Due anni fa a quest’ora stavo compilando la mia check list delle cose da fare prima di partire alla volta del mio primo viaggio da sola.
All’epoca non sapevo nulla in fatto di viaggi così iniziai a cercare consigli da chi aveva più esperienza di me.
Non provenendo da una famiglia di viaggiatori e avendo fatto il mio primo passaporto a 28 anni (2 mesi prima di partire) cercai le informazioni guardando video su YouTube e leggendo blog di viaggiatori solitari che mi potessero ispirare, incoraggiare e dare buoni consigli.
Il problema però, fu che per quanto mi diedero molti spunti interessanti, nessuno di loro mi aveva preparata a certe cose. I consigli erano per la maggior parte “tecnici”: quale zaino scegliere, che carta di credito fare, dove alloggiare, ecc. (utilissimi sia chiaro!), ma ehi siamo esseri umani, fatti di sentimenti e quando ti trovi dall’altra parte del mondo da sola, che tu lo voglia o no, da sola dovrai anche imparare a gestire problemi ed emozioni.
Oggi quindi vorrei raccontarti quali sono state le reali difficoltà che mi sono trovata ad affrontare durante questi due anni di viaggio in solitaria e come ho fatto a superarle.
Ricordati una cosa fondamentale però: viaggiare da soli è un’esperienza profondamente personale fatta da ciò che siamo e ciò che ci accade.
Ognuno di noi risponde agli stimoli esterni in maniera diversa, ha necessità diverse, gusti diversi, obiettivi diversi e un carattere diverso.
Ho deciso di raccontarti la mia esperienza sperando possa esserti d’ispirazione e anche un po’ di conforto nelle giornate no.
📝 Indice
1. Viaggiare da soli NON significa stare da soli
Soprattutto se viaggi per ostelli, avrai moltissime occasioni fare amicizia. Di viaggiatori e viaggiatrici solitarie è pieno il mondo e se vorrai potrai facilmente trovare qualcuno con cui percorrere un pezzo di strada ma, è inevitabile che in qualche occasione ti ritroverai a fare i conti con la solitudine.
Ho incontrato viaggiatori che adorano pranzare da soli e, ammetto che io stessa adoro fare cose da sola, ma non avere nessuno accanto quando inizia a pioverti m***a dal cielo o quando ti becchi la febbre o un bel virus intestinale lì, come direbbe un’amica: “devi tirare fuori las bolitas mexicanas“.
Quello che ti suggerisco di fare in questi momenti è prima di tutto cercare di usare un linguaggio pro-attivo.
Inizia ad esempio cambiando la parola “problema” con “opportunità”, questo cambierà la tua prospettiva e sposterà il tuo focus sulla soluzione. È quella magica cosa chiamata problem solving e nessuno ci nasce, si impara, anzi, si allena.
Con un gruppo di fantastiche donne conosciute poco tempo prima in ostello
2. Crea una routine e proteggila
Quando ho iniziato a viaggiare avevo una voglia matta esplorare, mi spostavo molto rapidamente da un posto all’altro ma, quello che non avevo tenuto in conto è che così facendo stavo perdendo le mie abitudini.
Inizialmente mi svegliavo alle 5 del mattino, andavo a correre sulla spiaggia e alle 7.30 ero già operativa al pc.
Tuttavia, a furia di spostarmi, fare lunghi tragitti in autobus, cambiare alloggio, compagni di stanza, Paese, ecc. ho finito per perdere di vista quelle sane abitudini che mi permettevano di bilanciare le mie giornate fra lavoro e svago.
Non rispettare le tue abitudini per un giorno, due o tre, non è una tragedia ma, a lungo andare potrebbe significare perdere te stessa e lo scopo del tuo viaggio (a me è successo più di una volta).
Se c’è una lezione importante che ho imparato è che viaggiare ed essere in vacanza sono due cose diverse, molto diverse.
Quando sei in vacanza puoi (anzi, secondo me, devi) prenderti il lusso di non puntare la sveglia e seguire il cosìddetto flow della giornata, quando stai viaggiando per motivi di business la sveglia devi puntarla eccome!
Svegliarsi sempre alla stessa ora e andare a correre è uno dei tanti esempi di abitudini, ogni viaggiatore ha le proprie che gli permettono di non perdersi.
