
Ambra Verde
Anche l’ambra verde è molto rara, e la sua colorazione è dovuta alla clorofilla presente nelle sostanze vegetali (muschi, erbe) che vi sono rimaste intrappolate.
Ambra Nera
L’ambra nera è abbastanza diffusa e considerata poco pregiata sia perché totalmente opaca, sia perché il colore scuro è dato dall’alta percentuale di frammenti di corteccia che supera quella della resina stessa.
Principali colori di ambra - design di © Gaia Di Vita
L'Ambra del Chiapas
La prima tappa del nostro viaggio alla scoperta dell’ambra è il Museo del Ámbar de Chiapas. Ci troviamo a sud del Messico, nel famoso comune di San Cristobal de Las Casas, nella regione del Chiapas, a circa 3 ore di macchina dalle miniere dove l’ambra messicana è custodita da milioni di anni.
Questo museo accoglie una collezione di ambra vastissima, formata da circa 350 pezzi che, attraverso un percorso cronologico, raccontano tutta la sua evoluzione.
Sai esploratore, ho perso il conto di quanti musei ho visitato nella mia vita, fra gite scolastiche, università, viaggi ma, posso dire con certezza che questo è entrato a far perte della lista dei miei musei preferiti, sia per la sua unicità, sia per il suo concept (infatti ci sono tornata ben due volte!🤣).
Museo Ambar Chiapas di San Cristóbal de Las Casas, Messico - foto di © Gaia Di Vita
Lo definirei un “museo interattivo”, progettato per essere piacevole da visitare sia per un adulto che per un bambino: video, bacheche, fotografie, luci, soppalchi, calda atmosfera, tutto è studiato per rendere accessibile a chiunque questa meravigliosa gemma color del sole.
Il costo del biglietto è di appena 40 pesos (circa € 2) comprensivi di: ingresso + una guida cartacea disponibile in diverse lingue.
Il museo si trova poco fuori il centro di San Cristobal, in un complesso molto bello che una volta ospitava il convento de La Merced.
Qui ho avuto il mio primo imprinting con questa meravigliosa gemma che successivamente mi ha spinta a svolgere una ricerca portandomi fin nel cuore del Chiapas a confrontarmi con collezionisti, artigiani e mineros che lavorano l’ambra da tutta una vita.
Ammetto che in questo viaggio ho avuto la fortuna di essere guidata dalla miglior compagnia che potessi avere. Persone che, tramite una serie di fortunate coincidenze, hanno deciso di aiutarmi a investigare, spendendo i loro giorni di riposo dal lavoro, aprendomi le porte delle loro case ed accogliendomi come se mi conoscessero da sempre.
Se tutto questo è stato possibile, lo devo alla mia fantastica compagnia dell’ambra👇
Ma, adesso veniamo al sodo!
La mia meravigliosa compagnia dell'ambra. Da sinistra: Margarito, Ezechiel, Gaia, Humberto, Hilberto - foto di © Gaia Di Vita
Simojovel e i giacimenti d'ambra messicana
Dopo aver visitato e adorato follemente il museo del Ámbar de Chiapas, la mia curiosità nei confronti di questa gemma preistorica è stata accolta a braccia aperte da Margarito, amico, papà adottivo, professore universitario e gestore della meravigliosa libreria Librearte di San Cristobal de Las Casas che ha deciso di accompagnarmi nella capitale messicana dell’ambra, ovvero: Simojovel de Allende.
💡Per arrivare a Simojovel, prima di tutto dovrai prendere un taxi condiviso nella zona del Mercado Viejo di San Cristobal che, in circa 2 ore ti porterà alla tiquera, un grande incrocio stradale situato nel comune di Majoval. Da lì dovrai prendere un colectivo che in un altro paio d’ore ti porterà nel centro di Simojovel. Il costo totale del viaggio (solo andata) è di circa 300 pesos (€ 10-15 ). Avviso: ti consiglio di partire a stomaco vuoto e, se soffri di mal d’auto, di prendere qualcosa prima della partenza perché è una strada di montagna, interamente disseminata di curve; inoltre ti consiglio di intraprendere questo viaggio prima che faccia buio e mai di notte, perché può essere davvero pericoloso.
