Galungan e Kuningan: come a Bali vivono in armonia fra Bene e Male

Per i balinesi l’equlibrio fra Bene e Male è alla base della propria filosofia. Per questo ogni 210 giorni, da oltre mille anni, compiono un grande rito per mantenere in armonia tutta l’isola degli Dei.

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Qual è il segreto per vivere in armonia? Per i balinesi ha un nome preciso: Galungan, la festa che celebra l’equilibrio fra il Bene e il Male. Insieme al Kuningan, il giorno che la chiude dieci giorni dopo, formano le due ricorrenze più sacre e sentite di tutta Bali.

Sull’isola degli Dei, questa epica battaglia fra Dharma e Adharma viene messa in scena da oltre un millennio attraverso una grande celebrazione che combina preghiere, offerte, sacrifici rituali e le imponenti decorazioni in bambù (i penjor) che, per due settimane, trasformano ogni strada in una vetrina a cielo aperto.

Come accade quasi ogni anno, nel 2027 il Galungan cadrà due volte: mercoledì 13 gennaio e mercoledì 11 agosto, seguendo il calendario Pawukon.

In questa guida trovi tutto quello che serve per capire davvero Galungan e Kuningan: da dove nascono (storia e leggende), perché la data cambia sempre ma cade sempre di mercoledì, tutti gli eventi e i riti che si svolgono nelle due settimane di preparativi, il significato dei penjor, e i consigli pratici per chi vuole visitare un tempio durante le celebrazioni, compreso: come vestirsi, cosa portare e come comportarsi.

Conoscere queste festività, e i riti che le accompagnano, è il modo migliore per entrare davvero nella filosofia dell’intricata cultura balinese che, come la vita stessa, non si finisce mai di imparare.

dettaglio di ceste con offerte di frutta e cibo all'interno di un tempio balinese

Foto 1 | La mia amica Desya mentre allestisce il tempio della sua famiglia qualche giorno prima del Galungan – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Altare all’interno di un. tempio baliese con gembongan ricolme di frutta, banten, canang sari e altre offerte, durante il Galungan – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | Il mio amico Epa mentre prepara un penjor tradizionale da installare davanti a un hotel il giorno prima del Galungan – foto di © Gaia Di Vita

Cos’è il Galungan?

Il Galungan (pronunciato “Galungàn”, con l’accento sulla seconda “a”) è la festività più importante e attesa dagli induisti balinesi. Si tratta di una grande festività religiosa diventata famosa in tutto il mondo per le sue colorate decorazioni in bambù e foglie di palma (penjor) installate davanti a case e negozi, rendendo le strade di Bali una meravigliosa vetrina a cielo aperto.

Induismo a Bali

La popolazione di Bali è per circa il 90% induista, tuttavia rappresenta un’eccezione: il resto dell’Indonesia infatti è a maggioranza musulmana.

Come il Nyepi (il Nuovo Anno balinese), questa speciale festività non si riduce a un’unica giornata come molti pensano. Il Galungan infatti, è scandito da una serie di cerimonie e rituali che si protraggono per circa due settimane. Il giorno del Galungan vero e proprio, è solo una tappa intermedia di una celebrazione molto più ampia e complessa.

Ma perché si festeggia il Galungan e qual è il suo significato?

Dharma e Adharma: Bene e Male

Per semplificare, viene detto che il Galungan simboleggia la “vittoria” del Bene (Dharma) sul Male (Adharma). Il che non è sbagliato, ma c’è da precisare che la vittoria dell’uno non implica la totale sconfitta dell’altro.

Per i balinesi non esiste un vero e proprio vincitore: Dharma e Adharma sono considerati due opposti con la stessa importanza. Si tratta di due forze che devono necessariamente coesistere e costantemente bilanciarsi per garantire pace e armonia.

L’obiettivo del Galungan è proprio questo: mantenere l’equilibrio dei due opposti.

interno di un tempio balinese con persone sedute in preghiera e sullo sfondo barong e rangda

Le figure di Barong e Rangda sono sempre presenti durante le cerimonie religiose balinesi perché rappresentano proprio il concetto del Rwa Bhineda di equilibrio fra Bene e Male – foto di © Gaia Di Vita

Cosa significa Galungan?

Il nome Galungan deriva dal giavanese antico e significa “combattere” o “vincere”, da cui anche il sinonimo balinese “Dungulan” (vittoria).

Dharma infatti non significa solamente “Bene” in senso stretto, ma è anche: integrità morale, verità, ordine, rettitudine. Per contro, Adharma non significa solamente “Male”, ma anche: disonestà, falsità, caos e ingiustizia.

