Molto probabilmente avrai sentito parlare della città blu, ma sapevi che dall’altra parte del mondo esiste invece una città gialla?
Oggi andremo a esplorare un piccolo gioiellino del Messico: Izamal, conosciuta come “La Ciudad Amarilla” (città gialla) dello Yucatán.
Prendi un bel respiro perché ci immergeremo a fondo nella storia di un Pueblos Mágicos che sotto quelle pennellate color del sole nasconde un passato incredibile.
📝 Indice
Dove si trova Izamal?
Izamal si trova nel cuore dello stato dello Yucatán, a metà strada fra Merida, la capitale, e il sito archeologico di Chichén Itzá.
Questa posizione strategica la rende una tappa ideale per chi visita la penisola dello Yucatán, soprattutto per coloro che desiderano immergersi nella storia e nella cultura locale.
Izamal si trova a circa 67 Km da Mérida e 73 Km da Chichén Itzá.
Ingresso del Convento di Sant'Antonio da Padova a Izamal - foto di © Gaia Di Vita
Le origini di Izamal
Izamal non è una città qualunque ma è una delle città-stato più antiche e importanti dello Yucatán, con radici che affondano nella civiltà Maya.
I maghi dell’acqua: i Chanes
Si stima che Izamal fu fondata intorno al 550 d.C. dai Chanes, un popolo nomade di etnia Maya.
Se il nome di questa tribù non ti risuona familiare, non preoccuparti, ti svelo subito di chi si tratta.
I Chanes sono i discendenti diretti dei Maya Chontales, tribù che migrò dall’attuale Tabasco (Messico meridionale) fino al Guatemala, per poi risalire la costa caraibica attraverso il Belize e fondare una cittadina che adoro e della quale ti avevo già parlato in un altro post: Bacalar, anticamente chiamata Sian Ka’an Bakhalal (“luogo nato dal cielo e circondato da canneti”).
A Bacalar i Chanes si fermarono per meno di un secolo, dopodiché proseguirono la loro migrazione fino a stabilirsi nell’attuale Yucatàn dove si appropriarono di una delle sette meraviglie del mondo moderno: Chichen Itzá (“alla bocca del pozzo degli Itza”).
Il popolo Chanes infatti, cambiò nome in Itzá (“maghi dell’acqua”) continuando la propria espansione e fondando nuovi centri urbani come T’ho (attuale Merida) e la nostra Izamal.
Veduta di Los Rápidos, un canale naturale situato nella laguna di Bacalar, famosa per le acque turchesi, i bianchi stromatoliti e i tipici cenotes blu (Quintana Roo, Messico) - foto di © K. Zechner
Itzamnà e Kinich Kakmó
Il nome Izamal deriva da Itzamnà, il signore supremo del Pantheon Maya (una sorta di Zeus), considerato un dio buono, portatore di saggezza e architetto dell’universo. Per i Chanes, Izamal era quindi un luogo sacro, probabilmente uno dei più venerati della regione.
Durante il periodo precolombiano, Izamal fungeva da centro cerimoniale e vantava numerosi templi e piramidi dedicati alle divinità Maya. Tra questi luoghi sacri spicca la Piramide di Kinich Kakmó, alta 34 m e con un volume di 700 000 m³, è la terza piramide più grande dello Yucatán. Sappiamo che fu costruita in onore di Kinich Kakmó, il dio del sole, rappresentato con la testa di Guacamaya (una specie di pappagallo), che regge fra le mani due torce accese.
Le tre piramidi Maya più grandi della penisola dello Yucatán sono: Calakmul (Campeche) 55 m, Cobá (Quintana Roo) e Becán (Campeche) entrambe 42 m.
Dell’antica Izamal Maya rimane molto poco (più avanti capiremo anche il perché) ma sappiamo che era organizzata con un sistema complesso di strade rialzate coperte di stucco o calce, chiamate sacbés (strade bianche), che la collegavano ad altri importanti centri Maya, come Aké e T’ho, favorendo così i pellegrinaggi e gli scambi commerciali.