Preparazione dell'intervista che ho fatto a Hilberto - foto di © Gaia Di Vita
Ma non è finita qui!
Ad attenderci a Simojovel c’era il simpaticissimo Humberto, un ragazzo nato e cresciuto nella città dell’ambra, appassionato della cultura e della storia del suo paese che, non solo ci ha offerto il pranzo (fra l’altro, se volete gustare specialità tipiche da urlo segnatevi questo posto: La Torta Brava) ma, ci ha fatto da guida per ben 2 giorni, portandoci a spasso per la cittadina e presentandoci fantastici artigiani locali.
Con Humberto e Margarito ho avuto la possibilità di visitare il piccolo Museo del Ámbar di Simojovel, molto diverso da quello di San Cristobal de Las Casas, meno turistico, più piccolo e “tradizionale” ma, ricchissimo di informazioni importanti che nel precedente museo non ho trovato, come ad esempio gli attrezzi da lavoro di due figure importantissime per il commercio dell’ambra: mineros e tallador, che più avanti ti racconterò.
Humberto mi ha anche portata a conoscere suo zio Hilberto, una di quelle persone che oggi definiremmo un multipotenziale per la quantità di passioni e abilità che possiede in diverse discipline.
Hilberto è: pittore, scultore, artigiano, intellettuale, collezionista, con il quale ho avuto un’intensa chiaccherata durata ore, in cui mi ha raccontato i curiosi retroscena che si celano dietro questa gemma millenaria.
Parte della collezione di gioielli in ambra del Chiapas di Hilberto - foto di © Gaia Di Vita
I Minatori di Ambra
In Messico, coloro che si occupano di portare alla luce questa gemma dalle profondità della Terra sono i mineros (i minatori), persone che rischiano letteralmente la vita e la propria salute passando giornate intere a scavare dentro le miniere (a centinaia di metri di profondità), lavorando in posizioni scomodissime, alla mercé dell’umidità, di una scarsa quantità d’ossigeno e d’imprevedibili frane.
I mineros sono il primo anello del processo che porta alla luce questa preziosa gemma, eppure, nonostante svolgano il lavoro più importante, faticoso e rischioso, sono coloro che guadagnano meno.
Come mi racconta Hilberto:
Il minero è un lavoro molto pericoloso e mal pagato. É colui che guadagna meno di tutti nonostante rischi la vita. Questo perché gli stranieri che vengono qui in Messico pretendono sempre tutto a un prezzo stracciato.
Hilberto
Purtroppo per questioni logistiche non ho avuto modo di recarmi alle miniere per vedere con i miei occhi come avviene l’estrazione e, soprattutto, poter parlare direttamente con un mineros ma, se sei interessato esploratore, sappi che i locals organizzano escursioni per mostrare il lavoro nelle miniere.
Per farti un’idea comunque, ti consiglio di guardare questo video-documentario del canale La Cueva del Ambar de Chiapas dove viene mostrato il duro lavoro dei mineros.
Procedimento di Lavorazione dell'Ambra
Una volta estratta, i mineros vendono l’ambra grezza principalmente agli artigiani locali chiamati tallador, che si occupano di ripulirla dai sedimenti e intagliarla, trasformandola in piccole opere d’arte.
Al museo dell’Ambàr di San Cristobal de Las Casas c’è un bel video che gira in loop dove viene mostrato il procedimento di lavorazione dell’ambra ma, per quanto mi riguarda, ci tenevo tantissimo a vederlo con i miei occhi (almeno questo) così Hilberto, vedendomi terribilmente incuriosita, dopo la nostra chiaccherata decide di accompagnarmi personalmente a conoscere un tallador di Simojovel.
Ezechiel, un tallador di ambra nel suo laboratorio sull'albero a Simojovel - foto di © Gaia Di Vita
Ad accoglierci quella domenica pomeriggio di metà Giugno, con tutta la cortesia del mondo (pur senza aver ricevuto il minimo preavviso) fu Ezechiel, un giovanissimo e talentuoso tallador.