I balinesi credono che questa dualità mantenga l’equilibrio fra divinità, uomini e natura, fra macrocosmo e microcosmo. Se esiste un “bene”, deve esistere anche un “male” affinché ci sia equilibrio.

Rwa Bhineda: il concetto degli opposti a Bali

Questo concetto di equilibrio fra due forze contrastanti, a Bali ha un nome: si chiama Rwa Bhineda (letteralmente “i due opposti”). Spesso paragonato allo yin-yang taoista, il Rwa Bhineda è la filosofia che sta alla base della cultura balinese.

Se è la tua prima volta a Bali, puoi subito notare la presenza del Rwa Bhineda nel poleng, il tessuto a scacchi bianco e nero tipicamente indossato dagli uomini o usato per ricoprire luoghi e oggetti sacri. Bianco e nero, a Bali, rappresentano proprio questi due opposti!

Una signora balinese seduta sui gradini di un tempio; dietro di lei si possono scorgere i classici tessuti a scacchi bianchi, neri e rossi, colori simbolo delle 3 divinità più importanti: Shiva, Wisnu e Brahma (il Tridatu) – foto di © Gaia Di Vita

Origini del Galungan: storia e leggenda

Adesso che abbiamo capito cos’è il Galungan e cosa simboleggia, ti starai chiedendo: qual è la sua origine?

Ebbene, persino l’origine del Galungan è divisa in due, e si trova a metà strada fra mito e realtà.

Il primo Galungan della storia

Dal punto di vista storico, il Galungan è documentato per la prima volta nel Lontar Purana Bali Dwipa, un manoscritto sacro balinese scritto su foglie di palma (lontar).

Secondo questo testo, il Galungan fu celebrato per la prima volta mercoledì 15 ottobre dell’anno 882 d.C. durante il regno di Sri Kesari Warmadewa (che alcuni considerano il primo re di Bali).

Galungan e il mito di Mayadenawa

A spiegare l’origine del Galungan ci pensa anche la leggenda di Mayadenawa.

Figlio di Dewi Danu (dea del Lago Batur) e discendente di una stirpe di giganti (i Daitya), Mayadenawa era un re dotato di poteri magici, che poteva cambiare forma a suo piacimento. Arrogante e assetato di potere, obbligò il popolo balinese a venerarlo, proibendo loro di recarsi ai templi e di pregare le proprie divinità.

La popolazione divenne inquieta, i raccolti furono danneggiati e le epidemie si diffusero ovunque. Col tempo, la gente divenne infelice e il mondo perse il suo equilibrio.

Vedendo il disastro che Mayadenawa aveva provocato, Lord Indra (re degli dei nella mitologia induista) decise di scendere sulla Terra col suo esercito, per eliminarlo. Utilizzando i suoi poteri magici, Mayadenawa tentò di ingannare il dio, prima cambiando forma e poi avvelenando una sorgente che provocò la morte dell’intero esercito.

Indra allora conficcò il suo pugnale nel terreno e apparve una sorgente in grado di far rivivere il suo esercito e alla quale fu dato il nome di Tirta Empul.

Mayadenawa a quel punto tentò di scappare, ma fu catturato e infine ucciso da Indra.

Tirta Empul

Tirta Empul è uno dei templi più famosi di Bali. Grazie alla sua sorgente d’acqua sacra è uno dei luoghi più frequentati per sperimentare il Melukat, il rituale balinese di purificazione attraverso l’acqua.

il tempio con acqua sacra di Tirta Empul a Bali secondo la leggenda nato dalla lotta fra Mayadenawa e Lord Indra

La fonte d’acqua del celebre tempio di Tirta Empul (Bali) secondo la leggenda è stata creata da Lord Indra che conficcò un pugnale nel terreno dal quale apparve una sorgente.

Il Galungan e, come vedremo fra poco, il Kuningan, sono celebrazioni che hanno lo scopo di permettere al Bene – Dharma (rappresentato da Indra) di vincere sul Male – Adharma (rappresentato da Mayadenawa) perché, senza questo bilanciamento di forze, l’intero mondo è destinato a perdere il suo equilibrio e andare in rovina.

Quando si festeggia il Galungan a Bali

Il Galungan si festeggia ogni 210 giorni (quindi circa ogni 6 mesi) e, come abbiamo visto poco fa, è una ricorrenza che si ripete da oltre 1000 anni!

Se ti stai chiedendo perché il Galungan cade proprio ogni 210 giorni, è una domanda più che lecita e, in effetti, ha una ragione ben precisa che ha a che fare con il sistema di misurazione del tempo balinese.

