Tutto è iniziato in una stanzetta sul Mar dei Caraibi.
Stavo impacchettando per l’ennesima volta lo zaino senza avere ancora ben chiara la prossima destinazione. Sapevo che volevo dirigermi verso il centro della Colombia e (giuro) in quel preciso momento, ho fatto l’incontro che mi ha portata a scoprire ciò che ti racconterò oggi.
A volte è come se l’Universo percepisse le mie incertezze e mettesse di proposito sul mio cammino delle guide, perché altrimenti non mi spiego come sia possibile fare certi incontri. Mentre stavo ripiegando i vestiti sul letto del dormitorio, mi imbatto in Diana e sua madre Stellita, due dolcissime signore colombiane che si erano riunite dopo 4 anni (Diana adesso vive in Australia).
Iniziamo a chiaccherare e spiego loro del mio progetto e delle mie ricerche sul colore quando mi dicono:
“Gaia devi assolutamente andare a Curití!”
E Curití sia! La sera stessa salgo a bordo di un bus notturno che in 10 ore mi lascia a Bucaramanga (capoluogo del dipartimento di Santander) dove prendo una navetta che in altre 3 ore mi lascia a San Gil.
Perché San Gil? Perché qui ad attendermi c’era Stellita, che nel frattempo aveva fatto ritorno in aereo e mi aveva offerto ospitalità nella sua casa che si trovava a soli 20 minuti dalla mia nuova avventura chiamata: fique (che si pronuncia “fiche”).
📝 Indice
Curití: il Villaggio dei Tessitori
Come dicevo all’inizio, Curití è un piccolo paesino ubicato nel dipartimento di Santader, definito da molti come il dipartimento più bello del paese. Non molto distante da qui infatti si trova anche la famosa Barichara ribattezzata “el pueblo más lindo de Colombia” per le sue graziose case in stile coloniale e le vie in ciottolato. Un altro paesino poco distante e altrettanto famoso è San Gil (dove mi trovo adesso) località perfetta per gli amanti degli sport estremi come rafting, bunjee jumping, parapendio e zip line.
Curití, sebbene come vedremo fra poco, custodisca qualcosa di molto più speciale e unico, non è sulle rotte turistiche: proprio come piace alla sottoscritta!
A questo punto ti starai chiedendo perché Curití ha attirato a tal punto la mia attenzione, tanto da farmi intraprendere 13 ore di viaggio.
Foto 1 | Il signor Augusto, tessitore di Curitì, mentre costruisce una sedia in fibra di fique nel suo laboratorio - foto di © Gaia Di Vita
Foto 2 | Gomitolo in fibra di fique naturale - foto di © Gaia Di Vita
Cosa significa Curití?
Devi sapere che in guane, un antico dialetto parlato in queste zone, Curití significa “paese dei tessitori” e fin qui nulla di speciale anzi, devo ammettere che la stra grande maggioranza dell’artigianato che ho avuto modo di scoprire durante il mio viaggio in Sud America, è incentrato sul tessile.
Curití però è diverso, qui si trova un tipo di artigianato unico nel suo genere perché basato su una fibra speciale e innovativa chiamata: fique.
🔎 Come arrivare a Curití
Il mio consiglio è quello di fare base a San Gil e dal suo Terminalito Provincial (da non confondere con il Terminal de Transportes) prendere una buseta per Curití (non ti puoi sbagliare, c’è una bella insegna scritta sopra). I bus partono tutti i giorni all’incirca dalle 7 di mattina fino alle 6.30 di sera, ogni 20 minuti. Per arrivare a destinazione ci vorranno circa 25 minuti e, mi raccomando, chiedi all’autista di farti scendere alla piazza principale del paese. Il prezzo del biglietto vale 3.800 COP (0,80 €) e si acquista direttamente sul bus.
Cos’è il Fique?
Fique è uno dei nomi comuni con cui è chiamata la Furcraea, un genere di pianta succulenta nativa del centro e sud America.
Spesso viene confusa con l’agave che, seppur molto simile e appartenente alla stessa famiglia, è tutt’altra pianta e viene utilizzata per scopi principalmente alimentari (ad esempio, è la materia prima della tequila e del mezcal).