Dopo averci fatto fare un tour nella sua bellissima casa, immersa in un giardino tropicale da lui ideato (con tanto di laghetto e cascata) che, poi mi spiegherà essere il frutto di anni e anni di lavoro e commercio di ambra, la stessa ambra che da ragazzino scavava nelle miniere, ci porta tutti sulla sua casa sull’albero, ovvero: il suo laboratorio.
Lì Ezechiel mi mostra prima l’ambra grezza, quella appena uscita dalle miniere e in seguito, tra una chiacchera e l’altra, mi racconta tutto il processo che la porta dal sembrare un grigio pezzo di roccia al diventare una luminosa gemma color del sole.
Pezzi di ambra grezza e in lavorazione nel laboratorio di Ezechiel a Simojovel - foto di © Gaia Di Vita
1. Limatura meccanica
Attraverso una specie di molatrice da banco, Ezechiel inizia a scrostare i sedimenti ancora aggrappati al pezzo di ambra e che l’hanno protetta durante questi milioni di anni.
2. Pulitura
Con un’altra molatrice formata da un disco ricoperto di flanella, Ezechiel la ripulisce velocemente dalla polvere e dalle impurità che si sono create durante la prima limatura.
3. Limatura manuale
Con della carta vetrata di differente grammatura, continua a pulire l’ambra manualmente. Ezechiel a questo punto preferisce utilizzare la carta vetrata sia perché con la lima meccanica c’è il rischio che l’ambra si rompa (per via della pressione) sia per il troppo calore prodotto, sia perché la carta vetrata è più delicata e non lascia segni.
4. Intaglio
Con l’utilizzo di un dremel e una buona dose di fantasia, che a Ezechiel di certo non manca, inizia a decorarla. Mi spiega che il tipo di decorazione viene deciso sul momento, in base alla dimensione del pezzo: un ciondolo, degli orecchini, una anello, una penna, una scacchiera, insomma, adesso tutto sta alla fantasia del tallador. Il lavoro viene svolto con una precisione certosina, perché non non c’è margine d’errore e, cosa per me degna di ulteriore stima: senza un disegno preparatorio
5. Lucidatura
Ultimata la decorazione, con una piccola pezza sempre di flanella e della comune cera per auto, Ezechiel procede alla lucidatura finale.
Ezechiel mentre incide un pezzo di ambra con il dremel - foto di © Gaia Di Vita
Quanto tempo ci vuole per creare un manufatto in ambra?
Per realizzare un manufatto in ambra le tempistiche dipendono da vari fattori:
- la complessità della decorazione
- la dimensione del pezzo
- la bravura del tallador.
Prima di salutarci, e come se non avesse già fatto abbastanza, questo piccolo e straordinario artigiano decide di regalarmi vari pezzi d’ambra fra cui uno davvero prezioso che custodisco gelosamente sia perché mi ricorda questa bellissima giornata sia perché è davvero unico: una pezzo d’ambra con all’interno una formica fossilizzata vissuta milioni di anni fa!
Gaia con Ezechiel nel suo laboratorio d'ambra - foto di © Gaia Di Vita
Prezzo e Valore dell'Ambra
Il costo dell’ambra grezza dipende da 3 fattori:
1. RARITÀ – ovviamente il costo di un pezzo di ambra “semplice” è diverso da quello di un’ambra contenente delle occlusioni fossili, perché quest’ultima è molto più rara e, di conseguenza, preziosa;
2. MINEROS – parlando con un signore di Simojovel ho scoperto che ad oggi il prezzo dell’ambra non è controllato e per quanto molti mineros (così come molti talladores) si aiutano a vicenda formando dei gruppi di lavoro per potersi tutelare meglio, la maggior parte preferisce ancora lavorare sola, per cui, ognuno fa il suo prezzo;
3. STAGIONE – nell’America tropicale il clima e le stagioni funzionano in maniera diversa rispetto all’Europa e questo influisce anche sull’estrazione dell’ambra, aumentandone il suo valore. Si possono contare 2 stagioni principali: la stagione secca e quella umida (o delle piogge). Considerando che, come tutti i fossili l’ambra si trova nel sottosuolo, coperta da milioni di anni di sedimenti, capirai da te che è un grosso rischio per i minatori estrarla nei mesi piovosi, perciò l’ambra, esattamente come frutta e verdura, deve essere raccolta stagionalmente:
- da Gennaio a Maggio (estrazione al 100%)
- da Giugno a Settembre (estrazione al 50%)
- da Ottobre a Dicembre (estrazione al 25%).