Questa mappa dipinta nella sala studio della Casa-Museo Na Bolom a San Cristobal de Las Casas (Chiapas, Messico) mostra l'area dominata dai Maya - foto di © Gaia Di Vita
Le piramidi di Izamal
Come abbiamo visto, Izamal ospitava diversi templi dalla tipica forma di piramide, come il già citato Kinich Kak Moo. In origine dovevano essere almeno una decina, molti andati distrutti dal tempo o dalla colonizzazione spagnola, ma quelli ancora oggi visibili sono:
Piramide Itzamatul
Il suo nome è associato a Itzamná, sebbene più piccola rispetto a Kinich Kak Moo, conserva una base molto estesa. Probabilmente serviva come luogo per cerimonie dedicate a Itzamná, ma alcuni ritengono che potesse fungere da punto di osservazione astronomico.
Piramide Habuk
Meno conosciuta rispetto alle altre, questa piramide rappresenta un punto chiave della topografia cerimoniale di Izamal, infatti potrebbe aver avuto un ruolo sia cerimoniale che amministrativo, forse legato alla gestione delle risorse o delle attività religiose della comunità. Purtroppo, gran parte della piramide è danneggiata o coperta dalla vegetazione, ma si possono ancora notare alcune sezioni ben definite delle piattaforme e dei gradoni.
Piramide Chaltun Ha
Questa struttura presenta caratteristiche che la rendono unica rispetto alle altre piramidi di Izamal. Il nome, ”Chaltun Ha” si traduce approssimativamente come “Pietra piatta sopra l’acqua” (chaltun = pietra piatta, ha = acqua), suggerendo la presenza di un sistema per raccogliere l’acqua piovana o un’importanza legata ai cenotes della regione. Oltre al suo probabile utilizzo cerimoniale, potrebbe aver avuto un ruolo pratico, come punto per la raccolta e la conservazione dell’acqua. I Maya erano noti per la loro ingegnosità nella gestione delle risorse idriche.
Piramide Tu’ul (El Conejo)
“Tu’ul”, che in lingua maya significa “coniglio”, è una delle piramidi più piccole. Si pensa che il nome derivi dalla presenza di una scultura che raffigurava un coniglio, un animale simbolico per i Maya, spesso associato alla fertilità o alla luna. La sua funzione è incerta, probabilmente era un luogo di culto per cerimonie minori, forse dedicate a divinità specifiche o a riti legati al calendario agricolo.
Gradoni della piramide di Kinich Kak Moo a Izamal - foto di © Gaia Di Vita
La conquista spagnola
Come molte grandi città e centri abitati, Izamal fu parzialmente abbandonata dopo la distruzione della lega Mayapan nel periodo postclassico, intorno al XII secolo. Per questo motivo, al momento dell’arrivo degli spagnoli, la città era praticamente disabitata e fungeva solo da luogo di pellegrinaggio.
🔎 LA LEGA DI MAYAPAN
La Lega di Mayapan era una confederazione di città-stato maya che si sviluppò nella penisola dello Yucatán tra il 1220 e il 1440 circa. Fu formata da tre principali città: Mayapan, Uxmal e Chichén Itzá, che univano le forze per mantenere una sorta di equilibrio politico e commerciale nella regione. Tuttavia, la lega non era particolarmente stabile: i conflitti interni, le lotte per il potere e le rivalità portarono al suo collasso intorno al XV secolo. Dopo la sua caduta, la penisola si frammentò nuovamente in una serie di città-stato indipendenti.
Con l’arrivo degli spagnoli nel XVI secolo, Izamal subì una trasformazione significativa. Gli edifici Maya furono in gran parte distrutti o riutilizzati come base per costruire strutture coloniali come il Convento di Sant’Antonio da Padova costruito sopra le rovine di uno del templi Maya della città.
Da prestigioso luogo di pellegrinaggio pagano, Izamal divenne un luogo di pellegrinaggio cattolico, grazie all’importanza del convento e alla venerazione di immagini sacre come quella della Vergine Immacolata, nota come Nuestra Señora de Izamal.
🔎 COLLINE E CULTURE
Izamal viene chiamata anche la “Città delle Colline” (Ciudad de los Cerros), per via delle piramidi ricoperte dalla vegetazione che trovarono al loro arrivo gli spagnoli, e come “Città delle Tre Culture” (Ciudad de las Tres Culturas), perché è il frutto della mescolanza della cultura maya, spagnola e di quella più contemporanea e multietnica.
Interni ed esterni del Convento di Sant'Antonio da Padova a Izamal - foto di © Gaia Di Vita
Perché Izamal è gialla?