Il fique cresce ad altitudini comprese fra gli 800 e i 3000 m, per questo la maggior concentrazione delle sue coltivazioni si trovano lungo la zona andina colombiana, nei dipartimenti di:
Cauca, Nariño, Antioquia, Boyacá e Santander.
La pianta del fique è riconoscibile anche da lontano per via dei suoi fiori, situati in cima e sostenuti da un lungo e spesso fusto che può raggiungere anche i 5 metri di altezza.
La fibra però viene estratta dalle foglie, verdi e dure al tatto (chiamate pencas), lunghe dai 50 cm fino ai 2 m che, a seconda della varietà, possono avere bordi lisci o dentellati.
Una pianta di fique (Furcraea macrophylla) sulle colline di Villa de Leyva (Boyacá, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Piante di Fique
Le 3 specie di fique che si coltivano in Colombia sono:
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F. cabuya (detto “fique ceniza”)
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F. castilla (detto “fique bordo de oro”)
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F. macrophylla (detto “fique uña de aguila”)
Come mi spiega Augusto, fiqueros di Curití:
Il fique impiega ben 3 anni per raggiungere la grandezza giusta per poter essere lavorato. In più, non viene raccolto tutto l’anno ma, solo in determinati periodi.
Augusto
Il fique è una pianta molto semplice da coltivare, richiede davvero poche cure e sopporta bene le alte temperature. L’unica cosa che teme è la cocciniglia, un parassita comune a molte piante, che va ghiotto della linfa contenuta delle sue foglie.
Foto 1 | Pianta di fique (F. macrophylla) detta “uña de aguila” (Curití, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Foto 2 | In primo piano delle foglie di F. cabuya e sullo sfondo la fibra ottenuta da esse (Curití, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Foto 3 | Sezione di una foglia di fique in cui si può vedere la fibra contenuta all'interno (Curití, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Coltivare Fique: un investimento per il futuro?
Anche se è una pianta dalla maturazione lenta, che richiede i suoi tempi, coltivarla ne vale tutta la pena.
Anzitutto, l’essere fibrosa e ricca di liquidi la rende piro-resistente (ovvero, resistente al fuoco) proprietà estremamente vantaggiosa in zone caldissime e a rischio incendi come il Sud America.
Oltre a questo, aiuta a contrastare l’erosione dei terreni e, come se non bastasse, è completamente lavorabile.
Infatti, come mi spiega Augusto, del fique non si butta via niente. Anche la parte di scarto (il bagazo) può essere riutilizzata, ad esempio per fabbricare tappeti.
Ultimamente alcune aziende giapponesi si sono interessate al bagazo, tanto da comprare delle coltivazioni solamente per mettere le mani su questa parte di scarto. Delle foglie, da cui si ricava la fibra, sembra non importargli nulla e le rivendono a prezzi stracciati.
Augusto
Coltivare fique, soprattutto in un’epoca in cui si va sempre più alla ricerca di alternative ecosostenibili e a basso costo, è sicuramente un investimento:
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aiuta l’economia locale (campesini, tessitori, cooperative)
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aiuta l’espansione dell’industria sostenibile
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può essere impiegata in diversi settori
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è completamente lavorabile (non si butta via nulla!)
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aiuta l’ambiente circostante
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preserva un’antica tradizione.
Un'enorme pianta di fique sulle colline di Villa de Leyva (Boyacá, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Ecofibras Curiti: l'Azienda che ha salvato il Fique
Grazie a Stellita e Delia (una sua cara amica che si è offerta di aiutarmi) ho scoperto che a Curití esiste la più grande azienda tessile di fique del dipartimento: Ecofibras LTDA.
Si tratta di un’impresa cooperativa agro-industriale nata nel 1995 a seguito di una forte crisi economica che affettò questa regione, nota come “la crisi della plastica”.