Avevo un amico che in ostello si svegliava prima di tutti per meditare e fare yoga, un’altro che ogni mattina faceva 2 ore di stretching, altre amiche andavano a correre, un’altra aveva appuntamento fisso in spiaggia per nuotare con una tartaruga ma, c’era anche chi aveva la bellissima abitudine di andare ogni giorno ad aspettare il tramonto sulla spiaggia.
L’esempio migliore di tutti però è quello di un amico che nel giro di un anno si era prefissato l’obiettivo di attraversare tutto il continente americano in autobus, spostandosi di città in città e di ostello in ostello ogni 2/3 giorni circa, ma (cascasse il mondo) ha sempre mantenuto viva la sua abitudine di andare in palestra, ogni giorno, trovando (non so come) attrezzi anche nei luoghi più sperduti!
Trova quella piccola abitudine che ti fa stare bene e proteggila, trova il ritmo perfetto per rendere le tue giornate produttive e cerca di proteggerlo.
Proteggi loro significa proteggere te stesso.
3. Impara a condividere gli spazi
Se sei una viaggiatrice low cost la tua casa diventeranno gli ostelli e ciò significa che dovrai essere pronta a sacrificare una cosa oltre a un gabinetto pulito: la tua privacy.
Ti capiterà di dover dormire in camerate con più di 10 persone, condividere la cucina, la doccia, la scrivania, con perfetti sconosciuti che hanno orari e un tipo di rispetto per l’altro, diversi rispetto ai tuoi.
In questi casi non c’è molto da fare se non quello di armati di pazienza e cercare la via della comunicazione.
Non mettere il muso alla prima mancanza di rispetto perché, spesso le persone “non ci arrivano” non perché siano stupide o stronze (ok, a volte è così) ma, perché sono cresciute in contesti culturali diversi dal tuo e se gli fai notare gentilmente un certo tipo di atteggiamento che ti infastidisce, il più delle volte ti chiederanno scusa e faranno più attenzione.
Quello che ti consiglio di fare, se proprio dovessi essere satura della hostel life, è prenderti una camera tutta per te per qualche giorno o una settimana se puoi, per farti una doccia calda, recuperare il sonno perso e farti in tutta calma una bella c****a (anche quello è importante).
Veduta del dormitorio di un ostello a Puerto Escondido (Messico)
4. Stabilisci dei confini
Come dice la psicologa Nedra Glover Tawaab: “Set boundaries, find peace“.
Soprattutto in contesti comunitari come gli ostelli è molto facile incontrare persone che hanno sempre voglia di fare festa, escursioni giornaliere, mangiare sempre fuori, ecc. e vedendoti da sola è probabile che ti chiederanno di unirti a loro.
Ovviamente se ti fa piacere ti consiglio di non perdere queste occasioni, specialmemte se organizzano una bella escursione in cui potresti spendere meno facendola in gruppo.
Se però devi salvaguardare le tue finanze, devi lavorare o semplicemente non hai voglia, va bene così!
Non sei costretta/o a fare ogni giorno qualcosa di straordinario, c’è un tempo per svagarsi ed un tempo per riposarsi.
Non avere paura a dire di no solo perché non vuoi passare per l’asociale di turno o perché hai paura di perderti qualcosa di pazzesco.
È assolutamente lecito in certi momenti voler stare un po’ da soli e questo non ti renderà una sfigata, una stakanovista o un’introversa, anzi, ti renderà una persona più integra e decisa.
Decidi tu quando e con chi spendere il tuo tempo.
Durante il giorno (e spesso anche la notte) lo trascorro a lavorare, quindi spesso mi capita di dover dire di no a uscite o gite fuori porta. In foto la mia postazione di lavoro in un ostello di Quito (Ecuador)
5. Fai ogni giorno qualcosa che ti spaventa
Come direbbe Eleanor Roosvelt: “fai ogni giorno qualcosa che ti spaventa”.
Il che non vuol dire ogni giorno lanciarsi col paracadute o nuotare con gli squali tigre, significa fare qualcosa, anche una piccola cosa, che non hai mai avuto il coraggio di fare prima o che semplicemente non hai mai avuto occasione di fare prima .
Ti faccio il mio esempio.
Ci sono dei giorni in cui per me la cosa nuova è stata dare un morso a un nuovo frutto tropicale, attraversare una dogana a piedi da sola, altri giorni in cui ho fatto il bagno in un cenote in mare aperto, guidato un quad o partecipato a un rituale maya.
Ognuna di queste cose per me è stata grandiosa perché rappresentava una conquista personale, un timbro nel passaporto della mia vita.