Galungan e calendario Pawukon

Il tempo a Bali è scandito in modo un po’ diverso dal resto del mondo. Oltre a utilizzare il tipico calendario Gregoriano, i balinesi usano anche altri 2 calendari:

  • il calendario Saka (conosciuto anche come calendario lunare)
  • il calendario Pawukon.
calendario saka balinese 2026

Dettaglio di una pagina del Saka Calendar, il calendario lunare balinese – foto di © Gaia Di Vita

I due calendari vengono consultati simultaneamente per scandire le numerose cerimonie che avvengono quotidianamente sull’isola, pur mantenendo funzioni diverse.

Infatti, celebrazioni come il Galungan e il Kuningan seguono il calendario Pawukon, mentre altre come il Nyepi, i Purnama (giorni di luna piena) e i Tilem (giorni di luna nuova) seguono il calendario Saka.

Festività del calendario Pawukon

Altre festività balinesi basate sul calendario Pawukon sono: il famoso Saraswati Day, i vari Odalan (anniversari del tempio) e i Tumpek (dei sabati speciali dedicati a una specifica creatura od oggetto).

Tornando al perché il Galungan e altre celebrazioni balinesi cadono ogni 210 giorni, il motivo sta proprio nella struttura del Pawukon stesso.

Questo complicato calendario è formato da 10 tipologie di settimane (chiamate “wuku”) che si ripetono più volte. La cosa davvero particolare però, è che ogni “wuku” può essere formato da 1 fino a 10 giorni. Risultato: il numero di giorni totali è sempre di 210.

E non è finita qui! Ogni settimana del calendario Pawukon ha un nome preciso e un’importanza diversa: i giorni “sacri” cadono solo in date precise all’interno di precise settimane (di solito nelle settimane di 5, 6 e 7 giorni).

Il Galungan, ad esempio, cade ogni anno in date del calendario Gregoriano diverse, ma sempre nelle stesse tipologie di settimane e di giorni del calendario Pawukon: nel Buda Kliwon Dungulan che è un mercoledì.

  • “Buda” è semplicemente il nome del mercoledì all’interno della settimana di sette giorni (Saptawara) — questo ciclo si ripete ogni 7 giorni per tutto l’anno di 210 giorni.
  • “Kliwon” è invece uno dei nomi della settimana di cinque giorni (Pancawara).
  • “Dungulan”, infine, è il nome dato a uno dei 30 blocchi di sette giorni in cui è suddiviso l’intero anno Pawukon — corrisponde esattamente all’11° di questi blocchi.

Le date del Galungan

Cosa abbiamo imparato fino adesso:

  • che la data del Galungan non è mai la stessa
  • che si ripete ogni 210 giorni (circa ogni 6 mesi)
  • che cade sempre di mercoledì (Buda).

Una volta compreso questo, ecco le date dei prossimi Galungan:

👉 Galungan 2026 | 17 giugno

👉 Galungan 2027 | 13 gennaio e 11 agosto

👉 Galungan 2028 | 8 marzo e 4 ottobre

Come avrai notato, nel 2026 si è tenuto una sola volta, e questo è un evento raro! Solitamente il Galungan cade sempre due volte l’anno.

Eventi principali del Galungan

Pochi sanno che il Galungan è molto più di un singolo giorno di festa. Oltre a essere uno degli eventi religiosi più importanti di Bali, è anche uno dei più lunghi.

A plasmare questa importante celebrazione induista balinese ci sono una serie di preparativi e rituali (scanditi sempre dal Pawukon) che, nel complesso, durano oltre un mese e coinvolgono tutti i membri della famiglia.

Se le donne e le ragazze si occupano di preparare tutto il necessario per le offerte come canang e banten, gli uomini si dedicano ad allestire i templi (Ngias pura) e a costruire i penjor, spesso aiutati da bambini e ragazzi.

donna balinese seduta in un giardino mentre costruisce dei canang sari tagliando foglie di palma

Foto 1 | Kadek mentre prepara dei canang sari con stupendi fiori colorati – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Dettaglio di un canang sari, il tipico cestino delle offerte che i balinesi usano ogni giorno davanti alle case e nei templi per omaggiare le divinità con fiori, riso e cibo – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | Sempre la mia amica Kadek mentre taglia delle foglie di palma per creare dei canang sari – foto di © Gaia Di Vita

Tumpek Uduh: il giorno delle piante

L’inizio del Galungan avviene 25 giorni prima della data ufficiale, durante il sabato del Tumpek Uduh (o Tumpek Wariga), giorno in cui i balinesi celebrano le piante e Hyang Sangkara, la divinità che le protegge.