Anteriormente Curití basava la sua economia sulla produzione di sacchi in fique (costales) per imballare prodotti agricoli come patate, yucca, ecc. Verso la fine degli anni ‘80 subentrò la plastica, molto più economica, che rimpiazzò rapidamente gli imballaggi fatti a mano in fibra naturale, riducendo così sul lastrico questa piccola comunità santanderiana.
Una buona fetta di persone a questo punto optò per la via più semplice: cambiare totalmente direzione. Molti campesinos abbandonarono la coltivazione di fique per dare spazio a quella più remunerativa del caffè, del platano, dei fagioli e altri prodotti più facili da commerciare.
Alcune famiglie però, decisero di non abbandonare il fique ma, semplicemente di sfruttarlo in maniera diversa da com’era sempre stato fatto. Si riunirono in una cooperativa e chiamarono esperti di vari settori: disegnatori, chimici, ecc. per iniziare a sperimentare nuovi colori, nuovi intrecci, nuove combinazioni e nuovi prodotti: tovagliette da colazione (chiamate individuales) borse e tappeti, furono l’inizio di una lunga serie di successi.
Nell’arco di questi 27 anni la cooperativa è cresciuta moltissimo, arrivando a esportare il fique in altri continenti ma, ciò che più fa onore a questo gruppo di persone è il fatto di essere rimaste fedeli ai propri valori, alla propria comunità, alla propria tradizione, decidendo di trasformare ciò che avevano, invece di abbandonarlo.
Se sei curioso di scoprire di persona questa strepitosa cooperativa, sappi che Ecofibras offre la possibilità di fare un tour del suo stabilimento, dove una guida ti mostrerà tutto il processo di lavorazione e dove naturalmente potrai anche acquistare i loro prodotti (costo dell’ingresso 6.000 COP = 1,20€).
Foto 1 | I bellissimi rocchetti di fique colorati allo stabilimento di Ecodibras di Curití (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Foto 2 | Catalogo di fique dell'azienda Ecofibras di Curití (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Processo di lavorazione del Fique
Un altro fattore che rende i prodotti in fique unici e meravigliosi è che l’intero processo di lavorazione è tutt’ora realizzato a mano.
Una volta che le foglie del fique hanno raggiunto la dimensione giusta, i campesinos si occupano di tagliarle ed estrarre la fibra.
Desfibrado (sfibratura)
Come prima cosa, le foglie (pencas) vengono inserite una ad una in una macchina apposita che le sfibra, ovvero, toglie lo strato superficiale e la linfa (savia), lasciando solamente la parte fibrosa.
Matasse di fibra di fique pronte per essere lavate presso lo stabilimento Ecofibras di Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Lavado (lavaggio)
A questo punto le fibre vengono raccolte in matasse (madejas) e lasciate macerare in grandi vasche con acqua e sapone per circa 12/15 ore, in modo da togliere tutti i residui verdi di linfa. Dopodiché vengono risciacquate bene con acqua pura finché diventano bianche, stese e lasciate asciugare naturalmente.
Lavaggio di matasse di fique presso lo stabilimento Ecofibras a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Tinturado (tintura)
Il fique naturale può avere diversi colori che variano dal bianco avorio, al beige, al tortora fino al color nocciola e spesso viene utilizzato grezzo, senza subire ulteriori trattamenti (personalmente credo che anche così abbia il suo fascino).
Colorarlo implica un ulteriore step in cui le matasse vengono immerse in grossi recipienti pieni d’acqua adagiati su stufe a gas (oppure a legna, se si vogliono ridurre i costi) ai quali vengono aggiunti pigmento e fissativo.
Durante la mia visita a Ecofibras mi spiegano che nel loro stabilimento vengono utilizzati pigmenti privi di piombo, per evitare il più possibile di contaminare l’ambiente. Le matasse vengono lasciate bollire a fuoco lento e mescolate di tanto in tanto, per circa 3/4 ore, in modo tale che il colore penetri bene nelle fibre.