Quindi, se sei interessato a fare incetta di vera ambra, assicurati di andare in Messico nella stagione secca (tra Gennaio e Maggio).
Per esperienza personale ti posso dire che un pezzo d’ambra, limato, pulito e lucidato, senza alcuna decorazione, acquistato da un rivenditore al mercato di San Cristobal de Las Casas mi è costato 70 pesos al grammo (circa € 3,50).
Sopra: Ciondoli in ambra al Mercado Santo Domingo, San Cristobal de Las Casas, Chiapas, Messico - foto di © Gaia Di Vita
Sotto: Bracciali in ambra al Mercado Santo Domingo, San Cristobal de Las Casas, Chiapas, Messico - foto di © Gaia Di Vita
Dove acquistare l'Ambra
Se vuoi sostenere i mineros e gli artigiani locali (come ti invito caldamente a fare) e, allo stesso tempo, regalarti qualcosa di unico e autentico a un prezzo più che giusto, ti invito ad andare direttamente alla fonte.
Il posto migliore per acquistare l’ambra, sia in termini di autenticità che di prezzo sono i comuni chapanechi che la ospitano, come Simojovel. Più ci si sposta dal Chiapas, regione dove risiedono le miniere d’ambra, più i prezzi aumentano e più l’autenticità viene messa in discussione.
Collane in ambra al Mercado di Santo Domingo, San Cristobal de Las Casas, Chiapas, Messico - foto di © Gaia Di Vita
Come Riconoscere l'Ambra Vera
Esistono svariate prove che puoi attuare per verificare se la tua ambra è autentica, o meno, ecco le principali:
⚖️ Prova del peso
Questa prova funziona solo in caso di grossi pezzi d’ambra, sculture ad esempio. Il peso specifico dell’ambra è molto basso, di poco superiore a quello dell’acqua pura, quindi è facile distinguere una scultura di ambra vera perché, anche se grande, peserà davvero pochissimo.
💡 Prova dell'elettricità
L’ambra è conosciuta sin dall’antichità per le sue proprietà elettrostatiche quindi, se strofinata (ad esempio su un pantalone di jeans) si elettrizzerà attirando piccoli pezzi di carta.
🔦 Prova dei raggi UV
Questa è la prova più attendibile fra tutte. Basta sottoporre la tua ambra alla luce ultravioletta (di solito viene usata una piccola torcia uv): se cambia colore, diventando bluastra e lattiginosa significa che è ambra vera, se non subisce alcun cambiamento evidente, mi spiace ma, si tratta di un falso.
🔥 Prova del fuoco
Molti venditori ambulanti provano a fregare i turisti con la prova dell’accendino, assicurando che la loro ambra è vera perché non si brucia ma, in realtà è proprio il contrario: l’ambra vera brucia ma, non annerisce ed emana un buon profumo d’incenso. Questa prova tuttavia, non è molto attendibile se l’ambra contraffatta è copale.
Copale: la finta Ambra
Molti falsari amano contraffare l’ambra con il copale, una resina vegetale semifossile, molto simile all’ambra ma, storicamente più giovane (può avere al massimo 4 o 5 milioni di anni). L’unica cosa che lo rende praticamente identico all’ambra è il suo profumo simile all’incenso, per il resto si può distinguere facilmente da quest’ultima:
❌ per il suo grado di durezza, un copale è molto morbido al tatto perché ha appena iniziato la sua fase di fossilizzazione è facile da scalfire anche con la semplice pressione delle unghie;
❌ per il suo colore, il copale ha una colorazione giallo paglierino, non è mai di un colore intenso, per questo è più facile contraffarlo in Europa con l’ambra baltica che, come abbiamo visto qui, è di un colore meno intenso di quella messicana.