I rituali e le preghiere in questa giornata sono dedicati in particolare agli alberi presenti nei giardini e cortili di casa. Oltre a decorare i tronchi con i sasat (decorazioni fatte con foglie di palma intagliate), per l’occasione viene preparato un dolce tipico chiamato Bubur sumsum, una sorta di budino a base di farina di riso, latte di cocco e foglie di pandano…l’ho adorato!

donna balinese mentre prega in un tempio a bali immerso nella natura

Kadek mentre porta delle offerte e prega in un piccolo tempio del suo giardino – foto di © Gaia Di Vita

Sugihan Jawa e Sugihan Bali: purificazione di Macro e Micro cosmo

Dopo il Tumpek Uduh arrivano due giornate gemelle dedicate alla pulizia spirituale, che si pronunciano entrambe “Sughiàn”: il Sugihan Jawa (giovedì, sei giorni prima del Galungan) e il Sugihan Bali (venerdì, cinque giorni prima).

Il Sugihan Jawa è dedicato alla purificazione del Macrocosmo (Buhana Agung): si puliscono templi, santuari familiari (paibon) e strumenti rituali, attraverso la cerimonia del Mererebu.

Il Sugihan Bali, il giorno dopo, purifica invece il Microcosmo (Bhuana Alit): qui l’attenzione si sposta sul corpo e sullo spirito delle persone, con bagni rituali e acqua sacra (tirtha).

Un sacerdote mentre benedice con acqua sacra (tirtha) delle persone a fine preghiera in un tempio – foto di © Gaia Di Vita

Penyekeban e Penyajaan: frutta, dolci e allestimento templi

Nei due giorni prima del Galungan, i preparativi entrano nel vivo.

Domenica è il giorno del Penyekeban: le banane, raccolte ancora acerbe, vengono chiuse in contenitori per farle maturare in tempo, perché la frutta (in particolare la banana, in balinese “biu”) è l’unico frutto obbligatorio, l’elemento centrale dei banten, le ceste ricche di offerte portate in equilibrio sulla testa delle donne balinesi.

Questo è anche il giorno del Ngias pura, l’allestimento dei templi con tessuti gialli e bianchi, i colori sacri per eccellenza.

Lunedì, con il Penyajaan, si passa ai preparativi materiali: si preparano o si acquistano i dolci delle grandi occasioni, come la jaja a base di riso glutinoso, e si fa scorta al mercato di tutto il necessario per penjor, canang e segehan: dai busung (foglie di palma fresche) ai jejaitan, le decorazioni intagliate in foglia di palma secca.

ragazza balinese mentre allestisce il tempio di famiglia con tessuti gialli e bianchi

Foto 1 | La mia amica Desya mentre allestisce il tempio della sua famiglia con stupende stoffe gialle e bianche la domenica del Ngias Pura – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Dei gebongan, le “torri” composte di frutta e altro cibo portate sulla testa dalle donne balinesi – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | Piatto con jaja, dolcetti tipici a base di riso e pandano (una pianta che da il colore verde) – foto di © Gaia Di Vita

Penampahan: penjor e sacrifici animali

La vigilia del Galungan è caratterizzata da un fermento generale. Oltre alle corse al mercato per finire tutti i preparativi, come offerte e penjor, questa giornata è tristemente famosa per il sacrificio di alcuni animali (di solito maiali), una tradizione che agli occhi di un occidentale può sembrare insensata (e insensibile), ma che agli occhi di un balinese induista, ha uno scopo ben preciso.

Questo infatti è il giorno in cui Sang Bhuta Amangkurat (lo spirito oscuro che domina il mondo materiale) discende sulla Terra per tentare i fedeli e annullare il Galungan. Per neutralizzare questa forza negativa, gli induisti compiono il rito del nampah (macellazione), simbolicamente rappresentato dal sacrificio di maiali (babi) o polli (ayam). Questo rituale ha anche un altro significato simbolico: uccidere tutti gli istinti animaleschi presenti nell’essere umano.

Nel pomeriggio del Penampahan, lungo le strade di città e villaggi, potrai vedere i balinesi intenti a installare i penjor davanti all’ingresso di casa, considerati un segno di gratitudine verso Bhatara Mahadewa (divinità che risiede nel Gunung Agung, la montagna sacra di Bali).

dettaglio di un penjor durante il galungan a bali

Un meraviglioso penjor decorato con foglie di palma installato davanti a una casa in un villaggio di Ubud. Colori e decorazioni seguono il gusto del proprietario – foto di © Gaia Di Vita

Bhatara Mahadewa

Il pantheon di divinità balinesi è diverso dall’induismo indiano classico. Al vertice assoluto c’è Ida Sang Hyang Widhi Wasa: il principio divino supremo, l’Uno, troppo assoluto per essere adorato direttamente. Quindi, si manifesta attraverso il Trimurti (trinità): Brahma (Creatore) – Wisnu (Protettore) – Siwa (Distruttore/Rigeneratore). Siwa per i balinesi è il più importante, è il grande dio e Mahadewa (Maha = grande, Dewa = dio) è semplicemente una delle manifestazioni di Siwa come Signore della montagna sacra.