Matasse di fique in ebollizione durante il processo di tintura presso lo stabilimento Ecofibras a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Secado (asciugatura)
Successivamente vengono risciacquate e lasciate nuovamente asciugare all’aria, proprio come dei panni, stesi su degli enormi stendini fatti di legno e corde (come facevano le nostre nonne). L’asciugatura richiede un giorno intero se c’è il sole e fino a 5 giorni se è nuvoloso ma, come mi spiega Augusto:
L’asciugatura può incidere sul colore finale: se si vogliono ottenere colori più intensi, si fa asciugare all’ombra, se si vogliono ottenere colori più delicati, si fa asciugare in pieno sole.
Augusto
Fibre di fique stese ad asciugare sulla terrazza dello stabilimento di Ecofibras a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Escarmenado (pettinatura)
Una volta asciugate somigliano moltissimo a una matassa di capelli, o meglio, a crine di cavallo e proprio come si fa con quest’ultimo: si pettina! Per pettinare (cardar) il fique non si utilizzano spazzole ma, uno strumento molto più rustico formato da un piedistallo con in cima dei grossi spuntoni metallici.
Per ammorbidire le fibre e facilitare questo procedimento, sulle matasse viene applicato un prodotto grasso (di solito un grasso vegetale). Il materiale di scarto che si ottiene da questa pettinatura viene chiamato mota e viene utilizzata per fabbricare i tappeti dal finish più rustico. Augusto mi racconta che non è sempre stato così.
Anteriormente questo materiale era snobbato da noi fiqueros che, considerandolo inutile, lo gettavamo via. Grazie all’intervento del SENA (Servicio Nacional de Aprendizaje) l’ente pubblico colombiano che si occupa di formare professionalmente i cittadini, scoprimmo che stavamo sprecando più del 40% del prodotto!
Augusto
"Pettinatura" di matasse di fique presso lo stabilimento Ecofibras a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Hilado (filatura)
Prima di poter iniziare a tessere è necessario passare le fibre al tornio, così da unirle fra loro e creare i rocchetti (rollos). Si calibra lo spessore ed eventualmente si può scegliere anche se combinare insieme diversi colori. Questo processo, che viene effettuato tutt’ora a mano, è un punto chiave per la realizzazione di prodotti di durevoli e di qualità. Sempre Augusto mi spiega che la resistenza del filo non dipende dallo spessore ma, da quanto saldamente le fibre vengono torte.
Filatura di un rocchetto di fique naturale presso lo stabilimento Ecofibras a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Tessitura del Fique
Il telaio viene impiegato per oggetti di grandi dimensioni e che richiedono trame più complesse, come i tappeti. Inoltre, in base alla complessità della trama e alla grandezza del prodotto, si utilizzano telai diversi:
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il telaio a 2 pedali, per tappeti più piccoli e con trame più semplici;
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il telaio a 4 pedali, per tappeti più grandi e con trame più sofisticate (in questo caso spesso si mescola il filo di fique con quello di cotone).
Questo metodo invece è il più gettonato dalle grandi aziende come Ecofibras, che durante la visita mi ha gentilmente mostrato vari tessitori all’opera sui loro telai a pedali.
Sopra: telai per tessere il fique presso lo stabilimento Ecofibras a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Sotto: primo piano di fique al telaio presso lo stabilimento Ecofibras a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Prodotti in Fique
Esistono vari metodi per tessere il fique: a mano libera o tramite l’uso del telaio a pedali. La maggior parte dei prodotti viene fabbricata a mano libera e senza disegni preparatori:
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tovagliette (individuales)
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borse (mochilas)
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sacchi (costales)
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ceste (contenedores)
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portamonete (monederos)
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sandali (cotizas)
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bambole (muñecas)
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cappelli (sombreros)
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tavoli e sedie (mesas y sillas)
Questo, ad esempio, è il metodo preferito dai piccoli artigiani come Augusto, che ho avuto il piacere di assistere e intervistare mentre realizzava un set di coloratissime sedie.
Attualmente il mercato offre circa 35 diverse tipologie di prodotti che si possono creare partendo dal fique e sono tutti personalizzabili e commissionabili. Il prezzo non cambia, la qualità è ottima con l’ulteriore vantaggio di poter avere (o regalare) qualcosa di unico e originale.
Alcune creazioni 100% in fique nella bottega di Augusto a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
I Benefici del Fique
1. È economico.