Proprietà dell'Ambra
In Messico l’ambra è conosciuta sin dai tempi dei Maya e degli Aztechi che la utilizzavano come elemento di distinzioneper gli alti ranghi, i pochteca (una classe di mercanti rinomata) oppure per distinguere i valorosi guerrieri.
Oggi i messicani non lo considerano più un oggetto di lusso ma, piuttosto, un amuleto che protegge da quella che chiamano la “mala vibra”, ovvero, l’energia negativa.
Si pensa infatti che l’ambra assorba la negatività insita nella persona e quando questa brutta energia risulta essere troppa, la gemma si rompe.
Per un motivo simile si utilizza regalare una pulsera d’ambra (un braccialetto) ai neonati perché si crede li protegga conto il mal de ojo, un tipo di energia negativa che causa insonnia, febbre, vomito e diarrea.
A proposito di questa usanza Hilberto, mi racconta:
Sì, è certo: l'ambra assorbe l'energia negativa e quando si sovraccarica di questa energia, si rompe in mille pezzi. Un giorno regalai un anello di ambra ad una signora, spiegandole questa usanza, lei era molto scettica ma, lo accettò. Dopodiché questa signora andò a trovare sua cognata che era una persona molto invidiosa, infatti quando vide l'anello le chiese dove avesse preso quel pezzo di plastica e la signora rispose "non è plastica, è pura ambra del Chiapas". A quel punto la cognata, gelosa di quel regalo, lanciò un'occhiataccia all'anello che si ruppe inspiegabilmente in mille pezzi! La "vibra" della cognata era talmente negativa che fece esplodere l'anello d'ambra e anche la scettica signora, si dovette ricredere.
Hilberto
Sopra: ciondolo in oro e ambra dal Museo del Ambar di San Cristobal de Las Casas, Chiapas, Messico - foto di © Gaia Di Vita
Sotto: statuetta in ambra dal museo dell'Ambar di San Cristobal de Las Casas, Chiapas, Messico - foto di © Gaia Di Vita
A chi è consigliata l'Ambra?
Fatta eccezione per quella blu e quella nera, i tipici riflessi caldi dell’ambra la rendono una gemma indicata per le 2 stagioni calde della Colour Analysis, in Italia conosciuta come Armocromia: Autumn e Spring ma, come capire se è meglio per una piuttosto che l’altra? Prima di tutto dipende dal grado di brillantezza della nostra resina fossile:
- ambra più opaca per l’autunno
- ambra più trasparente per la primavera.
Se vogliamo entrare nello specifico e capire esattamente a quali sottogruppi dona di più una precisa sfumatura di ambra, bisogna analizzare un’altro fattore, l’intensità colore:
- colore chiaro, sottogruppi light e soft
- colore estremamente caldo, sottogruppi warm e bright
- colore scuro, sottogruppo deep.
Ci tengo a precisare una cosa però. Uno dei punti forza dell’ambra è il suo essere cangiante, cioè il non avere un colore uniforme. Spesso una stessa gemma può avere diverse tonalità al suo interno che a loro volta possono cambiare a seconda del tipo di luce a cui viene esposta.
Quindi, se posso darti un consiglio, non focalizzarti troppo sull’individuare a tutti i costi il sottogruppo, perché con un materiale dal colore così “instabile” la classificazione è difficile anche per un’addetta ai lavori.
Sicuramente è una gemma dalle sfumature calde, che valorizzerà qualsiasi Spring e Autumn.
Pezzi d'ambra esposti al Museo del Ambar di San Cristobal de Las Casas, Chiapas, Messico - foto di © Gaia Di Vita
Spero che questo viaggio fra colore, storia un po’ di natura e tradizioni lontane ti sia piaciuto ma, soprattutto, spero di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo e interessante 😊
Gaia
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