Galungan: la vittoria del Dharma sull’Adharma

Arriviamo finalmente all’Hari Raya Galungan (il grande giorno).

Cosa succede?

Anzitutto i balinesi si alzano presto. Già verso le 7 di mattina iniziano a fare visita ai templi, sia quelli familiari (nei cortili di casa), sia quelli del proprio villaggio.

Per le strade è facile vedere donne e ragazze portare sulla testa i banten (ceste delle offerte) o, in generale, vedere molte persone vestite in abiti tradizionali far visita ai parenti. Di base è una giornata di gioia e gratitudine, dove si prega molto e (chi può) la trascorre in famiglia.

Ovviamente, dopo aver fatto il giro dei templi e pregato per ore: si mangia! Soprattutto piatti tipici come il lawar (una sorta di insalata con verdure e carne), il babi guling (maialino arrosto), i sate (spiedini), il tum (polpette di carne), la jaja (dolcetti a base di riso glutinoso), il tutto accompagnato dall’immancabile nasi (riso).

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Foto 1 | Interno di un tempio balinese di famiglia la mattina del Galungan, allestito con preziosi tessuti gialli – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Alcuni banten contenenti dei canang sari disposti all’interno di un tempio – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | Offerte e strumenti in foglia di palma fuori da una casa balinese, utilizzati per purificare un tempio – foto di © Gaia Di Vita

Chiusura di negozi e uffici

Il giorno del Galungan, i mercati tradizionali di frutta e verdura, diversi negozi, uffici e attività in generale, potrebbero essere chiusi (come gli uffici dell’Imigrasi per rinnovare il visto). Questo per dare la possibilità ai balinesi di recarsi ai templi e celebrare questa importante festività religiosa. Consiglio: non basatevi sugli orari di Google Maps perché molti non li aggiornano, controllate eventuali avvisi di chiusura straordinaria su Instagram, sui siti ufficiali o, meglio ancora, chiedete di persona.

Quasi dimenticavo! A differenza della maggior parte delle celebrazioni religiose balinesi che impongono un dress code basato sul bianco e il giallo, il giorno del Galungan è possibile usare i colori che si preferiscono. Proprio perché è un giorno caratterizzato da estrema gioia (si celebra la vittoria del Bene sul Male), è possibile sbizzarrirsi, combinando kebaya (camice da donna) e sarong (gonne) di qualsiasi colore, anzi: più sono accesi e vibranti, meglio è!

Con la mia amica Kadek vestite con abiti tradizionali balinesi prima di visitare i templi della sua famiglia il giorno del Galungan – foto di © Gaia Di Vita

Manis Galungan: il giorno delle pulizie

Il giorno subito dopo il Galungan è il Manis, una giornata più tranquilla dedicata alle pulizie: le offerte vengono rimosse dai templi e dagli altari familiari, riportando gli spazi sacri al loro stato ordinario dopo i giorni di preparativi e celebrazione.

Il cibo contenuto nei banten (riso, frutta, dolci, bevande, merendine) non viene buttato: viene raccolto, condiviso e consumato in famiglia, chiudendo così simbolicamente il giorno più importante del ciclo del Galungan con un momento conviviale.

donna balinese mentre mostra dei banten, cestini con le offerte religiose
decorazioni-tempio-famiglia-balinese-galungan
cesta con vecchie offerte durante il manis galungan a bali

Foto 1 | La mia amica Kadek mentre ci mostra alcuni dei banten ricolmi di cibo e altre offerte che ha realizzato per il Galungan – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Banten, gembongan e altre offerte all’interno di un tempio di famiglia durante il Galungan – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | Ciò che rimane di un banten dopo che le celebrazioni sono concluse; le decorazioni vengono cestinate, mentre il cibo viene condiviso con la propria famiglia – foto di © Gaia Di Vita

La danza dei piccoli Barong (Ngelawang)

Durante i 10 giorni che separano Galungan e Kuningan, per le strade di alcuni villaggi vi capiterà sicuramente di vedere gruppi di bambini e adolescenti sfilare per le strade con un costume o una maschera da Barong Bangkung e portandosi dietro una piccola orchestra gamelan.