Sfidati ogni giorno e non per compiacere gli altri ma, per essere più orgogliosa di te stessa.
6. Programma meno, ma fai di più
Da milanese conosco benissimo quella sensazione per il quale dai di matto se non programmi l’intera giornata e, non parliamo poi di quando qualcuno sconvolge i tuoi piani all’ultimo minuto.
Bene, quando viaggi a tempo indeterminato, programmare sempre tutto diventa controproducente, oltre che impossibile, anche avendo un master in planning.
Ci tengo a fare una precisazione però: un minimo di programmazione ci deve essere, soprattutto quando decidi di fare lo zaino per spostarti da un paese all’altro, in questi casi programmare rimane un plus, soprattutto di questi tempi in cui ogni paese richiede requisiti d’accesso diversi.
Quello che intendo dire è che bisogna imparare a essere elastici, non programmare sempre tutto e con mesi di anticipo.
Perché ci sarà sempre il fuori programma.
Un incontro inaspettato, una bella proposta di lavoro, un’escursione speciale…tutto ciò è più probabile di quel che pensi quindi, a meno che tu non debba scalare il monte Everest, concediti di scegliere con i tuoi tempi.
7. Trasforma gli addi in arrivederci
Questa per me è sempre stata la parte più tosta del viaggio, forse perché non sono una che si relaziona facilmente con le persone e quando riesco a legare con qualcuno si crea davvero un forte legame.
Viaggiando incontrerai persone molto simili a te, che vogliono esplorare il mondo proprio come te e alcune continuano a farlo a tempo indeterminato ma, altre ad un certo punto dovranno tornare a casa.
Capiterà che viaggerai con qualcuno per qualche giorno o qualche settimana condividendo avventure e momenti indimenticabili ma, prima o poi arriverà il giorno in cui dovrete salutarvi e per quanto ce ne possiamo raccontare, gli addi non sono mai facili.
Certo, ognuno di noi reagisce in maniera diversa, c’è chi qualche giorno prima di dirti addio inizierà a prendere le distanze e a raffreddarsi, chi come me inizia a piangere come una fontana rotta ma, tutti noi, chi più o chi meno, soffriamo quando dobbiamo dire addio a persone con cui abbiamo condiviso colazioni, pranzi, cene, avventure assurde, insomma, con le quali abbiamo condiviso una parte della nostra vita.
Ricordati che nessuno è immune al dolore, semplicemente ognuno di noi lo esorcizza in maniera diversa.
Quello che ho imparato a fare per superare questi addii il più velocemente possibile è ripetermi queste 3 cose:
Non un addio ma, un arrivederci
Se sia tu che l’altra persona volete davvero rivedervi, questo accadrà. Viviamo in un’epoca in cui con un click in meno di 24H possiamo essere dall’altra parte del mondo.
Pensa a ciò che ti ha insegnato
Come dice un bel proverbio “Nessuno è tuo amico, nessuno è tuo nemico, sono tutti maestri”. Ogni persona ci insegna qualcosa, che sia il perfezionare il tuo inglese o l’imparare a stare in piedi su una tavola da surf, ogni persona che incontrerai in viaggio ti arricchirà.
C’è sempre qualcosa di meraviglioso
Fidati, è così.
A volte pensiamo di aver trovato la persona perfetta, oppure crediamo di aver trovato il gruppo di amici che cercavamo da una vita, ci autoconvinciamo che non troveremo mai qualcun altro di altrettanto meraviglioso e in sintonia con noi…e poi arriva il giorno in cui la storia si ripete, in cui conosciamo altre persone meravigliose.
Succede sempre, puntuale come il ciclo quando devi andare al mare!
Gli addii non sono mai semplici, ma come dico sempre: "viviamo sullo stesso pianeta e al massimo ci separa un giorno di aereo l'uno dall'altro". In foto con un gruppo di viaggiatori conosciuti in Messico e con i quali ho condiviso l'ostello per ben 4 mesi
Queste sono alcune delle cose che mi ha insegnato il viaggiare da sola.
E se pensi di non potercela fare o che io sia Wonder Woman, ti sbagli di grosso. Non hai idea di quanti pianti mi sia fatta, di quante notti insonni abbia passato, di quanto fortemente ho desiderato un abbraccio in certi momenti ma, potevo contare solo su me stessa.
Tutto passa e più situazioni difficili supererai da sola, più ti rafforzerai e come in un videogioco, a ogni livello superato sbloccherai una nuova abilità.
Ti auguro una splendida avventura!
Gaia
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