La prima cosa che noterai arrivando a Izamal è il suo inconfondibile colore giallo. Gli edifici del Centro Storico sono dipinti di ocra, ma perché proprio di questo colore? Anche se tuttora non esiste una risposta assoluta, sul perché Izamal è gialla circolano varie teorie:
- Omaggio al sole: i Maya qui veneravano il dio sole Kinich Kakmó e il giallo potrebbe rappresentare un richiamo proprio al culto solare.
- Rappresentazione del Mais: una seconda teoria vuole che il colore giallo sia stato scelto per simboleggiare il mais, elemento che contribuì a plasmare l’essere umano secondo la visione Maya.
- Visita papale: una terza teoria afferma che la città fu dipinta di giallo per rendere la città più accogliente in occasione della visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1993. Insieme al bianco infatti, il giallo è uno dei colori dello stemma Vaticano.
Il tipico giallo con il quale sono dipinti gli edifici del Centro Storico di Izamal - foto di © Gaia Di Vita
Sono tutte teorie valide ma, forse la risposta sta nel mezzo.
Secondo un articolo della giornalista Mariana Pacheco Ortiz, a Izamal il giallo ha preso piede tra gli anni ’50 e ’60 per volere dell’allora sindaco Jorge Carlos González Rodríguez.
In quegli anni molti negozianti presero ad attaccare manifesti pubblicitari per la città, rifiutandosi però di pagare la relativa tassa comunale. Quindi, il sindaco decise di fare piazza pulita dei manifesti e far dipingere ogni caseggiato del centro di un’unico colore: giallo. All’inizio questa scelta non fu accolta di buon grado, ma al fine di promuovere il turismo e riscattare il valore storico della città, nel 2003 una legge decretò che il giallo diventasse a tutti gli effetti colore univoco degli edifici di Izamal.
Izamal: un "Pueblo Mágico”
Nel 2001 il Messico ha creato il programma “Pueblos Mágicos” (Città Magiche) per preservare il patrimonio culturale e dare un nuovo impulso al turismo ai luoghi che si distinguono per storia, cultura e bellezza (scelta ardua in Messico, dato che ogni cittadina è più bella dell’altra!).
Un Pueblo Mágico è un luogo con simboli e leggende, città con una storia che in molti casi è stata teatro di eventi trascendentali per il nostro Paese; sono luoghi che mostrano l'identità nazionale in ogni loro angolo, con una magia che emana dalle loro attrazioni; visitarli è un'opportunità per scoprire il fascino del Messico.
www.gob.mx
Izamal è stato il primo pueblo yucateco a entrare nella lista dei Pueblos Mágicos che oggi conta 177 comuni, per citarne alcuni: Bacalar, San Cristobal de Las Casas, Mazunte, Palenque, Valladolid e Tulum. Il programma ha riscosso talmente successo che è stato adottato da altri paesi dall’America Latina, come ad esempio la Colombia.
Vista di Izamal dall'alto di una delle sue piramidi - foto di © Gaia Di Vita
Cosa fare a Izamal: il Cuatritours
Personalmente ho visitato Izamal in un pomeriggio. É una cittadina pittoresca ma molto piccola che, oltre al Convento e al Mercado Municipal, presenta per lo più rovine di templi Maya, e il tutto richiede qualche ora di visita a piedi, oppure, in…quad!
Il tour in quad, che qui viene chiamato Cuatritours, permette di fare il giro dei luoghi e delle vie principali della città in gruppo accompagnati da una guida turistica, tutti rigorosamente sul proprio quad. Normalmente non amo i tour organizzati e tanto meno le visite guidate, ma devo dire che questo è stato l’unico che mi ha lasciato un bel ricordo e che mi sento di consigliare!
Curiosità su Izamal
Prima di salutarci e darti appuntamento per un’altra avventura, voglio raccontarti un paio di curiosità su Izamal.
- Lingua maya: come accade in moltissime cittadine del Messico, la maggior parte della popolazione di Izamal è bilingue e parla sia Spagnolo che Maya, una minoranza parla anche Chontal de Tabasco e Tseltal.
- Henequen: una pianta del genere Agave che fu fondamentale per l’economia di Izamal durante il XIX-XX secolo, grazie alla sua fibra usata per corde e tessuti (un po’ come il Fique in Colombia). La città ospitava grandi haciendas di Henequen dove veniva coltivato e lavorato, rendendola un centro cruciale per questa industria nello Yucatán.
Spero che questo viaggio alla scoperta del Messico ti sia piaciuto e di averti fatto scoprire una nuova coloratissima parte di mondo 😊
Gaia
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