Barong Bangkung

“Bangkung” in balinese significa maiale o scrofa, infatti questo Barong è una variante del Barong classico, una delle figure allegoriche balinesi più famose. Il significato è protettivo/purificatorio: il Barong infatti è considerato un simbolo benefico e di protezione, custode della comunità contro le minacce del male e degli spiriti maligni.

Si tratta del Ngelawang, una tradizione portata avanti dai giovani balinesi per mantenere vivo lo spirito di questo periodo così importante per la propria cultura.

È possibile avvistarli (e udirli) a partire dal pomeriggio fino a notte fonda. Normalmente si muovono nei quartieri più frequentati o dove si concentrano ristoranti e negozi, perché il loro obiettivo è anche quello di racimolare qualche offerta in modo da ripagare l’effort, i materiali usati per fabbricare il costume e l’orchestra.

Se volete scattare foto o fare video, potete farlo tranquillamente ma è buona norma dare loro sempre una piccola mancia. Se lo farete, come segno di gratitudine, danzeranno per qualche minuto con il Barong proprio davanti a voi!

Kuningan a Bali: l'ultimo giorno di festa

Arriviamo al Kuningan: il giorno di chiusura del Galungan. Cominciamo col dire che è un giorno molto impegnativo perché, a differenza del Galungan, tutti i rituali e le visite ai templi devono essere completati entro mezzogiorno, ma è anche il giorno che ho preferito! Oltre alle preghiere e alle offerte, durante il Kuningan si svolgono grandi processioni e preghiere collettive che riuniscono tutta la gente del villaggio.

Donne balinesi vestite con abiti tradizionali, sedute all’interno di un tempio del loro villaggio mentre aspettano di pregare durante la cerimonia finale del Kuningan – foto di © Gaia Di Vita

Cos’è il Kuningan e quando si festeggia

Come anticipato, il Kuningan è la cerimonia di chiusura di tutto il periodo di festività che abbiamo imparato a conoscere col nome di Galungan. Si svolge sempre 10 giorni dopo e gli obiettivi principali sono:

  • congedare gli spiriti degli antenati e le divinità che, secondo la tradizione, allo zenit (mezzogiorno) fanno ritorno nel proprio “mondo”
  • riaffermare il proprio impegno verso il Dharma (la rettitudine) e il proprio equilibrio interiore.

Ecco le date dei prossimi Kuningan:

👉 Galungan 2026 | 27 giugno

👉 Galungan 2027 | 23 gennaio e 21 agosto

👉 Galungan 2028 | 18 marzo e 14 ottobre.

Come si festeggia il Kuningan

Come prima cosa i balinesi fanno visita ai templi di famiglia, e alcune famiglie ne hanno anche 3 o 4. Ogni tempio richiede un rituale specifico che comprende: purificazione (del tempio stesso, ma anche dei santuari e dei cortili), offerte, preghiere. Per esperienza personale, ogni singolo rituale richiede almeno 15/20 minuti, ma la tempistica è abbastanza soggettiva.

Una volta “completati” i templi di famiglia, si ripete un rituale molto simile nei templi del villaggio e della propria attività (negozio o ristorante ad esempio).

Anche qui: il numero dei templi e le tempistiche variano. Il mio Kuningan si è svolto nell’arco di circa 4 ore dove, insieme alla mia amica Kadek, abbiamo portato offerte e pregato, in 7 templi diversi!

tempio balinese di famiglia allestito con tessuti gialli e bianchi e ombrelli tedung durante il Kuningan
offerte-tipiche-kuningan-bali
donna balinese vestita con abiti tradizionali seduta in preghiera all'interno di un tempio

Foto 1 | Interno di un tempio di famiglia balinese durante il Galungan, allestito con stoffe gialle e bianche, colori sacri e presenti in tutte le cerimonie religiose – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Tamiang (decorazione circolare), è una tipica decorazione in foglia di palma intrecciate utilizzata durante il Kuningan. La sua forma ricorda uno scudo e simboleggia protezione contro le forze negative – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | La mia amica Kadek vestita con abiti tradizionali e seduta in preghiera all’interno del tempio della sua famiglia durante in Galungan – foto di © Gaia Di Vita

Nasi kuning: il riso giallo

Se avete un po’ di familiarità con il Bahasa Indonesia, la parola “Kuningan” vi avrà sicuramente ricordato la parola “kuning” (giallo). Nella cultura induista balinese, ma anche in altre culture del Sudest asiatico, il colore giallo è simbolo di gratitudine, purezza e prosperità.

Infatti, è proprio durante festività “gialle” come Kuningan e Melasti ad esempio, che viene preparato uno dei piatti balinesi più famosi: il nasi kuning, ovvero, il riso giallo.