So che per tutto l’articolo avrai pensato: “sì ma quanto costa tutto questo ben di Dio?”
Pochissimo. E per quantificare il mio “pochissimo”, eccoti alcuni dei meravigliosi pezzi che ho acquistato:
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shopping bag = 22.000 COP (4,40€)
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borsa a tracolla e sandali = 20.000 COP (3,80€) cad
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portaoggetti = 12.000 COP (2,40€)
2. Non inquina. I prodotti in fique sono completamente ecologici e biodegradabili.
3. Aiuta l’ambiente circostante. Le sue piantagioni riducono il rischio d’incendi e frenano l’erosione del terreno.
4. È anti-spreco. Ogni sua parte può essere utilizzata per produrre qualcosa. Recentemente si sta impiegando anche per produrre saponi ed…energia!
5. Aiuta l’economia del paese. La sua produzione porta lavoro a tantissime famiglie locali, umili, oneste, con conoscenze pregresse di questa materia prima dal valore inestimabile. Aiutare l’economia e la qualità della vita delle persone dei paesi che ho l’opportunità di esplorare, è la prima cosa e l’obbiettivo dei miei articoli è proprio questo: favorire un tipo di turismo autentico, attento e sostenibile.
Durante l'intervista con Augusto nella sua meravigliosa bottega María Canela Artesanías di Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Perché acquistare il Fique
Scegliere di acquistare prodotti in fique, significa:
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scegliere di mantenere viva un’antica tradizione (ogni paese e ogni gruppo etnico possiede i propri segreti che rischiano di andare perduti per sempre)
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scegliere di aiutare il pianeta (acquistiamo prodotti che riducono al minimo l’impatto ambientale durante l’intero processo di fabbricazione)
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scegliere d’incrementare un tipo d’industria sostenibile (ad esempio, cercando di mandare in pensione la plastica)
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scegliere di aiutare l’economia locale (Augusto, Ecofibras e tutti i fantastici fiqueroscolombiani)
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scegliere di investire in prodotti di qualità (una busta in fique è molto più resistente e durevole di una in plastica)
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scegliere di risparmiare (per pagarti altri viaggi)
Acquistando e diffondendo questo tipo di prodotti, vinciamo tutti: gli artigiani, il pianeta e noi stessi.
Festival del Fique di Curití
Pensavi che fosse finita qui?
E invece no! Io e il fique abbiamo ancora qualcosa in serbo per te.
Ad esempio, un buon momento per vedere con i tuoi occhi il suo intero processo di fabbricazione, è la prima settimana di Gennaio, durante il Festival de la Artesanía, la Cultura y el Turismo che si celebra proprio a Curití. Durante questo evento, campesinos e fiqueros di tutto il dipartimento di Santander si riuniscono nella piazza principale per mostrare le loro abilità e condividere il loro sapere su questa pianta strepitosa.
Fique per la micro-circolazione
Come ultima chicca ti voglio lasciare una curiosità davvero interessante che mi ha svelato il mitico Augusto.
Il fique può essere usato anche come rimedio per chi ha problemi di micro-circolazione.
Augusto
Ricordi la mota?
Quel materiale di scarto che un tempo veniva inconsciamente ritenuto inutile e che ora viene utilizzato per fabbricare tappeti? L’attrito che produce questo materiale rustico e fibroso sulla nostra pelle, aiuterebbe chi ha problemi di reumatismi. Augusto mi confessa che anni fa era scettico a riguardo ma, dopo averlo provato (letteralmente) sulla sua pelle, si è dovuto ricredere.
Un tappeto in "mota" di fique nella bottega di Augusto a Curitì (Santander, Colombia) - foto di © Gaia Di Vita
Come sempre, se questo articolo è stato possibile lo devo all’aiuto ricevuto da persone di cuore che, senza conoscermi mi hanno dedicato il loro tempo, condiviso le loro conoscenze, offerto affetto e ospitalità.
Grazie di cuore a Stellita, Delia, Augusto e tutto il team di Ecofibras LTDA.
Gaia