Attenzione: il nasi kuning NON c’entra nulla con il risotto allo zafferano. È un riso al cocco aromatizzato con la curcuma.

Ma prima di essere portato in tavola e condiviso con la propria famiglia, il nasi kuning viene inserito nei banten (offerte religiose), o posato direttamente sugli altari, spesso modellato a forma di cono (tumpeng).

La mia amica Kadek mentre prepara la base dei banten con riso a forma di cono e iban, minuscoli cestini in foglie di palma – foto di © Gaia Di Vita

Cerimonia finale del Kuningan e grande processione

Il mio momento preferito di tutto il Kuningan è stato sicuramente la grande processione serale. Verso l’ora del tramonto (5/6 del pomeriggio) i balinesi escono per le strade indossando i propri abiti tradizionali e danno vita a una grande processione che tocca i principali banjar e templi del proprio villaggio.

Durante questa processione sfilano anche figure allegoriche balinesi come il Barong e Rangda, rispettivamente simboli di bene e male, oltre alle bellissime ragazze che portano in testa i banten.

Il fulcro di questa processione è pregare tutti insieme. Lo spettacolo che vi troverete davanti è meraviglioso: vedrete una distesa di colori, fra vestiti, fiori e decorazioni e maschere, è un’esperienza unica. Potete evitare di celebrare il Kuningan la mattina se non vi va (o se non avete modo), ma cercate di non mancare a questo evento finale!

L’atmosfera durante questa grande cerimonia è molto gioiosa e rilassata, i “doveri” principali sono stati portati a termine la mattina, adesso i balinesi possono rallentare e godersi il tramonto con i propri amici.

interno di un tempio balinese con persone sedute in preghiera e sullo sfondo barong e rangda
barong balinese figura mitologica tradizionale simbolo positivo di protezione

Foto 1 | Sacerdote mentre benedice con acqua sacra (tirtha) delle persone a fine preghiera all’interno di un tempio di Ubud durante il Kuningan; sullo sfondo maschere raffiguranti Rangda e Barong – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Dettaglio delle acconciature di donne balinesi in preghiera in un tempio di Ubud con fiori colorati fra i capelli tipicamente usati durante le cerimonie religiose – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | Un Barong all’interno di un tempio del villaggio; accanto a lui diversi tedung (ombrelli sacri) bianchi, neri e rossi, colori tipici delle 3 maggiori divinità balinesi – foto di © Gaia Di Vita

Penjor: le decorazioni tipiche del Galungan

Galungan e Kuningan sono accompagnati da decorazioni specifiche che durante tutto l’arco delle celebrazioni colorano strade, case, templi e villaggi.

Chi è stato a Bali sa che i balinesi non badano a spese in fatto di decorazioni. Per loro abbellire i templi e le aree sacre è parte fondamentale di ogni rituale, e a volte impiegano settimane per realizzare a mano decine o centinaia di splendide decorazioni e offerte che sono destinate a svanire.

Decorazioni dei penjor: i grandi pali in bambù

La prima cosa che viene in mente quando si pensa al Galungan sono sicuramente i penjor. Si tratta di grandi pali in bambù ricurvi, che vengono rivestiti con decorazioni in foglie di palma ed esposti all’ingresso di case, templi, negozi e uffici pubblici.

I penjor vengono realizzati qualche giorno prima del Galungan e sono tipici di questa festività, difficilmente li troverete in altri momenti. La loro realizzazione richiede da poche ore a qualche giorno, e dipende dalla dimensione e dalla complessità del penjor. Ognuno può costruire il penjor come preferisce, tenendo però a mente che devono esserci 3 elementi base:

  • un tiing, il grande palo in bambù usato come scheletro
  • un sanggah cucuk, piccolo altare triangolare intrecciato di bambù, posizionato circa a metà
  • un sampian, la decorazione che pende all’estremità, dedicata alla divinità suprema.

Di solito sono gli uomini a occuparsi di realizzare i penjor. Le donne invece si dedicano a realizzare le offerte da portare ai templi (cananag e banten).

ragazzo balinese mentre costruisce un penjor con foglie di palma verdi durante il Galungan

Foto 1 | Il mio amico Epa, un’artista e artigiano balinese mentre costruisce un penjor in maniera tradizionale utilizzando foglie di palma giovani – foto di © Gaia Di Vita

Foto 2 | Dettaglio di chicchi di riso secchi legati attorno a un penjor in costruzione – foto di © Gaia Di Vita

Foto 3 | Un enorme penjor fuori da una casa di Ubud (Bali) decorato con foglie di palma e altri elementi decorativi che seguono il gusto del proprietario – foto di © Gaia Di Vita

Per il resto devi immaginare il penjor come una sorta di albero di Natale: ognuno può realizzarlo della dimensione che preferisce, e decorarlo con i materiali e i colori che preferisce.

Significato dei penjor

Il penjor non è solo una decorazione bella da vedere, ma porta con se diversi significati simbolici. Tra quelli più diffusi ci sono:

🙏 Gratitudine verso la Natura

il penjor è prima di tutto un ringraziamento fisico e concreto per l’abbondanza della natura: le decorazioni naturali appese lungo il palo (riso, foglie di palma, frutta, ecc) sono i prodotti della terra, offerti in segno di riconoscenza

⛰️ Monte Agung

il palo ricurvo potrebbe rappresentare il Gunung Agung, la montagna più sacra di Bali, considerata dimora degli dèi. In questa interpretazione il penjor diventa una sorta di ponte verticale tra il piano umano e quello divino

🐉 Drago Naga Basuki

secondo alcuni scritti balinesi, l’intero penjor rappresenta fisicamente il corpo del drago Naga Basuki, che dimora nel Monte Agung a protezione dell’equilibrio cosmico dell’isola.

strada di un villaggio a ubud con penjor durante il Galungan

Ragazze balinesi che camminano per la strada di un villaggio di Ubud con penjor tradizionali davanti alle case – foto di © Gaia Di Vita

Domande frequenti sul Galungan e Kuningan

Il Galungan dura un solo giorno?

No. Il giorno del Galungan vero e proprio (Buda Kliwon Dungulan) è solo il culmine di un ciclo che inizia 25 giorni prima, con il Tumpek Uduh, e si chiude 10 giorni dopo con il Kuningan. Considerando tutti i preparativi, l’intero periodo dura oltre un mese.

I negozi sono chiusi durante il Galungan?

Molti mercati, negozi e uffici pubblici, compresi gli uffici dell’Immigrazione per rinnovare il visto, possono restare chiusi il giorno del Galungan, per permettere ai balinesi di recarsi nei templi. Gli orari su Google Maps spesso non sono aggiornati: meglio controllare sui social ufficiali o chiedere direttamente in loco.

Posso entrare nei templi balinesi se sono turista?

Sì. I turisti a Bali sono generalmente benvenuti sia per osservare sia per pregare, a patto di indossare l’abbigliamento tradizionale richiesto per entrare nei templi, evitare foto e video durante i momenti di preghiera e non entrare nei templi durante il ciclo mestruale.

Galungan e Kuningan: date 2027

Nel 2027 il Galungan cadrà due volte, mercoledì 13 gennaio e mercoledì 11 agosto; il Kuningan seguirà, come sempre, 10 giorni dopo ciascuna data.

Quante volte l'anno si festeggia Galungan e Kuningan?

Seguendo il calendario Pawukon di 210 giorni, Galungan e Kuningan ricorrono in media due volte l’anno. Il 2026, con una sola celebrazione, è un’eccezione rara.

Galungan e Kuningan: qual è la differenza?

Il Galungan è il giorno che celebra la vittoria del Dharma (Bene) sull’Adharma (Male) ed è il cuore dell’intero ciclo festivo. Il Kuningan, 10 giorni dopo, è invece il giorno conclusivo, dedicato a congedare gli spiriti degli antenati e a riaffermare il proprio equilibrio interiore.

Selamat Hari Raya Galungan dan Kuningan!

Gaia

🖋️ Autore

Gaia Di Vita

Studio il colore da una vita ma oggi ho la fortuna di farlo intorno al mondo. Laureata in decorazione, ho lavorato per anni come visual merchandiser in una multinazionale del fast fashion. Nel 2021 mi specializzo in color analysis e inizio a viaggiare zaino in spalla in Sud America documentando usi, costumi, tradizioni e popoli lontani.

🗓️ Ultimo aggiornamento

12 settembre 2026

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Gaia Di Vita

Studio il colore da una vita ma oggi ho la fortuna di farlo intorno al mondo. Laureata in decorazione, ho lavorato per anni come visual merchandiser in una multinazionale del fast fashion. Nel 2021 mi specializzo in color analysis e inizio a viaggiare zaino in spalla in Sud America documentando usi, costumi, tradizioni e popoli lontani.
Studio il colore da una vita ma oggi ho la fortuna di farlo intorno al mondo. Laureata in decorazione, ho lavorato per anni come visual merchandiser in una multinazionale del fast fashion. Nel 2021 mi specializzo in color analysis e inizio a viaggiare zaino in spalla in Sud America documentando usi, costumi, tradizioni e popoli lontani.

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